GP Abu Dhabi: scenario dove la Ferrari SF-25 verrà pensionata dalla F1. Questa è senza dubbio la notizia migliore dell’anno. Non ce ne voglia il Cavallino Rampante per questa precisazione, ma questo è il desiderio di tifosi, piloti, tecnici e ingegneri. Basta combattere con i difetti di un’auto e spiegare le ragioni di prestazioni non all’altezza. Per il resto ci sono un paio di precisazioni doverose sul piano di aggiornamento 2025, l’ultimo della stagione.
Non ha funzionato nulla, specie la mossa sull’avantreno della Ferrari SF-25
Partiamo dalla scelta di passare alla sospensione anteriore pull-rod: una decisione azzardata fuori tempo massimo. Sì… era decisamente più saggio realizzare questo tipo di operazione nel 2023 o, pur ritardando, nel 2024. Pensare di adottare una filosofia sulla quale non si hanno certezze, nel contesto wing car, era un rischio molto alto che di fatto non ha pagato. Era la strada per aprire a nuove trame di sviluppo che non sono arrivate.

Il perché è molto semplice. Non appena la SF-25 è stata messa in pista, il giudizio è stato inequivocabile: progetto fallimentare. L’anteriore della monoposto si è dimostrato uno dei punti deboli dell’auto, soggetta peraltro a un’endemica carenza di rotazione che ha reso ogni esperienza al volante dei piloti piuttosto limitante. Mentre lo scorso anno l’avantreno era senz’altro più solido di quello attuale
C’è poi tutto il discorso sulle altezze da terra, anche legato a questa scelta sospensiva. Tanto carico mai espresso dal fondo, che di fatto ha reso la monoposto italiana molto dipendente dalla capacità dei piloti nel gestire una vettura che non poteva caricare troppo il posteriore per non pagare un drag eccessivo. Leclerc l’ha saputo gestire meglio, abituato a guidare in questo modo. Per Hamilton è stato un limite troppo grande.

Non è vero che da aprile la Rossa ha interrotto gli aggiornamenti. Senza dubbio il piano originario di update è andato a farsi benedire, ma il team ha provato comunque a correggere con dei ritocchi la vettura: parliamo ad esempio del fondo e della sospensione posteriore. Il primo non è riuscito a migliorare la gestione dei flussi, sia nella parte superiore che in quella inferiore sotto il fondo.
Ferrari: la precisazione doverosa sui 2,5 milioni spesi
Mentre per quanto concerne la cinematica al retrotreno, benché le prestazioni della SF-25 non siano migliorate come livello massimo, per lo meno hanno concesso uno spazio di manovra sul setup leggermente più ampio, che in talune circostanze ha fatto comodo. Una precisazione sull’upgrade: abbiamo scritto che tale update è costato circa 2,5 milioni di euro, cifra pesante che va assolutamente confermata.

Notizia certa e fondata al 100%, in quanto confermata da chi in Ferrari lavora tutti i giorni dell’anno, tanto in fabbrica come in pista. Stesso discorso per il suggerimento di uno dei piloti che abitualmente lavora al simulatore, del quale non possiamo fare esplicitamente il nome sebbene sia chiaro chi sia. Da qui il ritardo di un mese e fischia nel portare in pista una la sospensione posteriore Ferrari che non convinceva affatto.
Ferrari, la gioia finale: addio SF-25!
Tirando le somme di questo tragico mondiale non si salva nulla sulla vettura. Idem per quanto riguarda la comunicazione, che troppo spesso ha lasciato a desiderare. Serve umiltà per riconoscere un lavoro pessimo svolto durante l’inverno, al quale si contrappone lo sforzo massimo, che senz’altro va applaudito, nel cercare ogni fine settimana di gara di dare il massimo nascondendo i difetti della Rossa.
Specie con Leclerc il team ci è riuscito più volte, mentre tante altre la débâcle è stata grande. Ma ora non importa più. C’è ancora Abu Dhabi, vero. Ma quello che conta è mettersi alle spalle il più velocemente possibile un incubo chiamato SF-25, che ha tediato tante (troppe) domeniche di milioni di tifosi, piloti, tecnici e ingegneri. Guardare verso il 2026 con fiducia, nella speranza che il nuovo ciclo normativo apra uno scenario nuovo.

Contesto dove nessuno pretende una vettura dominante, ma sì un’auto che sappia lottare tra i primi, vincere gare e andare a podio con regolarità. Quello che poi ci si aspetta dalla Rossa ogni anno, contando lo stemma che sfoggia sulle scocche. E chi se ne frega del risultato di Yas Marina, perché sapere che vedremo per l’ultima volta all’opera la SF-25 vale assolutamente il prezzo del biglietto.
Autore: Zander Arcari – @berrageiz
Immagini: Scuderia Ferrari – F1Tv
