F1, GP Abu Dhabi: ultimo appuntamento iridato dove la Ferrari si gioca solo la faccia. Persa la possibilità di arrivare secondi del mondiale costruttori, l’unico obiettivo è quello di chiudere al meglio un campionato alquanto deficitario. La pista di Yas Marina non è contraria alle caratteristiche della SF-25. Non ci saranno i problemi legati alle pressioni gomme, ma il setup dovrà essere perfetto per accedere alla massima performance.
I problemi della Rossa a Lusail
Il Qatar porta con sé tanti dubbi e tanta frustrazione. E non potrebbe essere altrimenti dopo un fine settimana dove la Rossa non ci ha capito nulla o quasi. Questione, tra l’altro, altamente prevedibile, come noi stessi avevamo anticipato nella nostra consueta preview: un weekend in salita che, invece di migliorare con il passare delle sessioni, è peggiorato scivolando in prestazioni davvero imbarazzanti.

Per questo la verità è stata ancora più amara della nostra previsione. Già domenica sera, grazie alle parole di Vasseur, abbiamo individuato le motivazioni alla radice di questa prestazione così negativa. Le pressioni minime delle gomme imposte da Pirelli erano molto elevate, un fattore che di base toglie grip meccanico alla SF-25, e questo è sicuramente vero. Tuttavia, il problema alla radice era derivato dallo squilibrio termico sugli assi.
Una questione che la SF-25 soffre già di base, maggiormente sotto la luce dei riflettori per il provvedimento preso dal gommista italiano. Sull’asse anteriore c’era una pressione minima ben maggiore che al retrotreno. Un fatto che ha arretrato ulteriormente il bilanciamento della monoposto in modo irreversibile. Ferrari ha provato a intervenire con l’aerodinamica, ma non c’è stato verso di correggere le cose.

Per chiarezza, va detto che il team di Maranello non può certo incolpare la Pirelli per questa situazione disdicevole. Il gommista nostrano non ha nessun tipo di colpa sullo scarso rendimento della SF-25 nell’arco del fine settimana qatariota. Va inoltre detto che il fornitore unico di pneumatici in Formula 1 prende queste decisioni per il motivo più importante di tutti, ovvero la sicurezza dei piloti.
SF-25, il problema relativo alle pressioni gomme non esisterà a Yas Marina
Per il Gran Premio di Abu Dhabi le pressioni minime delle gomme sono ben più basse. Anche per questa ragione, considerando che la pista di Yas Marina si sposa meglio con i tratti distintivi della vettura italiana, la Ferrari potrà riacquisire quel vantaggio di grip meccanico che in Qatar era del tutto inibito. Osservando lo storico, Abu Dhabi offre uno scenario dove la fiducia è decisamente più alta rispetto allo scorso weekend.
In generale, la Rossa dovrebbe adattarsi abbastanza bene a questo tipo di tracciato. Nell’edizione 2024 ricorderemo come la SF-24 soffrì leggermente la carenza di rotazione, grande difetto della monoposto attuale. Per fortuna, tenendo presente il tipo di layout di Yas Marina, il sottosterzo non è così penalizzante come poteva essere in Qatar. Certo è che tramite il setup dovrà essere minimizzato per dare il massimo.

Il compromesso che riuscirono a trovare nel 2024 era competitivo. La pista richiede efficienza aerodinamica ed è ben bilanciata in termini di tipologie di curve. La SF-25 dovrebbe costruire il giro in modo omogeneo. Potrebbero avvalersi della buona trazione nel terzo settore, oppure penalizzarla leggermente per cercare un miglior compromesso tra T1 e T2. Scopriremo già domani che tipo di strada sulla messa a punto verrà scelta.
GP Abu Dhabi: pista rear limited che aiuterà la SF-25
C’è poi il tema legato alle gomme, sempre molto delicato per la monoposto modenese. Il livello di gestione delle coperture impone un certo grado di stress nella mera fase di accelerazione, idem per quanto concerne gli sforzi longitudinali in frenata. Parliamo di un tracciato rear limited, pista dove la SF-25 potrà esprimersi abbastanza bene, ovviamente al pari di altre vetture che compongono il lotto.

Anche per questo, con una certa sicurezza, possiamo dire che nell’ultimo fine settimana di gara vedremo una Rossa ben diversa dalla versione di Lusail. Il tutto senza dimenticare l’importanza relativa al lavoro sulla costruzione del setup. Ci aspettiamo comunque buone cose. Ipotizzare i primi quattro top team abbastanza vicini è tutt’altro che erroneo, dove ancora una volta le differenze emergeranno dalla perfetta esecuzione del weekend.
Autori: Zander Arcari – @berrageiz – Niccoló Arnerich – @niccoloarnerich
Immagini: Scuderia Ferrari – F1Tv
