La pioggia non sembra andare d’accordo con la F1 2026. Aerodinamica attiva che non va d’accordo con la pista bagnata, dando luce ad almeno tre situazioni potenzialmente nocive: scarsa stabilità delle auto, incapacità di gestire correttamente l’energia ibrida e consumo extra del pattino. La FIA ha studiato una modalità intermedia per risolvere questi problemi, che però sulla carta non offre certezze: vediamo come e perché.
Instabilità di marcia che lede la sicurezza dei piloti
Una delle novità più grandi del nuovo regolamento di F1 riguarda l’aerodinamica attiva Non esiste più il DRS, sistema che modificava in tempo reale il coefficiente di penetrazione aerodinamica abbattendo la resistenza. Situazione che verrà però riproposta su ambedue gli assi, utilizzando le modalità straight e cornering per diminuire il drag delle auto di circa il 50%. Vetture che saranno solo il 3 % più lente del 2025.
All’interno dello scenario, il punto cruciale è il seguente: la modalità rettilineo andrà a ridurre l’incidenza di ambedue le ali in maniera contemporanea, con il chiaro scopo di favorire la diminuzione della deportanza sui rettilinei. Aspetto che ovviamente si incarica di creare diverse complicanze. La prima si riferisce al livello di equilibrio dell’auto. Attivando la modalità a bassa resistenza, il bilanciamento aerodinamico della monoposto arretra.

Questo perché il centro di pressione si sposta verso il retrotreno delle F1. Di riflesso, l’asse anteriore ha poco carico verticale durante questa fase e tale condizione può di certo produrreforti instabilità della vettura. Quando le condizioni meteo presentano un asfalto bagnato, per esempio, con un coefficiente di aderenza decisamente più basso, l’instabilità di cui sopra potrebbe risultare troppo pericolosa per i piloti.
Aerodinamica attiva, pista bagnata: troppa escursione del fondo e consumo extra del pattino
Il secondo elemento che può creare problemi è di tipo regolamentare. Poniamoci nella situazione in cui la corsa venga dichiarata bagnata e, di conseguenza, la direzione gara vieti l’uso della modalità rettilineo da basso carico. Un po’ quello che succedeva sino al 2025, dove con la pioggia l’attivazione del DRS era bandita. Disattivare la modalità rettilineo significa spingere sulle rette con la configurazione da alto carico.
In questo caso lo schiacciamento a terra delle monoposto sarebbe maggiore del previsto e porterebbe, in maniera inevitabile, a un rischio di usura troppo grande sul pattino collocato sotto il fondo delle auto. Benché fossero dotate del sistema con ala mobile al posteriore, con le wing car la situazione era ben diversa. Le altezze da terra, e di conseguenza l’usura del plank, erano elementi valutati durante le simulazioni dei long run.

Scenario dove la monoposto era più pesante e non prevedeva l’utilizzo del DRS, che di fatto alleggeriva in modo fuorviante la vettura. Nel 2026 non si può creare una situazione del genere, in quanto l’entità dello schiacciamento tra le due modalità di carico sarà superiore rispetto a quella prodotta dall’ala posteriore mobile. A livello di setup, per garantire la sicurezza necessaria, significherebbe utilizzare altezze da terra di base troppo elevate.
F1 2026, gestione dell’energia ibrida complicata
C’è poi un ultimo problema che si andrebbe a creare con l’utilizzo della modalità rettilineo in condizioni di pista bagnata. Un vero e proprio grattacapo per piloti e ingegneri da non sottovalutare affatto, che riguarda il mero risparmio energetico del pacco batteria. Anche in tal caso, il ragionamento è chiaro e nasce dall’esigenza di avere sempre a disposizione il corretto quantitativo di potenza recuperata dal sistema ibrido.

Sì, perché dovendo affrontare anche una sola porzione di gara con la modalità da alto carico disponibile, come potrebbe accadere in un ipotetico slot di gara con fondo bagnato, ecco che l’aumento di resistenza aerodinamica rovinerebbe tutti i piani relativi all’ibrido. Fattore che darebbe il via a un consumo extra dell’energia prodotta dall’MGU-K, che, lo ricordiamo, di per sé sarà molto complicata da accumulare.
F1 2026, Aerodinamica attiva: una soluzione della FIA che non convince del tutto
Per tirare le somme, possiamo constatare quanto risulti evidente come la somma di queste tre problematiche, che in sostanza si andrebbero a creare maggiormente con la pioggia e l’utilizzo della modalità rettilineo, andrebbero a incidere in maniera piuttosto negativa su competitività e gestione delle nuove monoposto. Un qualcosa che a monte non era stato pensato, visto che la soluzione è arrivata solamente negli ultimi giorni.
La FIA propone una modalità per limitare (in parte) questo problema, almeno sul fronte della sicurezza, pensando di introdurre una configurazione intermedia da bagnato, dove entrambi i flap non andranno a diminuire completamente l’incidenza sul dritto, ma solamente di una percentuale stabilita. Resta da capire se possa essere effettivamente la soluzione corretta o meno per questa Formula 1.

Sì, perché allo stato attuale delle cose non è affatto chiaro se sarà sufficiente o meno, specie se teniamo in conto che risolvere, o comunque tentare di gestire in un colpo solo le tre circostanze in essere, sembra piuttosto complicato con un rimedio del genere. La FIA in questo è stata lungimirante nel scegliere una sessione di test privati a Barcellona, dove potrà realizzare tanti esami e, nel caso, trovare un’alternativa efficace.
Autori: Zander Arcari – @berrageiz – Niccoló Arnerich – @niccoloarnerich
Render: Turbosquid – Optica Dream Soft – OpticalDreamSoft
Immagini: Scuderia Ferrari – F1TV
