Nella F1 2026 una miriade di fattori incideranno. Red Bull approccia il nuovo ciclo regolamentare con precisi dettami tecnici volti a massimizzare il lavoro in pista. Tra questi la capacità del pilota di adattarsi rapidamente al nuovo stile di guida, che non potrà prescindere dalla sensibilità necessaria per guidare le nuove monoposto, tenendo anche presente anche le modalità straightline e cornering.
Red Bull: la scelta azzeccata che ha stravolto totalmente le sorti della scuderia austriaca
Mekies lavorava in Ferrari come direttore sportivo. Non possiamo sapere se il suo incarico era quello adeguato, ma possiamo dire che non lo ha svolto in maniera impeccabile. Poi voleva più spazio. Un ruolo dove il francese pensava di potersi esprimere al meglio. Ne ha fatto parola con il top management ma, quando la sua grande occasione poteva arrivare con l’addio di Binotto, Elkann gli ha preferito il connazionale Frederic Vasseur.
Non sapremo mai se questa mossa avrebbe funzionato, d’altra parte quando si lavora a Maranello le difficoltà sono spesso amplificate. Senza contare l’enorme pressione che spinge sulla Scuderia. Anche per questo, dopo aver lanciato qualche curriculum qua e là, arriva la chance che Laurent aspettava: poter dirigere un team di Formula 1. Lo chiama l’allora AlphaTauri, ambiente nel quale peraltro aveva già militato anni prima.

Il trasalpino si distingue. Fa bene il suo lavoro per una stagione e mezza, sino a quando il licenziamento improvviso di Horner lo trova nel posto giusto al momento corretto. Alla squadra di Milton Keynes serve un sostituto pronto e che conosca l’ambiente, individuando Mekies come successore di Christian. Mossa criticata in partenza, messa in dubbio pure dalla nostra testata, in quanto era difficile pensare che potesse essere la persona corretta.
Mekies: la capacità di mettere al centro del lavoro quello che veramente contava
Sei mesi dopo possiamo dire che la decisione presa è azzeccata. Probabilmente non avrebbe potuto trovare di meglio, Red Bull, quando ha deciso di rifondare una squadra che perdeva i pezzi. Mekies non si è mai dimostrato il più bravo in assoluto alla Toro Rosso. Idem quando ha militato tra le file della Federazione Internazionale o nell’avventura di via Abetone Inferiore 4. Tuttavia, è stato ottimo nell’approccio al suo arrivo a Milton Keynes.
Il suo ragionamento di base poteva sembrare banale, ma non era affatto scontato specie nella messa in opera. Ha capito che ascoltare i suoi piloti era molto più importante di tutto il resto, specie il talento di Hasselt. Gli aggiornamenti sulla RB21 erano già in cantiere prima che arrivasse, questo va sottolineato. La sua bravura consiste nel cambiare l’approccio lavorativo nel weekend ponendo il DNA Red Bull al centro di tutto.

Approccio aggressivo e capacità di ascoltare la vettura nelle prove libere, seguendo i feedback preziosi di Max, colui che ha saputo valorizzare l’auto austriaca in maniera straordinaria. Poi c’è stata la voglia di capire cosa non funzionava. Andare a fondo e trarre una lezione che poteva essere usata anche per il prossimo mondiale, sebbene tutto cambierà. Un punto fermo portato avanti dal minuto zero dopo il suo arrivo.
F1, 2026: il sensore per eccellenza che solo Red Bull possiede
Il mondiale 2026 si presenta come una sfida enorme per tutti. Figuriamoci per una scuderia reduce da tante perdite e dalla nuova responsabilità di trasformarsi in costruttore. Una PU fatta in casa, per la prima volta, proprio nel momento topico con l’inizio di un ciclo normativo inedito. La mutazione normativa non cambierà la metodologia lavorativa, però, dove l’essenza e la matrice fondamentale del team austriaco resteranno invariate.

Impostazione allentata e perfezionata nella seconda parte del mondiale 2025. pensando appunto a questo viaggio nell’ignoto verso il nuovo regolamento. Il tutto potendo contare sul trasduttore principe della F1. Quel Verstappen capace di leggere a livello tecnico e pratico ogni singola situazione, fornendo le basi fondamentali per migliorare. Che si parli di consigli su come aggiornare l’auto, di puro handling, di assetto o strategia.
Il sensore per eccellenza che nessun’altra scuderia di Formula 1 possiede. Ed è proprio questa l’arma in più che il team austriaco potrà agitare verso i diretti competitor, all’interno di un mondiale che, come ha spiegato Nikolas Tombazis, metterà il pilota al centro del progetto. Serve una sensibilità di guida enorme per apprendere il più velocemente possibile come fare la differenza con le nuove vetture.

Se per quanto riguarda il mero piano tecnico, anche considerando la possibilità di avere la power unit Mercedes — quella dai più additata come la migliore — McLaren può godere del favore del pronostico in base a ciò che è stata capace di fare nelle ultime due annate, ecco che, per quanto concerne l’interpretazione in pista delle nuove vetture, con Max la Red Bull sarà il team più preparato di tutti.
Autore: Zander Arcari – @berrageiz
Immagini: Red Bull – F1Tv
