La stagione 2025 della Ferrari in F1 verrà ricordata come una delle più complicate dell’era recente, e inevitabilmente la gestione di Frederic Vasseur è finita sotto la lente d’ingrandimento. Il team principal francese si è trovato a guidare la Scuderia in un contesto tecnico profondamente sfavorevole. La SF-25 non è mai stata una vettura da vertice. I risultati lo hanno confermato sin dalle prime gare. Le ambizioni di inizio anno si sono rapidamente scontrate con la realtà della pista.
Ferrari: bastava aggiornare la SF-24
La monoposto progettata a Maranello si è rivelata incapace di lottare per le prime posizioni. I sette podi stagionali rappresentano un bottino magro rispetto alle aspettative. Tutti sono arrivati grazie al talento e alla costanza di Charles Leclerc. L’unica vittoria, nella Sprint Race, porta la firma di Lewis Hamilton. Episodi che sembrano più figli delle circostanze che di una reale superiorità tecnica.

Proprio questo è il punto centrale della discussione sulla gestione Vasseur. I risultati positivi sono arrivati più per il valore dei piloti che per la bontà del progetto. La SF-25 non ha mai mostrato un vero percorso di crescita. I pochissimi aggiornamenti, come la sospensione di Spa, costata tre milioni di euro circa, non hanno portato alcun effetto, e la toppa è stata quasi peggio del buco. La quasi certezza, più che sensazione, è che la squadra abbia spesso navigato a vista. Un quadro lontano da quello visto nel 2024.
La scelta di stravolgere completamente la SF-24 resta uno dei nodi più difficili da spiegare. La monoposto dello scorso anno aveva lottato fino all’ultima gara per il mondiale costruttori. Ripartire da zero nell’ultimo anno del regolamento a effetto suolo è apparsa una decisione rischiosa. Aggiornare e affinare una base già competitiva avrebbe potuto garantire maggiore continuità. Un ragionamento che emerge già dai primi mesi del 2025. Con il senno di poi, l’azzardo non ha pagato.

È legittimo chiedersi perché investire tante risorse su un progetto completamente nuovo a fine ciclo regolamentare. La SF-24 aveva, di fatto, meno di due anni di vita tecnica: ha iniziato a prendere forma a Barcellona nel 2023 dopo l’ultimo fallimento dell’era Binotto con la SF-23. La monoposto potuto offrire margini di sviluppo. Chiaramente si parla per ipotesi. Ma i riscontri della pista hanno reso il confronto inevitabile. E il paragone non è stato favorevole alla SF-25.
Giancarlo Minardi: “Fred deve imparare l’italiano”
Sul piano della comunicazione, Vasseur non è riuscito a gestire al meglio una stagione così complessa. Davanti ai microfoni ha spesso insistito su esecuzione e prove libere. Argomentazioni corrette, ma valide solo per una parte limitata del campionato. Nel frattempo i piloti hanno manifestato apertamente la loro frustrazione. Le “strigliate” pubbliche di Leclerc e Hamilton hanno evidenziato tensioni interne. Il confronto a distanza con i tecnici di Maranello non è passato inosservato.

Proprio la gestione umana e comunicativa è diventata un tema centrale. Fred non si aspettava una vettura di questo livello. La narrazione è cambiata nel corso dei mesi. Prima l’idea di una SF-25 in costante sviluppo, poi la rivelazione di uno stop anticipato per concentrare tutto sul 2026. Un messaggio che ha alimentato dubbi e perplessità. Dentro e fuori dal team.
In questo contesto si inserisce anche l’analisi di Giancarlo Minardi, che ha puntato il dito su empatia e coerenenza comunicativa: “Se fossi in lui cercherei di imparare finalmente l’italiano. In un gruppo di lavoro competitivo, spesso l’empatia vale quanto, se non più, di un aumento di stipendio”.

“Al suo posto sarei più prudente nelle esternazioni pubbliche: per mesi ha assicurato che si stava lavorando sulla SF-25 per migliorarla, poi in autunno ha spiegato che già da aprile era stato deciso di fermarne lo sviluppo per puntare tutto sul 2026. Una versione dei fatti piuttosto incongruente”. Un giudizio netto, che riassume molte delle criticità emerse nel 2025 ferrarista.
Autore: Andrea Bovone
Immagini: Scuderia Ferrari – FUnoAT
