lunedì, Gennaio 19, 2026

McLaren: Brown approva gli ordini di scuderia, ma Piastri non ne sa nulla…

GP Abu Dhabi: McLaren con Brown approva gli ordini di scuderia per il titolo di F1. Ma Piastri è parso tutto tranne che convinto, anche perché, parole sue, non ha ricevuto alcun tipo di ordine ipotetico in tal senso. Non sa cosa aspettarsi dal team, e non è affatto certo che una situazione del genere sia quella corretta. Uno scenario che per il team di Woking è meglio non vada in scena, perché a quanto pare tutto potrebbe accadere.

Zak parla di unità del team anche con il possibile team order per favorire Norris

Zak Brown, il CEO della scuderia di Woking, ha chiarito che al momento è del tutto impossibile prevedere l’esito delle qualifiche o la piena affidabilità delle monoposto a livello tecnico. Il boss statunitense ha comunque precisato che, qualora in gara emergesse in maniera inequivocabile che uno dei due piloti dispone di reali possibilità di vittoria, mentre l’altro non le possiede, la McLaren si muoverà di conseguenza.

Brown McLaren F1 GP Qatar
Zak Brown, CEO della McLaren

In altre parole, se a un certo punto della competizione uno dei due piloti sarà tagliato fuori dalla lotta per il titolo, ecco che il muretto box metterà in atto tutte le strategie necessarie per perseguire il campionato piloti, senza permettere che un piazzamento secondario comprometta il titolo. Addio papaya rules, quindi, se la situazione richiederà questo tipo di supporto tattico nell’arco della gara.

L’ex pilota automobilistico, ora dirigente sportivo, ha inoltre sottolineato come, sebbene possa apparire alquanto insolito per una scuderia, quando uno dei due piloti non riesce a imporsi, entrambi desiderano che il successo tocchi al compagno. Tale attitudine riflette pienamente la filosofia del team. Questo è il suo pensiero, che evidentemente nasce dai discorsi interni tenuti in fabbrica prima dell’ultimo fine settimana di gara.

McLaren F1 Brown GP Abu Dhabi
Il sorriso di Zak Brown (McLaren)

Secondo Zak, i piloti sono giocatori di squadra e hanno già dimostrato, nel corso della stagione precedente, la loro disponibilità a sacrificarsi in maniera reciproca per il bene della scuderia. All’interno di tale contesto, Brown ha pertanto chiarito che, se necessario, la McLaren ricorrerà agli ordini di scuderia per garantire la gestione ottimale delle risorse e dei risultati. Obiettivo: vincere il mondiale a tutti i costi, insomma.

Piastri tutto tranne che convinto

Di tutto questo, Piastri che ne pensa? Nominiamo Oscar perché è il primo indiziato come “vittima sacrificale” del team, tenendo presente il suo ritardo di punti nella classifica iridata. L’australiano ha raccontato le sue impressioni a tal proposito, non prima di ripercorrere il passato, dove di fatto ha perso una marea di occasioni. Uno sguardo lucido e distaccato, sottolineando come non siano mancati momenti molto difficili.

Concentrarsi sui punti persi in alcune gare risulterebbe poco significativo, per Oscar, incline a considerare che anche gli altri protagonisti hanno dovuto affrontare simili battute d’arresto. Ci sono state gare e momenti che avrebbe desiderato poter rivivere, ma lo stesso discorso può essere applicato all’intero team. In definitiva, ha precisato che scegliere un singolo episodio particolarmente doloroso non avrebbe senso.

Piastri McLaren F1 GP Qatar Brown
Oscar Piastri (McLaren) a bordo della MCL39 nelle Fp2 di Abu Dhabi

Poi si arriva al punto caldo della questione. Piastri racconta come in realtà, sino a giovedì, non se ne fosse ancora parlato. Ci riferiamo ai possibili team order. Lui stesso spiegava di non avere alcuna idea di cosa il team si aspettasse da lui. Poi riempie di complimenti il suo compagno di squadra perché, proprio come lui, ha lavorato tutto l’anno per mantenere un rapporto ottimale in pista e fuori.

Oscar potrebbe anche negarsi a un possibile ordine di scuderia: il rischio c’è.

Il quesito che emerge è questo, però: per Oscar vale la stessa cosa nel rapporto con il team? D’altronde, il ventiquattrenne di Melbourne ha spiegato le sue delusioni verso alcuni scenari che, sebbene abbia alla fine accettato, ancora adesso non ha compreso appieno. Idem quando racconta che la sua debacle parte da Monza, quando a suo modo di vedere è stato emesso un team order che a livello psicologico lo ha affossato.

Siamo così sicuri che un eventuale ordine via radio sarebbe eseguito senza problemi? Specie considerando che si sente in debito con la scuderia, al quale si somma i fatto del Qatar. Non ci è sembrato affatto convinto, Piastri, e per il team sarebbe un bene non trovarsi di fronte a questa situazione. È chiaro che aiutare e vedere che il tuo compagno vince, mentre tu perdi, dopo tutto quello che è successo, non è lo scenario ideale.

Oscar Piastri (McLaren) passeggia nel paddock di Abu Dhabi

Disobbedire potrebbe essere un rischio in vista della prossima stagione, dove “ribellarsi” a un comando della scuderia potrebbe creare strascichi enormi, ponendo Oscar in una comprensibile posizione di secondo pilota, specie se con il suo aiuto Lando avrebbe potuto vincere il mondiale. Uno scenario complicato, insomma, che almeno per ora non è per nulla chiaro al netto delle parole di Zak Brown.

Autore: Zander Arcari – @berrageiz 

Immagini: McLaren – F1Tv

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