McLaren e Red Bull hanno concentrato le risorse verso la F1 2026 in maniera differente. I campioni in carica si sono spesi con più risorse sul regolamento 2026, mentre la squadra austriaca ha preferito privilegiare lo sviluppo della monoposto 2025. Due scelte che potranno influire sulle prestazioni future, tra gestione di wind tunnel, sviluppo motore e tempistiche. Ambedue i team pensano di aver fatto la cosa giusta. Vediamo perché.
F1 2026, McLaren non ha avuto mai dubbi su come approcciare il futuro
Il viaggio del team di Woking nel mondiale 2025 ha visto conquistare entrambi i titoli, piloti e costruttori, sebbene la pressione esercitata da Max Verstappen si sia protratta sino all’ultima curva della stagione. Fin dalle prime battute, però, era evidente come la RB21 avesse deciso di concentrare risorse significative sullo sviluppo della monoposto 2025, senza mollare il colpo sul piano degli aggiornamenti.
Al contrario, la storica scuderia inglese aveva già rivolto la propria attenzione alle regole 2026 con largo anticipo, pensando che il nuovo ciclo normativo che andrà in scena per la prima volta nei test della Spagna di fine gennaio fosse troppo importante per non dedicare la maggiore parte degli sforzi profusi. Anche per questo va speso un plauso al team britannico, che porta a casa un doppio titolo pur “abbandonando” la MCL39.

A questo punto c’è una questione che per forza di cose emerge con prepotenza. Si rifà alla strategia utilizzata dalla scuderia di Milton Keynes che, secondo Andrea Stella, team principal originario di Orvieto, utilizzando un approccio tardivo per quanto concerne la prossima generazione di vetture, potrebbe soffrire e non poco, rivelando uno scenario penalizzante solo sul profilo squisitamente tecnico.
F1 2026, Red Bull era convinta di potere gestire al meglio i due gruppi di lavoro
Come noto, il team austriaco non disdegna affatto le strategie all-in pur di assicurarsi il titolo mondiale. Basti ricordare che, pure nella stagione 2021, che precedeva il cambio verso il corpo normativo wing car, il team era più interessato a introdurre novità sulla vettura sino all’ultima gara stagionale, convinto dell’alta possibilità di successo, piuttosto che dedicarsi completamente alle norme sulle vetture ad effetto suolo.

Ricordare come all’epoca un po’ tutti fossero convinti che Red Bull avrebbe pagato a caro prezzo questo tipo di approccio, soffrendo tremendamente con le norme 2022. Ovviamente tutti conosciamo la storia che di fatto andò nella direzione opposta: un concetto della vettura vincente che ha portato a 5 titoli tra piloti e costruttori in tre anni, dove l’avvio leggermente tardivo del programma fu ampiamente compensato.
Per il 2026, il personale diretto da Laurent Mekies si trova di fronte a una sfida simile, con l’aggiunta della produzione della prima power unit targata Red Bull. Affidandosi ai propulsori tedeschi, invece, il team di Woking ha dovuto solamente aprire il portafoglio in attesa di un motore che, a quanto abbiamo capito, Mercedes ha confezionato coi fiocchi, prendendo il favore del pronostico sul resto dei costruttori.

Stella era convinto che il progetto McLaren 2026 sarebbe stato fortemente compromesso se il team inglese avesse disperso le risorse, perché l’obiettivo è quello di continuare a vincere in futuro. È un po’ questo il quadro tecnico tra due scuderie che ai nastri di partenza nutrono, a prescindere, il medesimo obiettivo. Anche per tale ragione sarà molto interessante capire che tipo di lavoro avranno svolto entrambi.
F1 2026, sopravvivere al cambiamento regolamentare
Rimanere al vertice durante i cambi regolamentari è un’impresa davvero per pochi. Con la complessità prevista dalle prossime monoposto, i campioni del mondo in carica affronteranno sfide considerevoli, a partire dal tempo a disposizione in galleria del vento. La vittoria del 2025 comporta meno ore di test rispetto ad altre squadre, un effetto della cosiddetta “scala mobile” introdotta dalla Formula 1 per bilanciare il campo di gara.
Nonostante tutto, McLaren non può certo essere sottovalutata, in quanto possiede una struttura tecnica ormai consolidata nel tempo, di prim’ordine, precisa e meticolosa, che mira a consolidare la sua posizione ai vertici della massima categoria. Se poi Mercedes fornirà il “motorone” di cui si parla, ecco che il team inglese disporrà di un tassello decisivo per poter aspirare al successo nel campionato mondiale 2026.

Tuttavia, sottostimare la Red Bull pare una follia. Il reparto power unit è composto da più di 150 tecnici che prima lavoravano alla Honda, in aggiunta a tanti altri provenienti da Mercedes. Per quanto riguarda aerodinamica, telaio e meccanica, sappiamo che il gruppo di lavoro guidato da Pierre Waché nutre tanta fiducia. Strade diverse per due scuderie che, alla fine, potrebbero trovarsi nella sfida mondiale una contro l’altra.
Autori: Zander Arcari – @berrageiz – Niccoló Arnerich – @niccoloarnerich
Immagini: McLaren – F1TV
