La Red Bull guarda al futuro in F1 con una novità che inevitabilmente attira l’attenzione: Isack Hadjar affiancherà Max Verstappen nella prossima stagione. Un compito tutt’altro che semplice, considerando le difficoltà incontrate negli ultimi anni da chiunque abbia condiviso il box con l’olandese. Il confronto interno è sempre stato impietoso. Anche piloti esperti hanno finito per cedere sotto il peso della pressione. E i precedenti più recenti non lascia molto spazio all’ottimismo.
Hadjar in Red Bull: l’occasione è il cambio regolamentare
Sergio Perez ha provato a reggere l’urto grazie all’esperienza, ma nel tempo è apparso sempre più fragile dal punto di vista mentale. Le prestazioni sono progressivamente crollate. Lawson e Tsunoda, nemmeno a parlarne. Hadjar arriva invece con un profilo diverso. La sua stagione d’esordio in Formula 1 con la Racing Bulls è stata solida.
Sono 51 i punti conquistati, con una crescita costante e che ha convinto il team a puntare su di lui. Una promozione meritata, ma carica di aspettative. Il giovane francese non ha nascosto di avvertire già il peso della nuova dimensione. Il salto nella squadra principale comporta visibilità, attenzioni mediatiche e responsabilità molto più grandi:

Il giovane francese non ha nascosto di avvertire già il peso della nuova dimensione. Il salto nella squadra principale comporta visibilità, attenzioni mediatiche e responsabilità molto più grandi: “Non mi sento particolarmente a mio agio con questo livello di notorietà e con tutta l’attenzione dei media. È fastidioso, ma troverò un modo per sparire. Magari mi metterò una maschera, non lo so”. Battute che raccontano però un disagio reale.
Il contesto in cui Hadjar si inserirà potrebbe però essere meno opprimente rispetto al recente passato. L’assenza di figure ingombranti come Helmut Marko e Horner potrebbe ridurre le tensioni interne. La nuova struttura è orientata alla gestione quotidiana dei piloti. Mekies ha già lavorato con Isack nella prima parte della stagione, rappresenta un punto di riferimento importante. L’obiettivo sarà proteggerlo e accompagnarlo nella crescita.

È chiaro che la squadra continuerà a ruotare attorno a Verstappen. Le indicazioni tecniche e strategiche partiranno da lui. Hadjar dovrà adattarsi rapidamente e imparare a convivere con un confronto interno sbilanciato. Ma le nuove regole della F1 2026 possono rimescolare le carte per la seconda guida Red Bull. Un cambiamento che potrebbe attenuare le gerarchie offrendo al francese un’occasione in più rispetto a chi lo ha preceduto.
Red Bull: restano i soliti giochi di potere anche con l’uscita di Horner e Marko
Il secondo fronte caldo in casa Red Bull riguarda i consueti giochi di potere interni. L’addio di Horner e Marko ha dato l’impressione di una ritrovata calma. In realtà si tratta solo dell’ultimo passaggio di una battaglia più ampia. Le decisioni arrivano anche dalla componente austriaca dell’azienda.

Una parte della scuderia che, pur ricordando la maggioranza thailandese, vuole tornare prepotentemente centrale nella gestione sportiva. Il CEO Oliver Mintzlaff spinge per recuperare un ruolo decisionale più forte. Gli attriti non sono affatto scomparsi. A leggere la situazione con sguardo critico è stato Juan Pablo Montoya.
“Da quello che si sente, l’Austria vuole essere più coinvolta e gestire direttamente la squadra. È un’arma a doppio taglio – ha spiegato l’ex pilota della Williams -. Se ottengono troppo controllo, tutto rischia di trasformarsi in una dittatura: una sola direzione, un solo modo di fare le cose, sotto un’unica leadership”.

Parole che descrivono un equilibrio ancora fragile in un momento che deve comunque essere di assestamento dopo i recenti cambiamenti.
Autore: Andrea Bovone
Immagini: Red Bull Content Pool
