Antonelli (Mercedes) parla della F1 targata Qatar, in merito all’ondata di critiche sofferte sui social. Uno scenario che lo ha steso, specie considerando la sua totale estraneità ai fatti. Poi parla dei limiti che non si devono oltrepassare in questi casi, dei suoi momenti difficili nel 2025 e del suo doppio obiettivo per il Gran Premio di Abu Dhabi: contesto competitivo dove vuole chiudere al meglio delle possibilità il suo grande percorso di crescita.
Antonelli: il chiarimento necessario e la lealtà che lo spinge in pista
Kimi ha spiegato che la prima sera, dopo le accuse, aveva sofferto e non poco il colpo preso tra capo e collo. Non riusciva in nessuna maniera a comprendere il motivo di quelle parole e ammetteva di esserci rimasto parecchio male. Per lui si è trattato di un momento spiacevole, soprattutto perché si è visto attribuire un comportamento che sapeva di non aver mai avuto nei confronti di nessuno e che mai avrebbe.

Per questo Kimi ha ribadito che non farebbe mai qualcosa del genere, tanto più in una gara in cui stava lottando apertamente per il podio: se davvero avesse voluto compiere ciò di cui era stato accusato, aggiungeva, lo avrebbe fatto molto prima. Il fatto di aver difeso la posizione per così tanto tempo era la dimostrazione più evidente della sua buona fede. Anche per questo confessa quanto gli sia pesata la vicenda.
Il bolognese ha ragionato su un aspetto più ampio, quasi culturale. Lo ha fatto sostenendo che prima o poi sarà necessario prendere iniziative serie, perché certe situazioni non possono appartenere a uno sport come la Formula 1. Kimi ritiene naturale che ciascuno tifi per un pilota piuttosto che per un altro, ma ricorda che dev’esserci quel rispetto che non andrebbe mai oltrepassato, neppure quando non si è sostenitori accaniti di qualcuno.

Antonelli racconta anche un altro punto per lui decisivo: i piloti entrano in pista per dare il meglio, non per danneggiare o favorire altri. In gioco c’è sempre la tua carriera e, nel suo caso, ogni gara viene vissuta come se fosse l’ultima, con la volontà di estrarre il massimo da sé stesso considerando che si è di recente affacciato per la prima volta nella massima categoria del motorsport, dove intende restare per molto tempo.
Il doppio obiettivo di Kimi per Yas Marina
A chi gli ha chiesto se tutta questa vicenda possa condizionare il suo approccio alle corse, risponde con chiarezza: continuerà a fare il suo lavoro. D’altra parte il team è in piena lotta per il secondo posto nei costruttori con Red Bull e ogni singolo punto può fare la differenza. Inoltre, a livello personale, si trova in una posizione in cui può ambire al sesto posto in classifica piloti, un’occasione che non vuole lasciarsi sfuggire.

Antonelli ha poi ripercorso la difficile fase vissuta a metà stagione. Lo ha fatto confessando che non è stato un periodo semplice dal punto di vista mentale. Proprio per questo riuscire a “resettare”, a rialzarsi e a ritrovare equilibrio è stato per lui quasi una piccola vittoria personale: un salto in avanti nella crescita caratteriale e professionale. Tempo addietro non è stato sempre convinto che potesse farcela, con alcuni dubbi su se stesso.
Ora invece è felice di essersi sbagliato. E promette che proverà a concludere l’ultima gara nel modo migliore possibile. Guardando a ciò che resta da migliorare, ammette che c’è ancora tanto lavoro da fare, soprattutto nel capire quando spingere davvero al limite e come mettere insieme ogni dettaglio nei momenti cruciali. Nonostante questo, non può che ritenersi soddisfatto della crescita mostrata negli ultimi mesi.

Scenario che lo mette nella condizione di presentarsi ad Abu Dhabi con l’ambizione concreta di superare Lewis Hamilton in classifica. Non è qualcosa su cui concentri la propria mente, tiene a precisare, ma non nasconde che sarebbe piacevole batterlo. Ciò che conta davvero, però, è la seconda parte di stagione: un periodo positivo, costruito passo dopo passo. Ed è quello che vuole coronare con una degna conclusione.
Autore: Zander Arcari – @berrageiz
Immagini: Mercedes – F1Tv
