Red Bull con Lindblad lavora per Verstappen. Una mossa utile in F1 per sostenere la causa dell’olandese nel velocizzare l’apprendimento sulla vettura, con il team che voleva sciogliere un paio di dubbi in merito alla correlazione tra simulatore e pista. Per questo Max si è concentrato maggiormente sul passo gara, dove il team ha capito che la gestione gomme è più difficile di quanto si immaginasse.
Red Bull continua a spingere sui difetti della McLaren
Red Bull sa quasi sempre cosa fare. Un team di Formula 1 sempre preparato e con soluzioni per non trascurare ogni minimo dettaglio. Un DNA che ha permesso alla scuderia, ora guidata da Laurent Mekies, di mettere in piazza un recupero prestazionale molto consistente, tanto da arrivare all’ultima gara della campagna agonistica 2025 con la possibilità di vincere il titolo iridato con Max.

Senza dubbio la McLaren ci ha messo del suo. Il fatto di non aver mai puntato su uno dei suoi alfieri per costruire un cuscinetto di punti e non soffrire sino all’ultimo emerge con chiarezza. Andava tutto bene, sino a quando la crisi di Piastri è scoppiata. Un crollo emotivo che nasce su due basi strettamente collegate: la pressione alla quale era sottoposto, sommata alla gestione del team nei suoi confronti.
Insomma… il team non ha realizzato per nulla un buon lavoro, perché nel tentativo di recuperare Norris a livello mentale ha involontariamente affossato Oscar. Situazione della quale il team austriaco ha fatto tesoro, racimolando, gara dopo gara, quei punti necessari ad avvicinarsi quanto basta per spaventare il team di Woking. Oggi andrà in onda la terza sessione di prove libere e poi la qualifica.

Un sabato decisivo, senza dubbio il più importante della stagione. La scuderia di Milton Keynes sa che la squadra inglese è più preparata tecnicamente, perché la MCL39 può vantare un potenziale superiore alla RB21. Tuttavia Max non dispera, convinto che anche in questo fine settimana potrà giocarsela, magari sperando nell’ennesimo aiuto della McLaren, che potrebbe non essere perfetta nell’esecuzione in pista.
L’aiuto di Lindblad che Red Bull spera sia decisivo nelle prestazioni di Verstappen
Nella prima sessione di prove libere, come da regolamento, Red Bull ha lasciato a piedi Tsunoda per far salire a bordo della monoposto austriaca Arvid Lindblad. Parliamo del prossimo pilota Racing Bulls, un talento sul quale il team punta tantissimo. Un pilota che si è dedicato molto anche al simulatore, aiutando il team a sviluppare gli assetti per il fine settimana di gara. Ieri ha parlato Lambiase, fornendo spunti interessanti a tal proposito.
Lo ha fatto raccontando il programma di lavoro del britannico, che in buona parte è “stato usato” per raccogliere tante informazioni sulla vettura e aggiustare la correlazione tra simulazioni in fabbrica e pista. “Con Arvid, abbiamo usato la sua sessione nelle FP1 per raccogliere un po’ di informazioni relative a un paio di parametri di configurazione sui quali non eravamo al 100% convinti nelle simulazioni realizzate in fabbrica“.

L’ingegnere di pista di Max prosegue la sua disamina, sottolineando l’efficacia di questa decisione. “È stato davvero utile per la nostra squadra. Abbiamo poi analizzato al meglio le informazioni raccolte, molto consistenti, dove i suoi feedback erano in linea con ciò che ci aspettavamo. Operazione con la quale siamo stati in grado di apprendere delle lezioni interessanti, da questo punto di vista, nelle FP2“, racconta l’italiano.
Max studia gomme e ritmo gara della RB21
Poi aggiunge l’importanza di pensare alla corsa, su cui si è totalmente focalizzato Verstappen per alzare la sua comprensione della vettura sulla simulazione del passo gara. “In linea generale, è stata una giornata piuttosto produttiva con Max. Questa volta ci siamo focalizzati un po’ meno sulla performance pura della RB21 sul giro secco, per favorire lo studio sul ritmo con tanto carburante a bordo“.
“Per questo abbiamo messo insieme dei long run piuttosto consistenti, molto utili per fornirci tutti i dati da studiare per la giornata di domenica, merito alla gara sulla distanza dei 300 chilometri. Senza dubbio possiamo sostenere che questo tipo di operazione è stata molto utile, in quanto abbiamo capito che le gomme erano un pelo più vulnerabili di quanto ci aspettassimo in base alle informazioni di base con cui partivamo“.

È chiaro che il lavoro di Lindblad era focalizzato nell’accelerare l’apprendimento sul setup dell’auto, dividendosi i compiti con Max che ha lavorato anche sulle altezze da terra. Organizzazione di squadra astuta e utile alla causa del quattro volte campione del mondo di Formula 1, che ha dato modo al team di distribuire i compiti e accedere a quante più informazioni possibili. Resta da capire se tutto questo baserà per battere la super McLaren.
Autore: Zander Arcari – @berrageiz
Immagini: Red Bull – F1Tv
