mercoledì, Gennaio 21, 2026

Hamilton non ha un rapporto teso con Ferrari: Adami in sintonia con Lewis

L’arrivo di Lewis Hamilton in Ferrari avrebbe dovuto rappresentare l’inizio di una nuova era per la Scuderia di Maranello in F1. Entusiasmo, aspettative e attenzione mediatica hanno accompagnato il sette volte campione del mondo fin dai primi giorni in rosso. La realtà della pista, però, è stata ben diversa. La SF-25 si è rivelata una vettura largamente orribile, incapace di competere con i riferimenti della griglia.

Ferrari: il vero è problema ricade nella SF-25

La prima stagione di Lewis in Ferrari è così scivolata rapidamente su binari complicati. Zero podi, una sola vittoria nella Sprint Race in Cina e prestazioni spesso anonime hanno segnato l’anno più difficile della sua carriera. Il britannico si è trovato a lottare non solo contro gli avversari, ma anche contro una monoposto priva di qualsivoglia competitività.

Hamilton Ferrari F1
Il britannico della Ferrari Lewis Hamilton, in azione con la SF-25 nelle Fp2 di Las Vegas

Un contesto che ha amplificato frustrazione e nervosismo, sfociati poi in dinamiche interne che più o meno sono venute alla ribalta. Alle difficoltà tecniche si sono aggiunti problemi organizzativi interni. Hamilton ha provato a introdurre nuovi metodi di lavoro, fortemente influenzati dall’esperienza maturata in Mercedes.

Più volte, però, si è scontrato con resistenze strutturali e culturali difficili da scalfire. L’impegno non è mai mancato, ma la sensazione di immobilismo nel team è rimasta evidente. Il rapporto con il suo ingegnere al muretto, Riccardo Adami, non è mai realmente decollato a livello umano, o per lo meno questo è quello che si raconta in giro.

Hamilton Ferrari F1
Lewis Hamilton prima di salire sulla disastrosa SF-25 ad Abu Dhabi

In pista e via radio sono emerse incomprensioni frequenti, figlie di un adattamento mai completato. La mancanza di sintonia ha pesato soprattutto nei momenti decisivi dei weekend, come a Las Vegas. Un dettaglio che, sommato ai limiti della SF-25, ha inciso in modo significativo sui risultati.

Il paragone tra Lewis e Leclerc

A fare ancora più rumore è stata la differenza di rendimento con Charles Leclerc. Il monegasco ha chiuso la stagione con 86 punti in più, conquistando sette podi contro lo zero del compagno di squadra. Pur terminando il campionato a una sola posizione di distanza, le prestazioni raccontano due stagioni molto diverse. Hamilton ha spesso faticato anche in qualifica, uscendo tre volte consecutive in Q1 nel finale.

Hamilton Ferrari F1
Lewis e Charles, compagni di squadra per la storica Scuderia

Il clima si è ulteriormente irrigidito dopo un messaggio pubblico del presidente John Elkann, che ha invitato i piloti a “parlare meno e guidare di più”. Un riferimento apparso indirizzato soprattutto a Hamilton, molto critico durante l’anno, a ben donde obiettivamente. Un segnale che ha alimentato la percezione di tensione interna. Una pressione che il britannico non ha mai cercato di nascondere.

Togninalli: “Dall’esterno tutto sembra molto peggio”

A smorzare i toni è intervenuto Matteo Togninalli, responsabile dell’ingegneria di pista Ferrari: Quello che si vede dall’esterno è molto peggio di ciò che è realmente. Cambiare squadra dopo dieci anni è difficile, per il pilota e per il team. La frustrazione nasce dal fatto che Lewis era abituato a lottare per il titolo, mentre quest’anno non era possibile. Il rapporto che stiamo costruendo con lui è estremamente positivo”.

Togninalli ha poi sottolineato come il legame sia cresciuto nel corso dell’anno: “Dopo dieci mesi abbiamo già una squadra molto forte. I risultati negativi creano un’immagine più dura della realtà, ma entrambe le parti sanno che serve tempo. Forniamo una macchina competitiva e tutto diventerà più semplice”. Ad avercela una monoposto competitiva, ovviamente.

Hamilton Ferrari F1
Matteo Togninalli, capo degli ingegneri di pista della Rossa

Hamilton, dal canto suo, non ha nascosto il sollievo per la fine dell’era dell’effetto suolo: “Non c’è una sola cosa che mi mancherà di queste vetture”. Guardando al 2026, il britannico resta motivato: “Devo analizzare cosa è andato storto e cosa migliorare. Ho ancora un sogno e continuo a lavorare per questo”. Dopo un primo anno da incubo, la Ferrari e Hamilton sono chiamati a riscrivere insieme il finale.

Autore: Andrea Bovone

Immagini: Scuderia Ferrari

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