lunedì, Gennaio 19, 2026

GP Abu Dhabi, strategia, gomme e incastri tattici nell’ultimo atto della F1

F1, GP Abu Dhabi: l round finale di Yas Marina non è soltanto l’epilogo di una stagione intensa: è l’ultima pagina di un mondiale che arriva al fotofinish con tre piloti ancora in corsa e un equilibrio tecnico che, proprio come spesso accade su questa pista, ruota attorno a un concetto tanto semplice quanto determinante: la gestione degli pneumatici.

L’atmosfera è quella delle grandi occasioni. Il cast si è assottigliato, lasciando il palcoscenico ai tre interpreti principali di questo ultimo atto. Verstappen, Norris e Piastri monopolizzano la scena dopo aver occupato le prime tre caselle della griglia, ma il racconto vero non si esaurisce nella fotografia del sabato. La notte di Abu Dhabi sarà una sfida tattica pura, dove la strategia potrà essere tanto un’arma quanto una condanna.

GP Abu Dhabi: un precedente che orienta, ma non definisce le scelte del 2025

Prima di leggere il GP, vale la pena osservare come le ultime due edizioni abbiano proposto quadri strategici estremamente diversi, pur a parità di mescole. Nel 2024 la gara era stata sorprendentemente lineare: media–dura per quasi tutti i protagonisti di vertice, con un’unica sosta fra il giro 20 e il 26. Una configurazione molto simile a quanto Pirelli suggerisce anche quest’anno.

Lando Norris, con un passo costante e un degrado ben gestito, aveva capitalizzato meglio di tutti il singolo pit stop, portando a casa non solo la vittoria, ma consegnando a McLaren anche il titolo Costruttori. Alle sue spalle Leclerc aveva chiuso terzo con un undercut anticipato, mentre Sainz e gli altri avevano gestito il proprio stint sul filo di un equilibrio termico delicato, soprattutto nella fase centrale della gara.

Ferrari F1 GP Abu Dhabi
Charles Leclerc (Scuderia Ferrari) – SF-24 – GP Abu Dhabi 2024

Interessante fu anche la scelta di Hamilton nel 2024: duro–medio, partendo sedicesimo, andando lunghissimo nel primo stint per poi sfruttare l’aderenza superiore a pista più gommata. Layout, temperature e dinamica del traffico suggeriscono che quella potrebbe nuovamente rivelarsi una strategia valida per chi parte lontano dai primi dieci.

Decisamente diverso era stato il 2023, con un doppio stop per i primi sette e una finestra tattica ravvicinata che aveva generato una sorta di effetto domino a partire da un pit anticipato di Alonso. Quella gara aveva mostrato come Yas Marina possa improvvisamente trasformarsi in un labirinto tattico se il gruppo resta compattato nei primi 20 giri.

F1, GP Abu Dhabi: la strategia teoricamente più rapida nel 2025: una sosta, ma non per tutti

Le simulazioni Pirelli per quest’anno parlano in maniera piuttosto chiara: la media–dura a una sola sosta è, in teoria, il modo più veloce per completare la distanza. Finestra ideale: giro 20–26. Esattamente come la passata stagione. Tutto semplice? Non proprio. L’incognita rimane il traffico del midfield. Yas Marina è notoriamente una pista dove i treni DRS tendono a consolidarsi, soprattutto nel settore centrale.

F1 GP Abu Dhabi
La strategia per il Gp Abu Dhabi 2025

Rimanere bloccati dietro un gruppo può amplificare il degrado termico dell’anteriore e costringere i piloti più aggressivi a un undercut anticipato per liberarsi dal pacchetto. È qui che la gara può aprirsi a letture alternative, soprattutto per chi non ha più nulla da perdere e vuole vincere.

Verstappen e Piastri rientrano esattamente in questo profilo: liberi da calcoli, possono permettersi di muoversi in contromano rispetto a Norris, creando uno scenario tattico tipo “scacchiera”, dove ciascun pilota tenta di ribaltare la posizione sfruttando la reazione dell’altro.

Due soste: più lenta, ma potenzialmente necessaria con rischio graining

La doppia sosta, secondo Pirelli, è leggermente più lenta — non tanto in termini di tempo totale, quanto per la complessità di dover rimontare su vetture che gestiscono il proprio stint unico in modo più conservativo. Il vero ago della bilancia, tuttavia, è il graining.

Venerdì tutti i team hanno visto comparire un certo livello di graining all’avantreno su tutti e tre i compound, con la C3 dura un po’ più resistente ma non immune. Una condizione particolarmente delicata per chi, come McLaren, ha mostrato una tendenza maggiore a stressare il pneumatico anteriore nelle curve a raggio medio.

F1 GP Abu Dhabi
La durata delle gomme secondo la strategia

Non è un caso che Norris e Piastri abbiano conservato due set di dure per la gara, un approccio “protettivo” che rivela come il team non voglia ritrovarsi senza alternative nel caso la mescola media evidenzi comportamenti critici sin dai primi giri. Le finestre per le due soste sono ampie:

  • media–dura–media → giri 15–21 / 37–43
  • media–dura–dura → giri 11–17 / 34–40

La combinazione media–dura–soft è potenzialmente la più veloce tra le due soste, ma richiede uno stint conclusivo molto pulito: la soft a Yas Marina, seppur poco usata, ha un degrado verticale rapido e non perdona temperatura eccessiva nei primi giri.

Chi parte dal fondo: Hard – soft, la strada obbligata

Per chi scatterà dal fondo, la strada più logica resta quella inaugurata da Hamilton nel 2024: partire con la dura, allungare il primo stint fino all’intervallo 34–40 e sperare in una Safety Car che regali uno stop effettuato senza perdere tempo. Da lì, montare la Soft nell’ultimo run è l’opzione più efficace per recuperare posizioni sfruttando temperatura pista in calo e serbatoi ormai scarichi.

GP Abu Dhabi, titolo mondiale: gli equilibri psicologici contano quanto la strategia

Verstappen, Norris e Piastri entrano in gara con esigenze completamente diverse.
Il campione del mondo ha un compito semplice: vincere. Con una vettura in palla sul giro secco e un passo gara potenzialmente sufficiente per controllare la situazione, Max non ha bisogno di rischiare. Norris, dal canto suo, può permettersi di seguire l’olandese.

Se gli resta incollato, lo scambio di posizioni al traguardo sarebbe sufficiente per prendersi il titolo. Ma Lando non ha mai nascosto la voglia di chiudere il Mondiale vincendo; un desiderio legittimo, che però introduce variabili emotive difficili da ignorare. La carta più imprevedibile rimane Oscar Piastri. L’australiano, terzo, è l’unico dei tre obbligato a tentare qualcosa di diverso: deve vincere per sperare.

F1 GP Abu Dhabi
Il passo gara delle vetture di F1 osservato nelle prove libere 2 del Gp Abu Dhabi

È lui il pilota più propenso alla strategia alternativa, quello che potrebbe attivare un effetto domino simile a quello visto nel 2023. E in un Mondiale che arriva all’ultima gara con 16 punti da recuperare, il precedente del 2010 incombe come monito — o, per chi vuole crederci, come promessa.

Autore: Andrea Bovone

Immagini: F1Tv

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