domenica, Gennaio 18, 2026

Ferrari, Vettel svela il passato: “ero in declino quando è arrivato Leclerc”

La carriera di Vettel con la Ferrari in F1 si è conclusa tra risultati altalenanti e una consapevolezza crescente dei propri limiti, ma anche con la lucidità di aver raggiunto un equilibrio interiore. Le ultime stagioni in rosso rivelano quanto la motivazione e le circostanze esterne possano incidere sulle performance, anche per un pluricampione del suo calibro. Lui stesso lo svela a distanza di molto tempo.

Il bilancio finale: Aston Martin e l’addio alla F1

Il capitolo che ha chiuso la carriera di Seb in Formula 1 lo ha visto vestire i colori Aston Martin, eredità diretta del progetto Force India/Racing Point, con risorse finanziarie amplificate e un team desideroso di affermarsi. Nonostante le nuove sfide, il tedesco si presentò consapevole di non possedere più quella spinta prestazionale che aveva caratterizzato gli anni migliori in Red Bull e a Maranello.

Durante le due stagioni al volante dell’Aston Martin, Seb ha comunque ottenuto risultati significativi: il suo ultimo podio in Formula 1 arrivò a Baku nel 2021, mentre un secondo podio sfuggì in Ungheria a causa della squalifica dovuta a un campione di carburante insufficiente. La decisione di ritirarsi, cedendo il volante a Fernando Alonso, fu il naturale epilogo di un percorso in cui il talento incontrava limiti fisici, motivazionali e di contesto.

Vettel Ferrari F1
Sebastian Vettel ai tempi dell’Aston Martin

Vettel stesso ha dichiarato di aver cercato, durante questo periodo, una rassicurazione interiore: «Posso ancora farcela?» – un interrogativo apparentemente banale, ma che riflette l’incertezza che ogni pilota affronta al culmine della propria carriera. L’attenzione alla motivazione, la gestione delle energie e la consapevolezza delle proprie capacità hanno caratterizzato l’ultimo tratto del cammino agonistico del tedesco.

Vettel: il momento un cui Seb si è reso conto che lo spirito per competere non era più lo stesso

Il periodo alla Rossa iniziò nel 2015, con grandi aspettative dopo un ciclo straordinario in Red Bull che gli aveva fruttato quattro titoli mondiali. La Scuderia lo accolse come pilota di riferimento, affidandogli il compito di riportare il Cavallino ai vertici del mondiale. Nei primi quattro anni, il tedesco ottenne 13 vittorie contro il solo trionfo di Kimi Raikkonen, contendendosi il titolo nel 2017 e nel 2018, sempre battuto da Lewis Hamilton.

F1 Ferrari Vettel
i ferraristi Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen sul podio con l’allora pilota Mercedes Lewis Hamilton

La svolta arrivò con l’ingresso di Leclerc nel 2019: il giovane monegasco si impose immediatamente, superando Sebastian con 264 punti contro 240 e due vittorie contro una, mentre un guasto meccanico gli negò un terzo successo in Bahrain. Il confronto con Charles evidenziò un cambiamento sostanziale: la motivazione del tedesco non era più la stessa, mentre il monegasco aveva tanta energia, entusiasmo e determinazione.

Parliamo di elementi fondamentali per sfruttare appieno una monoposto competitiva e ottenere il massimo dal mezzo meccanico. Nel frattempo, come lo stesso Seb ha dichiarato, è una sorta di sollievo raccontare che in quel periodo non aveva più molto da dire al team italiano, in quanto i mancati obiettivi nel suo percorso alla Rossa, l’età e la super carica di Leclerc lo avevano di fatto messo all’angolo.

Vettel Ferrari F1
Charles Leclerc e Sebastian Vettel nel mondiale 2019 con la Ferrari

Il 2020 confermò la tendenza: Leclerc dominò guadagnando 98 punti contro i 33 di Sebastian, in una stagione segnata da difficoltà tecniche, contesto pandemico e tensioni interne mica da ridere. Nonostante la professionalità e l’esperienza, il tedesco percepì di non essere più al massimo delle proprie possibilità, ammettendo che la spinta che lo aveva contraddistinto negli anni più brillanti, si era oramai affievolita.

Vettel e la Ferrari: motivazione, energia e insicurezza nel fattore umano

Uno degli aspetti più rilevanti emersi dal racconto del tedesco riguarda il peso della motivazione. Seb ha spiegato come, a fronte di successi straordinari, fosse la carica interiore a determinare la performance: Charles, con dieci anni in meno, possedeva energia e voglia di dimostrare il proprio valore, mentre lui aveva già raggiunto traguardi che lo avevano “viziato” e portato a concentrarsi esclusivamente sulle vittoria.

Ferrari Vettel F1
Sebastian Vettel, ex pilota della Scuderia Ferrari

Il confronto con il passato, persino con piloti leggendari come Schumacher, evidenziò che l’insicurezza è una componente universale del mondo delle corse: anche i più grandi hanno momenti di dubbio. Vettel, nel raccontare quegli anni, mostra come la consapevolezza dei propri limiti e delle circostanze esterne – dai compagni di squadra alle pressioni del team – sia stato un elemento imprescindibile nella valutazione delle proprie prestazioni.

Autore: Zander Arcari – @berrageiz

Immagini: Scuderia Ferrari – F1TV

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