F1, GP Abu Dhabi: scenario in cui la Ferrari si presenta bene con l’assetto base della SF-25. Sempre presente la carenza di rotazione, ma ulteriormente minimizzata, anche se su questo tipo di pista non è così limitante come in Qatar. Buona l’attivazione delle coperture Soft, con le quali Leclerc trova il grip necessario per stare tra i primi. Era da capire come procederà la costruzione del setup nella seconda sessione di libere: vediamo come.
Ferrari studia la messa a punto della SF-25
Le due monoposto sono scese in pista per il primo run utilizzando le gomme Medium, un compound non ancora impiegato dal team di Maranello nel venerdì. Una mescola che consente di simulare un giro secco, garantendo al contempo prestazioni e durata necessarie per analizzare in dettaglio il comportamento della SF-25. Leclerc è il primo a prendere la pista, ma interrompe subito il giro a causa di un’imprecisione nel T1.

Pochi minuti più tardi, entrambi i piloti tornano in azione insieme. La vettura conferma non conferma le sensazioni positive viste nelle Fp1, in quanto l’handling richiede ancora qualche messa a punto: in alcune curve il comportamento non è ancora ottimale. In particolare, la percorrenza della curva 6 resta un punto delicato per Charles, dove il monegasco perde terreno prezioso rispetto a Max Verstappen.
Nel frattempo, Lewis non ha ancora effettuato un giro completo e si limita a raffreddare le gomme insieme al compagno di squadra. Dai primi passaggi sembra che il team italiano abbia provato a spostare il bilanciamento della SF-25 verso l’anteriore, ma serviranno ulteriori test per confermare questa direzione di setup. Questo run si rivela cruciale per definire i limiti della finestra di funzionamento della vettura.

Sulle Medium, si nota una rotazione eccessiva piuttosto marcata in uscita di curva. Come già osservato nelle Fp1, persistono micro instabilità nei cambi di direzione che incidono sulla trazione, obbligando i piloti a ritardare l’apertura del gas. Il primo run si chiude con le SF-25 che rientrano ai box, dove, dopo un breve confronto con il muretto, vengono effettuati piccoli ritocchi al carico anteriore per bilanciare meglio la vettura.
Nei giri successivi si registrano frequenti comunicazioni radio, analizzando tutti i punti del tracciato dove il rendimento deve ancora essere migliorato, considerando diversi parametri su cui interviene come freni, differenziale e gestione dell’energia. Il T3 continua a creare difficoltà, dato che la costruzione del giro impone di sacrificare leggermente questo settore a favore di altri. Nonostante questo, è evidente che occorre fare ulteriori progressi.
Ferrari ancora un sofferenza con l’attivazione delle gomme
Dopo una breve sosta, il monegasco torna a calcare l’asfalto di Yas Marina. Monta le gomme Soft e nel passaggio successivo si lancia a tutta potenza. La prestazione è piuttosto pulita lungo tutto il giro, anche se il sovrasterzo in accelerazione resta sempre presente. Nonostante il bilanciamento della vettura non sia negativo, i tempi sul giro non rispecchiano le aspettative. In radio, Charles segnala chiaramente che, come previsto, il passo non c’è.
Il messaggio lascia intendere che anche le gomme possano avere un ruolo centrale nel problema, con un grip insufficiente per migliorare di più la prestazione. Il pilota della Rossa passa dai box per un ritocco al carico, aggiungendo 4 punti all’avantreno per ottenere maggiore incisività. Hamilton si trova di fronte agli stessi problemi e, nel suo caso, riesce ancora meno a sfruttare la vettura.

Anche l’inglese richiede un adeguamento sull’anteriore, che però non produce l’effetto desiderato. Adami fornisce una lunga serie di parametri per cercare di sistemare la situazione: una quantità di regolazioni curva per curva tale da provocare mal di testa solo a sentirle, figuriamoci a gestirle durante la guida. Se la SF-25 aveva iniziato bene la sessione, in queste FP2 sembra che le cose siano peggiorate.
Interessante è quanto emerge dalle comunicazioni radio sulla temperatura target che le due SF-25 non riescono a raggiungere durante il giro push. Un limite ricorrente, già presente in quasi tutti i Gran Premi della stagione, che riduce l’aderenza e impedisce alle Ferrari di ottenere prestazioni cronometriche all’altezza del loro potenziale. Solito grattacapo che non ha mai trovato correzione.
GP Abu Dhabi, Ferrari: il punto interrogativo sulle gomme
Decifrare il ritmo gara della Ferrari quando il serbatoio è pieno resta un esercizio complicato. La SF-25, in questa fase, non sta mostrando ciò che potrebbe realmente offrire, mentre i due piloti della Rossa affrontano la simulazione del passo gara su gomma Medium. Osservando i primi giri, la velocità non appare disastrosa rispetto ai principali rivali, ma la questione che continua a gettare ombre è un’altra.
La competitività della vettura dipende ancora una volta dalla gestione degli pneumatici: se il Cavallino riuscirà a far rendere le coperture nel giro lanciato e in condizioni di alto carico di carburante, il quadro non è drammatico. Se invece riemergeranno i consueti problemi legati al comportamento delle gomme, il weekend rischia di trasformarsi nell’ennesima fatica. Con più benzina a bordo, l’handling non è pessimo specie nel caso di Charles.

Tuttavia arrivano segnalazioni di insoddisfazione per un comportamento che non convince pienamente, situazione speculare per il sette volte iridato. L’ostacolo più grande della giornata resta però il terzo settore: nel push lap, le coperture non hanno mai garantito l’aderenza necessaria. Per porre rimedio a questa lacuna, servirà un intervento mirato al simulatore, così da correggere o almeno attenuare uno dei difetti più pesanti della Ferrari.
Autore: Zander Arcari – @berrageiz
Immagini: Scuderia Ferrari – F1Tv
