F1, GP Qatar: McLaren ha sbagliato come ha fatto sin dalla passata stagione, perdendo benefici importanti che hanno precluso vittorie o buoni piazzamenti. Domenica scorsa ha commesso un errore sul quale il feedback passato poteva aiutare. Uno scenario tattico già andato in onda proprio a Lusail, che la scuderia campione del mondo non valutare al contrario di Red Bull e del resto delle squadre. Cerchiamo di capire come e perché.
La strategia suicida del team di Woking
Per tutti, specie per i diretti protagonisti, è chiaro come il team britannico di Formula 1 abbia commesso un errore strategico molto grosso nel Gran Premio del Qatar. Ne abbiamo parlato in maniera accurata, esaminando a fondo la scelta tattica dal punto di vista della Red Bull, che al contrario, pur prendendosi un forte rischio, ha centrato appieno la mossa vincente che di fatto ha indirizzato la corsa a favore di Max Verstappen.

Oggi possiamo osservare con più calma i fatti mettendoci nei panni della McLaren. Il primo argomento è lampante, sottolineato dalla stessa Hannah Schmitz: privilegiare l’equità tra i due piloti non ha mai aiutato il team inglese nel corso dell’anno e, per quanto riguarda Lusail, è stato il provvedimento decisivo per buttare alle ortiche una doppietta che avrebbe chiuso i giochi per quanto riguarda il titolo iridato ancora da assegnare.
McLaren ha ammesso l’errore fatale, sbaglio del quale peraltro si sono accorti subito dopo averlo commesso. Tuttavia c’è altro su cui riflettere e riguarda il non aver dato il giusto peso allo storico strategico della gara qatariota. I team hanno modelli diversi tra loro e molto complessi per pianificare la strategia di gara a monte dell’evento, scenari pronti a diventare effettivi a seconda delle esigenze.

L’ultima decisione tra le soluzioni tattiche più promettenti spetta al capo delle strategie. Nel considerare tutti i contesti competitivi vanno messe in conto anche le edizioni passate. Un qualcosa che abbiamo fatto, prendendo anche spunto dalle parole di Ruth Buscombe, ex stratega di Alfa Romeo. Facendo memoria torniamo all’edizione 2023 di Lusail, quando si palesò una situazione analoga.
Il passato di cui McLaren non ha tenuto conto
Nell’edizione 2023 del Gran Premio del Qatar ricorderemo come Pirelli fissò un numero massimo di giri per ogni stint pari a 18. Considerando che i passaggi totali erano sempre 57, effettuare tre stint pieni significava percorrerne solo 54. Ne restavano fuori 3, in pratica. In Alfa Romeo c’era Valtteri Bottas, che partiva dalla nona posizione. Nei primissimi giri della gara entrò in pista una Safety Car.
Gli strateghi non richiamarono immediatamente Valtteri, ma aspettarono proprio il terzo giro. In questo modo poterono realizzare un pit stop risparmiando molto tempo utile in pista. A quel punto Valtteri guadagnò posizioni al traguardo e chiusero a punti. Realizzando un parallelo con quanto accaduto domenica, tenendo presente il limite imposto a 25 tornate, al settimo giro si apriva la finestra per rientrare ai box.

Risulta molto chiaro che durante la gara stabilire l’apertura di questa finestra così presto cancella di colpo la flessibilità strategica. In altre parole, i seguenti stint dovevano seguire un preciso schema dato dal numero massimo di giri consentiti, dove il momento in cui realizzare la sosta era pertanto programmato e non più modificabile. Dopo la chiamata Red Bull, Verstappen doveva fermarsi al giro 32: non poteva fare diversamente.
Il vero errore McLaren
Il team britannico ha percepito in modo errato la possibilità di perdere la leadership di gara, ad esempio non valutando affatto la difficoltà di rientrare in pista nel traffico dopo la sosta. A quel punto il muretto box ha cercato di seguire l’esempio di altre gare a livello strategico, cercando di mettere assieme uno stint finale molto rapido e solido con Piastri. L’obiettivo era quello di recuperare tutto il “race time” perso.

Tuttavia, con un vantaggio di un pit stop intero del quale ha beneficiato Max Verstappen, per l’australiano della McLaren era impossibile riprendere l’olandese. Il team non ha esaminato in maniera sufficiente lo scenario reale verificatosi in Qatar nell’edizione 2023. L’esempio di Alfa Romeo e di altre scuderie era sotto gli occhi di tutti, proprio quello che ha scelto di fare Red Bull azzeccando la sosta in regime di Safety Car.
Autori: Zander Arcari – @berrageiz – Niccoló Arnerich – @niccoloarnerich
Immagini: McLaren – F1Tv
