Il GP Abu Dhabi di F1 si è chiuso con il secondo posto di Oscar Piastri, un risultato insufficiente per riuscire a vincere il titolo mondiale. L’australiano della McLaren ha provato a giocarsi le sue ultime carte, consapevole che soltanto un insieme di incastri favorevoli avrebbe potuto rimetterlo in corsa. La matematica lo teneva ancora in vita, ma la pista ha raccontato una storia diversa. Alla fine, il titolo è andato al compagno di squadra Lando Norris, terzo al traguardo.
L’attacco iniziale a Lando
Oscar ha mostrato aggressività sin dal primo giro, attaccando Norris nonostante la partenza con gomme hard. L’approccio determinato ha evidenziato la volontà di restare protagonista, pur con una strategia differenziata che richiedeva pazienza. Dopo l’avvio, però, la sua gara si è stabilizzata alle spalle di Max Verstappen, impossibile da raggiungere per passo. Da quel momento, il pilota McLaren ha potuto soltanto gestire e attendere eventuali opportunità.

Piastri ha scelto una strategia alternativa, con l’obiettivo di sfruttare un’eventuale Safety Car o una variazione improvvisa nello sviluppo della gara. Una situazione che non si è mai presentata, lasciandolo in una posizione di controllo ma senza reali margini per attaccare. L’australiano ha comunque mantenuto un ritmo costante, difendendo con lucidità il suo secondo posto. Un piazzamento che ha confermato, ancora una volta, la sua solidità.

Consapevole dei limiti imposti dal contesto, Oscar ha commentato la propria gara con onestà e misura: “Penso sia andata abbastanza bene, non c’era molto di più da tirare fuori. Abbiamo provato una strategia diversa per darci qualche opzione, ma alla fine non si è allineato nulla. Considerando che ho saltato una sessione di prove, ho impiegato un po’ per trovare ritmo. Non avevamo una risposta al passo di Max, credo che questo fosse il massimo possibile oggi”.
Piastri: “Lando merita il mondiale”
Il pilota della McLaren ha poi analizzato il suo 2025 nel complesso, sottolineando quanto sia cresciuto nel corso dell’anno: “Ovviamente avrei sperato in un finale diverso, ma ho imparato tantissimo su me stesso come pilota e come persona. Se a inizio anno mi avessero detto che avrei ottenuto pole, vittorie e podi, sarei stato molto felice. Anche nei momenti difficili ho imparato come essere più forte. Sono un po’ deluso, certo, ma molto orgoglioso della stagione e delle lezioni portate a casa”.

Queste parole confermano la maturità di un pilota ancora giovane ma già pienamente consapevole del proprio percorso. Piastri ha vissuto un campionato intenso, segnato da momenti di grande competitività e da alcune battute d’arresto. L’impatto psicologico della lotta al titolo, soprattutto dopo Monza, ha rappresentato un passaggio delicato. Ma l’australiano si è rimesso in riga nel finale dopo tante difficoltà.
Inevitabile anche il riconoscimento nei confronti di Norris, fresco campione del mondo: “Merita il mondiale. Ogni weekend sapevo quanto sarebbe stato difficile batterlo. Negli ultimi tre anni ci siamo spinti molto, e quest’anno più che mai. Ha fatto una grande stagione ed è un campione giusto”, ha affermato Piastri con rispetto e sportività.

Per Piastri, Abu Dhabi non ha portato il colpo di scena sperato, ma ha consolidato comunque il valore della sua stagione. Certo, c’è il rammarico per aver perso un titolo che dopo Zandvoort sembrava tutto nelle sue mani, ma quanto accaduto prima a Monza, poi a Baku, ha inciso negativamente sul suo aspetto psicologico, perché in pista, fino a quel momento, era stato nettamente più forte di Norris.
Autore: Andrea Bovone
Immagini: McLaren F1 Team
