F1 2026, Audi scende in pista. Lo fa a Barcellona con R26 tramite il filming day. Parliamo di 200 chilometri concessi dalla FIA, dove il team tedesco ha testato diversi elementi della nuova monoposto con molta cura, tra cui la power unit turbo ibrida e le sospensioni. Senza dimenticare le informazioni raccolte a livello aerodinamico, utili per attualizzare gli studi realizzati in fabbrica nel mero campo simulativo.
La prima sgambata per testare power unit, meccanica e aggiornare il simulatore
Audi scende in campo con la nuova auto, apripista per quanto riguarda le monoposto del nuovo ciclo regolamentare. Mostra le sue forme al mondo attraverso un video che ci permette di poter realizzare un esame preliminare su alcuni punti. Va detto che la scuderia dei 5 anelli ha completato un filming day secondo le regole della Federazione Internazionale. Una prova su pista in teoria dedicata agli shoot fotografici.
Occasione, limitazioni a parte su velocità e chilometraggio della FIA, che permette alla squadra di racimolare i primi dati per avere alcuni riferimenti importanti. Informazioni molto utili per quanto riguarda la dinamica del veicolo, per capire se i test realizzati al seven post rig, banchi dinamici che simulano asperità dell’asfalto e angoli di camber, trovano le conferme attese sul comportamento meccanico dell’auto.

Il campo ipotetico sarà quindi aggiornato con i dati raccolti e inseriti nel software “driver in the loop”. Test interessante pure per quanto riguarda le gomme, nel tentativo di affinare il modello matematico delle coperture testate finalmente con la vettura 2026. Il brasiliano Gabriel Bortoleto e il tedesco Niko Hulkenberg, inoltre, insieme ai tecnici, hanno verificato la power unit fatta in casa per quanto concerne il tema affidabilità.
Audi R26: schema anteriore a puntone per ottimizzare l’aerodinamica
Osservando l’unico video reale a disposizione, scartando alcune immagini ingannevoli immesse nella rete attraverso l’intelligenza artificiale, si possono trarre alcune conclusioni. La prima riguarda la scelta dello schema push-rod sull’anteriore dell’Audi. Lo possiamo facilmente capire grazie all’elemento inconfondibile che caratterizza questo tipo di soluzione e compromesso meccanico: il puntone.
Tramite le immagini ricavate dal video di “F1 a tutto gas” non è ancora possibile osservare a dovere i dettagli, ma perlomeno si distinguono le geometrie con la disposizione dei braccetti nello spazio che, come sempre ripetiamo, è la questione più importante a livello meccanico. La decisone è quella di utilizzare sull’avantreno una sospensione di tipo push-rod, tratto distintivo che verrà confermato solo nei test a porte chiuse di Barcellona.

Idem per le prove su pista ufficiali del Bahrain. L’ex Sauber sceglie questa opzione per abbandonare lo schema a tirante utilizzato sulla C45. La ragione è motivata da scopi puramente aerodinamici. Ogni link che compone il gruppo sospensivo è fondamentale per caratterizzare il flusso a valle, per cui il criterio è ancora una volta selezionato in merito alla gestione dei flussi che attraversano la vettura.
Lo schema a push-rod prevede un puntone che si ancora nella parte alta del telaio che, tenendo a mente le nuove norme, sembra permettere una migliore compenetrazione della meccanica con la mera gestione della massa fluida. Con ogni probabilità, i tecnici cercano di produrre di un certo quantitativo di outwash sulla F1 2026, che la FIA ha cercato di eliminare in ogni modo per limitare la scia turbolenta e agevolare i sorpassi.
Push-rod pure al retrotreno, fiancate inwash
Per il resto si distingue qualcosa di atteso sull’anteriore. Ci riferiamo alla punta del nosecone staccata dal main plane per seguire una filosofia in-washing, che in questo caso corrobora le volontà della FIA nella stesura delle normativa. Possiamo pure apprezzare la sospensione al retrotreno che anche in questo caso sembra adottare lo schema a puntone. Ci sono pure le fiancate sulle quali si può spendere due parole.
Tutto andrà successivamente confermato nei test; tuttavia pare che l’Audi R26 mostri un approccio in-wash anche nella zona dietro i sidepod. Mossa per ottimizzare l’efficienza dei flussi che scorrono sulla vettura sino al retrotreno, convogliando il fluido verso la sezione centrale per mantenere quanto più pulita possibile la sua traiettoria, evitando il disturbo aerodinamico prodotto dalla scia delle gomme posteriori.

Indubbiamente è ancora molto presto per realizzare un’analisi completa e con una certa cognizione di causa. Ciò malgrado, i primi dettami scelti dal colosso tedesco sembrano confermare quanto scritto. Audi ha gettato molta acqua sul fuoco, stabilendo il 2030 come data utile per diventare grande. Vedremo nel mentre cosa accadrà, perché la svolta sulle regole 2026 potrebbe portare più sorprese di quelle attese anche per loro.
Autori: Zander Arcari – @berrageiz – Niccolò Arnerich – @niccoloarnerich
Immagini: F1 a tutto gas
