Hamilton e la Ferrari nella F1 2025: nonostante le apparenze spesso cupe, Lewis ha mostrato una determinazione silenziosa e un ruolo motivante all’interno del team. L’inglese ha affrontato un anno di transizione complesso, dimostrando che la percezione pubblica raramente riflette il vero contributo di un pilota. Il mondiale si è chiuso con risultati negativi, ma il lavoro interno ha lasciato tracce importanti nel morale della squadra.
Hamilton, comprendere la transizione: dall’elite della Mercedes al cuore bolso della Ferrari
Il passaggio dalla Mercedes al team italiano, per Lewis, ha rappresentato un salto significativo sotto molteplici punti di vista. E non poteva essere altrimenti dopo la bellezza di dodici stagioni con la scuderia tedesca. Il Re nero ha dovuto confrontarsi con un ambiente completamente diverso: software, componenti e persino le dinamiche interne erano nuovi e richiedevano un adattamento sostanziale.

Fred, team principal della Rossa, ha spiegato come questi cambiamenti abbiano reso comprensibile la frustrazione pubblica del pilota: non si trattava di una mera mancanza di impegno, ma di un necessario periodo di assestamento. Un qualcosa che la squadra di Maranello ha sottovalutato, come da lei stessa ammesso, non fornendo al pilota britannico tutto il supporto decisivo e necessario.
Frederic ha valutato più che alto il passo di Lewis parlando del suo rendimento. Il francese non ha voluto minimizzare la situazione di Hamilton parlando solo di risultati (come qualche ex pilota si diverte a fare) che, a prescindere, soprattutto considerando la vettura che il team gli ha fornito per competere nella campagna 2025, anche se potevano essere senza dubbio migliori, non avrebbero cambiato lo stato delle cose, purtroppo.
D’altra parte, rispetto alla sua precedente collaborazione con la squadra di Brackley, tutto o quasi è mutato. Secondo Fred non era importante sapere chi tra i due team sia meglio. Il punto era decisamente un altro: capire che il lavoro in pista, tanto quanto quello realizzato in fabbrica, era del tutto differente. Un qualcosa che ha messo in seria difficoltà il talento di Stevenage nel suo primo approccio con la Rossa.

Ogni singolo elemento tecnico e umano attorno a Lewis era subito una trasformazione totale. Ed è per questo che quello che ha fatto tutta la differenza del mondo nel suo adattamento, di conseguenza, non riguardava soltanto aspetti tangibili come clima o alimentazione, ma bensì ogni componente del sistema Ferrari che richiedeva una chiara curva di apprendimento. Pazienza e resilienza: questo è servito.
Hamilton, stagione complicata e percezione pubblica: motivazione interna e leadership silenziosa
Dal punto di vista dei numeri, il 2025 è stata la stagione più difficile della carriera di Lewis in Formula 1. Il britannico non è mai riuscito a salire sul podio in una gara completa, fregiandosi della sola vittoria nella sprint race al Gp della Cina. Per questo ha chiuso sesto in classifica, con un distacco di 86 punti dal compagno di squadra Leclerc. Ma il vero impatto del pilota non si misura soltanto dai risultati visibili sul cronometro.

Le apparizioni mediatiche, spesso terse e scure, ci riferiamo alle interviste di pochi secondi e risposte monosillabiche, hanno alimentato la narrazione di un Lewis demotivato. Tuttavia il parere del team principal transalpino non è questo. La realtà è ben diversa:si trattava di un atteggiamento apparente, una sorta di “copertura” per gestire la pressione esterna, mentre dietro le quinte il pilota lavorava instancabilmente per sostenere il team.
Anche per tale ragione l’inglese ha mantenuto un ruolo chiave nella gestione della squadra, contribuendo a supportare l’energia interna al team anche nei momenti più complicati della stagione. Fred ha spiegato come l’atteggiamento collaborativo del britannico, il parlare con gli ingegneri, analizzare dati e cercare soluzioni, sia stato fondamentale nel percorso della scuderia durante l’arco del campionato.

Anche nei weekend più duri, dove ad esempio Lewis ha subito tre eliminazioni consecutive in Q1 a partire da Las Vegas ad Abu Dhabi, non si è mai sottratto alla responsabilità del team, dimostrando invece una leadership silenziosa ma sempre del tutto incisiva. È meglio parlare poco coi media e farlo nei briefing per cercare soluzioni: questo racconta Vasseur, sottolineando l’influenza percepita nel lavoro interno e nella coesione del team.
Autore: Zander Arcari – @berrageiz
Immagini: Scuderia Ferrari – F1TV
