mercoledì, Gennaio 21, 2026

Allarme motore Ferrari 2026: senza lo stop FIA, in difficoltà sino a giugno

Il motore Ferrari 2026 era pronto, ma il problema che la FIA sta studiando cambia le carte in tavola. La Rossa sta cercando di trovare una soluzione dalla quale possa beneficiare. Ci sono diverse possibilità sul tavolo che il Cavallino Rampante vaglia: quella più funzionale alla causa resta il veto della Federazione verso le presunte irregolarità, perché copiare il lavoro di Mercedes e Red Bull significherebbe pareggiare i conti quasi a metà stagione.

Power unit F1 2026: il punto tecnico sulla situazione

Negli ultimi giorni si è parlato parecchio di una tematica molto chiacchierata relativa alle power unit di nuova generazione. Per questo serve assolutamente entrare nello specifico. Il rapporto di compressione geometrico è una “semplice” relazione tra due volumi, quello massimo e minimo. Il primo dei due si produce quando il pistone è collocato nella sua posizione più bassa, ovvero al punto morto inferiore (PMI).

Mentre il secondo quando risale sino al punto morto superiore (PMS), arrivando a comprimere la miscela in uno spazio molto ridotto all’interno della camera di combustione. Per capire di più sulla regolamentazione 2026 relativa a questo punto, serve consultare le norme implicite dall’articolo C5.4.3, che al suo interno, come ordinamento di base, impone che il rapporto di compressione sia fissato sul valore di 16:1.

Motore Ferrari 2026 FIA F1
power unit Scuderia Ferrari

Da qui possiamo capire che, quando il pistone arriva al suo punto morto superiore, la miscela viene compressa in un volume 16 volte più piccolo rispetto a quello di partenza. Scenario che spiga come in principato, già all’interno di questo rapporto, nelle power unit della Formula 1 di nuova generazione, quanto la miscela sia molto vicina all’autoaccensione, anche senza avere la scintilla della candela.

Power unit F1 2026: l’area grigia del regolamento

La procedura studiata dalla Federazione Interazione che si incarica di verificare il rispetto di questa regola viene verificata a freddo, quindi con il motore spento. Una situazione che di riflesso porta ad una chiara conclusione: da parte dell’organo legislativo, pare proprio che non ci sia la maniera di verificare che il rapporto di compressione venga rispettato quando il motore è a regime. Un grattacapo non da poco.

Motore Ferrari 2026 FIA F1
La power unit della Honda per lo scorso ciclo regolamentare

Ovviamente, esistono molte differenze tra motore “freddo” e “caldo”. I team incriminati sarebbero Mercedes e Red Bull: due scuderie che stanno cercando di sfruttare proprio questo aspetto per trarre precisi benefici. Quando il motore è caldo entra in scena la dilatazione termica, considerando che parliamo sempre di componenti prodotti in leghe metalliche, che quindi subiscono un determinato allungamento in specifiche condizioni.

Elementi quali ad esempio la biella, potrebbero lavorare con una certa dilatazione termica accentuata e controllata, al fine di produrre un sensibile incremento in termini di rapporto di compressione. Se la biella si allunga, il pistone raggiunge un punto morto superiore più elevato e il volume in cui viene compressa la miscela è più ridotto. Si pensa che possa arrivare a 18 volte rispetto a quello iniziale, contro le 16 permesse dal regolamento.

Motore Ferrari 2026 FIA F1
schema power unit Mercedes

Avere un rapporto di compressione maggiore significa avere un’efficienza propulsiva più efficace. Da un punto di vista puramente teorico, un salto del genere nella compressione produce un incremento dell’efficienza di circa il 2%. Di riflesso, basandosi sui cavalli che generano le power unit, parlare di un potenziale guadagno di circa 15 cavalli. Possono sembrare pochi, ma in realtà parliamo di un delta micidiale per la prestazione.

Motore Ferrari 2026: cosa può fare la Rossa per replicare alle power unit di Mercedes e Red Bull

Il team italiano ha diverse opzioni per attaccare la possibile soluzione tecnica implementata dai motoristi in questione. Sino ad ora, il team di Maranello ha seguito l’opzione iniziale, ovvero quella che prevede la richiesta di spiegazioni alla FIA. Proprio in queste ore si sta tenendo la riunione tra motoristi e il Power Unit Advisory Committee (PUAC). Vincent Pereme, assieme a Nicholas Tombazis, definiranno la legalità di questa soluzione.

Tra le speranze di questa riunione c’è una direttiva tecnica che definisca al meglio l’influenza sulle dilatazioni termiche nella definizione del rapporto di compressione geometrico. Il team italiano è corso ai ripari, in quanto si è accorto che alcuni motoristi potrebbero sfruttare soluzioni vantaggiose, cercando di capire il beneficio ed eventualmente annullarlo tramite l’intervento della Federazione Internazionale.

Motore Ferrari 2026 FIA F1
Nikolas Tombazis durante la conferenza stampa del Gran Premio di Las Vegas 2025

Tenendo presente che i test avvengono a freddo, le presunte Power Unit incriminate risulterebbero legali in queste condizioni, visto che la dilatazione termica interverrebbe solamente a regime. A quel punto interverrebbe la seconda ipotesi, ovvero quella di chiedere una modifica della procedura per la verifica, operazione che però non sarebbe comunque in grado di cancellare l’incertezza.

Motore Ferrari 2026: lo scenario deleterio che la Rossa vorrebbe evitare

Questo perché al momento nemmeno la FIA sa come verificare il rapporto di compressione geometrico a regime, quando le temperature sono alte. Nel caso in cui non venga diramata una nuova direttiva tecnica, per il motore Ferrari 2026 arriverebbe una prima sconfitta ai punti, che porterebbe alla alla terza opzione, ossia riprogettare in parte il motore, con la Rossa che dovrebbe entrare nell’ottica di implementare questa soluzione.

Scenario che andrebbe in onda solamente se la FIA decreterà del tutto legale il lavoro di Red Bull e Mercedes. È difficile stimare il tempo necessario per copiare una soluzione del genere. Per fare un esempio, non basterebbe allungare la biella, ma servirebbe disegnarla da zero e bilanciare nuovamente l’albero motore. Provvedimento che, come è facile intuire, oltre a non essere semplice sarebbe tutt’altro che rapido.

Motore Ferrari 2026 FIA F1
power unit Scuderia Ferrari

Si parla di simulazione, ri-progettazione e produzione, senza contare il tempo speso per identificare la lega corretta e testare a banco la nuova power unit per correggere eventuali errori. Un processo di ottimizzazione non è lineare, ma iterativo, per cui richiede davvero lunghe tempistiche: almeno sei mesi. Un qualcosa che per la Ferrari, ovviamente, potrebbe compromettere quasi la metà del campionato.

Autore: Zander Arcari – @berrageiz – Niccoló Arnerich – @niccoloarnerich  

Immagini: Scuderia Ferrari – F1Tv

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