I due principali contendenti al titolo, Verstappen con Red Bull e le due McLaren, in F1 sono appaiati nella classifica del venerdì. Per il momento le due scuderie si marcano e hanno mostrato un livello di prestazione abbastanza simile. Le due vetture costruiscono il giro in modo diverso, ma tendono a convergere verso un rendimento simili se non fosse per un fattore. Ferrari è invece molto più indietro per il problemi alle gomme.
Red Bull: Verstappen soffre il sottosterzo, ma poi trova un buon balance
Fin dai primi run delle prime libere, il quattro volte campione del mondo di Formula 1 si è lamentato di soffrire al solita carezza di rotazione, peraltro in diversi punti della pista. Il limite principale sul bilanciamento era il sottosterzo, che il team austriaco ha provato a correggere agendo sull’incidenza dell’ala anteriore. La direzione era quella corretta e hanno trovato maggior rotazione in ingresso e a centro curva.

In linea generale rimane una vettura maggiormente sottosterzante osservando gli on-board. Su questa tipologia di tracciati, con curve più lente, il tipo di setup che costruiscono in Red Bull li porta a spostare maggiormente il bilanciamento verso il retrotreno. Questo significa che hanno una buona trazione; infatti, quando il pilota olandese andava sul gas, non abbiamo visto molte correzioni sul volante.
La scuderia di Milton Keynes, ha messo assieme una messa a punto per la quale perdono circa 2 decimi nel primo settore, tutti concentrati nella prima curva del tracciato. Ciò che viene perso nel primo tratto della pista viene recuperato nel secondo, sfruttando molto bene l’efficienza che hanno a disposizione. Nel rettilineo tra la 5 e la 6 recuperano moltissimo sulla MCL39 numero 4 di Norris.

In questo modo riescono a riequilibrare il distacco. Il T3 è quindi decisivo, dove la RB21 ha qualche problema di surriscaldamento gomme, costruendo il giro in modo più simile alla Ferrari e mostrano lo stesso limite al posteriore nelle ultime cinque curve della pista, pur non essendo così lontani come la SF-25. Il gap è concentrato alla 12, dove a quanto pare perdere più di un decimo. Il resto è concentrato tra la 15 e il traguardo.
McLaren: il posteriore tende ad alleggerirsi, ma hanno il compromesso migliore
La McLaren rimane il punto di riferimento della massima categoria del motorsport anche nel fine settimana del Gran Premio di Abu Dhabi. Tuttavia, osservando con cura tutti gli onboard della prima giornata di Yes Marina, sarebbe alquanto sbagliato sostenere che le due MCL39 abbiano mostrato un atteggiamento perfetto. La monoposto britannica ha qualche piccolo limite che abbiamo analizzato tutto l’anno.
Tuttavia può sempre beneficiare, in qualsiasi contesto competitivo, di un importante vantaggio sugli avversari: parliamo della finestra operativa molto ampia che possiede la vettura inglese. Norris si è lamentato del bilanciamento, anche se di fatto è risultato molto veloce in pista. In particolare, per capire la loro situazione, è utile considerare ciò che ha detto Lando via radio:

“Sì, ho bisogno di più front, ma allo stesso tempo sento che il posteriore è al limite, quindi penso che me lo faccio andare bene”. Un avantreno che fondamentalmente è ottimo, anche se qui si è visto un po’ di sottosterzo, specialmente nelle Fp1. Il limite maggiore della McLaren resta rimane il retrotreno, che spesso non è stabile. Anche oggi, il posteriore non era piantato in trazione, benché nel complesso la MCL39 abbia mostrato il compromesso più competitivo tra ingresso e uscita della curva.
Autori: Zander Arcari – @berrageiz – Niccoló Arnerich – @niccoloarnerich
Immagini: Red Bull – McLaren – F1Tv
