Le qualifiche del GP Abu Dhabi di F1 non sono andate propriamente bene a Oscar Piastri, terzo sulla griglia. Un risultato che lo mantiene ancora in corsa per il titolo mondiale, ma che certamente non lo soddisfa. L’australiano arriva all’ultima gara con un distacco importante di 16 punti da Lando Norris, ma non abbastanza grande da escluderlo del tutto. Le sue possibilità sono ridotte, ma non nulle, e questo apre scenari complessi in casa McLaren.
Piastri non vuole mollare il titolo
Ora l’attenzione si sposta inevitabilmente sugli equilibri interni del team. La squadra orange dovrà decidere come gestire la partenza e le eventuali situazioni critiche della gara, tra strategia e ordini di scuderia. Zak Brown ha dichiarato che i piloti partiranno in condizioni di parità, ma se necessario verrà chiesto a Piastri di aiutare Norris nella lotta contro Verstappen. A questo punto un quesito sporge spontaneo.

Ma l’australiano sarà disposto a farlo? Perché la prima curva potrebbe già decidere molte cose, senza contare il resto del giro dove, ad esempio in curva sei, c’è la possibilità di arrivare molto forte dopo aver preso tutta lascia nel lunghissimo tratto ad alta velocità di percorrenza del tracciato di Yes Marina. Uno situazione che sarà senz’alto da monitorare anche nei passaggi successivi con il DRS aperto.
Norris si difenderà o proverà ad attaccare Verstappen? Piastri sicuramente non starà a guardare se vuole ancora giocarsi il titolo, e quindi dovrà approfittare di ogni spiraglio. Non è scontato che scelga di rinunciare alle proprie chance per agevolare il compagno. Le discussioni interne saranno fitte e delicate, e fino al briefing di domani difficilmente verranno prese decisioni definitive.

La McLaren, del resto, ha costruito questa situazione con le papaya rules, la filosofia che ha sempre garantito equità ai piloti, quantomeno sulla carta. Una scelta che oggi potrebbe ritorcersi contro il team nel momento più delicato della stagione. Qualsiasi evento, però, potrebbe rimescolare le carte: una partenza movimentata, una strategia aggressiva o un imprevisto possono riaprire il mondiale.
Oscar: “Ho ancora le mie possibilità”
In questo contesto teso, paradossalmente chi appare più sereno è Max Verstappen, pur non essendo leader della classifica. Piastri invece mantiene controllo e lucidità, consapevole delle difficoltà ma anche delle opportunità: “Penso di essere andato piuttosto bene, il giro che ho fatto in Q1 è stato bello perché finalmente ho trovato il ritmo anche in questo weekend, racconta l’australiano.
Poi aggiunge: “Onestamente penso che anche il mio ultimo giro sia stato piuttosto buono, non avevo tanto margine in più. Evidentemente oggi non ero abbastanza veloce, però credo che tutto questo prepari una giornata molto emozionante domani”. Guardando alla gara, Oscar sa che il confronto con i primi due sarà senza dubbio complesso:

“Se ho il passo gara per riprendere i primi due? Lo vedremo domani, Max è stato piuttosto veloce nella simulazione gara e chiaramente è stato molto forte nel giro di qualifica però vedremo quanto passo avremo domani”, ha spiegato, lasciando intendere che McLaren dovrà perfezionare il tutto per essere competitiva al 100%.
Infine il tema più delicato, ovvero gli ordini di scuderia: “Ancora non so cosa farò domani, bisognerà capire la situazione. Cercherò di cogliere le opportunità che si presenteranno, ma mi servirà più di una semplice vittoria, deve accadere qualcosa per poter vincere il mondiale. Sono sicuro che discuteremo per i team order, non ci sono state ancora discussioni dirette, ma io ho ancora una possibilità“.

Piastri ha poi concluso con un’osservazione sincera: “So che la situazione è che se io lo aiuto, lui vincerà il campionato. Può succedere, ma la gara sarà ancora molto lunga”. Parole che anticipano una domenica carica di tensione, in cui ogni scelta peserà come un macigno nell’assegnazione del titolo mondiale.
Autore: Andrea Bovone
Immagini: McLaren F1 Team
