Con il Gran Premio di Abu Dhabi 2025 di F1 si è chiuso ufficialmente il ciclo regolamentare delle vetture a effetto suolo, introdotte dalla FIA nel Circus nel 2022. L’obiettivo era chiaro: favorire i sorpassi, ridurre l’impatto delle turbolenze e consentire ai piloti di inseguirsi più da vicino. A conti fatti, però, le promesse non sono state mantenute. In pista, lo spettacolo atteso si è visto solo a sprazzi, ben al di sotto delle previsioni.
FIA: le vetture 2022-2025 non hanno raggiunto i risultati previsti
La FIA ha lavorato su basi teoriche lontane dalla realtà di auto guidata dall’ingegneria estrema. Le previsioni iniziali sono state in parte smentite dai fatti, con i team capaci di lavorare per diversificare alcuni concetti, quando invece ci si aspettava, erroneamente, “macchine tutte uguali”. Il risultato è stato un progressivo ritorno a vetture difficili da seguire. Il problema delle scie legate all’aerodinamica non è mai stato davvero risolto.
Dal punto di vista visivo, questa generazione di monoposto ha rappresentato un netto passo avanti. Le vetture 2022-2025 sono state imponenti, aggressive e spettacolari anche da guidare, specialmente nelle curve veloci. A parte questo, però, l’estetica ha avuto un prezzo elevato in termini di guidabilità. Il porpoising, soprattutto nelle prime stagioni ha causato disagi fisici importanti, come recentemente detto pure da Max Verstappen.

I problemi legati al pompaggio aerodinamico non sono mai scomparsi del tutto, riaffiorando anche nelle ultime gare del ciclo normativo delle wing car Dolori alla schiena e affaticamento sono diventati temi ricorrenti. Un aspetto che chiaramente ha sollevato più di un’interrogativo su sicurezza e benessere degli atleti. Un compromesso che la Formula 1 non è riuscita a eliminare del tutto nelle ultime quattro stagioni.
Tombazis: “Alcune regole troppo permissive”
Secondo Nikolas Tombazis, direttore delle monoposto della Federazione Internazionale, il bilancio sulla Formula 1 è inevitabilmente a metà: “Credo che abbiamo fatto un passo significativo nella giusta direzione per la maggior parte degli obiettivi, ma non direi di aver raggiunto un successo totale. Non mi darei una A, forse una B o una C”. Una valutazione lucida, che fotografa limiti e progressi del progetto.

Sul fronte economico, invece, il giudizio è nettamente più positivo. Il tetto ai costi ha contribuito a rendere la Formula 1 più stabile e sostenibile: “Non possiamo nemmeno immaginare un futuro senza regolamenti finanziari, sotto questo aspetto è stato un successo”, ha spiegato il greco ex direttore tecnico della Ferrari. La competitività si è ampliata, almeno sul piano strutturale.
Dal punto di vista tecnico, però, le cose sono andate diversamente; “Le monoposto erano in grado di gareggiare più da vicino all’inizio, ma alcune aree del regolamento erano troppo permissive“, ha ammesso Nokolas. In particolare, elementi come le piastre terminali dell’ala anteriore e i componenti interni delle ruote hanno generato nuovo deflusso d’aria sporca.
Dal 2026 meno effetto outwash?
La FIA aveva valutato interventi correttivi già nel corso del ciclo, tra il 2024 e il 2025. Non è stato però possibile, perché è venuto a mancare il supporto politico dei team:“Ci abbiamo provato, ma non c’era consenso sufficiente. Per cambiare le regole serve una governance condivisa”. Una chiara dimostrazione di quanto in Formula 1 sia altamente complesso intervenire a ciclo regolamentare in corso.
Un monito per quello che accadrà in futuro, visto che le normative che entreranno in vigore il mese prossimo sono ancora con diversi punti interrogativi. Proprio per questa semplice ragione, in questo momento lo sguardo di riflesso è rivolto alla stagione 2026 con il nuovo ciclo normativo, dove i regolamenti sono completamente rinnovati. La Federazione Interazione è convinta di aver imparato dagli errori del passato.

“Crediamo che il problema dell’outwash sarà ampiamente ridotto, ma ne riparleremo tra due anni”, ha concluso il direttore delle monoposto della FIA. Parole di Tombazis che lasciano aperti diversi dubbi. Si spera, infatti, di poter correggere qualcosa in merito all’inquinamento atmosferico e all’outwash piuttosto pronunciato nel ciclo regolamentare appena concluso, con la speranza che dal 2026 le cose possano cambiare.
Autore: Andrea Bovone
Immagini: FIA – Ferrari – Williams – Red Bull Content Pool
