Il regolamento della F1 2026 cambierà tutto. Ferrari pensa di aver realizzato un buon lavoro con la power unit, che, peraltro, funzionerà in una maniera molto diversa rispetto al recente passato. Anche per questo ha dato molta importanza ai comandi del volante, strumento tramite cui il pilota andrà a dialogare con la vettura, sistema che è ancora in fase di studio e aggiornamento a livello di hardware e software.
Ferrari 2026: il reset regolamentare passa anche dall’abitacolo
Quando si parla di rivoluzione tecnica, l’attenzione tende a concentrarsi su telaio, fondo e propulsore. Ne abbiamo parlato in maniera abbondante nelle ultime settimane sulle nostre pagine, con diversi focus sulla Ferrari, commentando le nuove situazioni che ogni team dovrà affrontare. Ci sono però altre riflessioni decisamente interessanti, che in questo caso vanno comprendere elementi poco chiacchierati sino alla scorsa stagione.

Il volante di una Formula 1 rientra a pieno titolo in questa categoria. Il team di Maranello sta spingendo sull’acceleratore. Come sappiamo, Loic Serra ha scelto un progetto molto ambizioso per la Ferrari, dove l’aggressività doveva fare assolutamente parte del piano di lavoro. Il volante, di fatto, è una delle componenti con cui il pilota si interfaccia alla monoposto. Anche per questo il team italiano ha deciso di realizzare diverse modifiche.
Le ragioni di questo provvedimento sono piuttosto semplici: con l’introduzione di un’aerodinamica che funzionerà in maniera diversa e una gestione dell’energia elettrica prodotta dalla power unit nettamente più articolata, ecco che il carico cognitivo imposto al pilota aumenterà in maniera esponenziale. L’amministrazione delle due modalità, rettilineo e curva, richiede il lavoro di chi guida. Così come la parte ibrida.
La centralità del pilota nel progetto F1 2026
Chiacchierando con Tombazis al Gp d’Olanda 2025, l’ex ferrarista ha voluto chiarire un concetto preciso: il pilota resta al centro del progetto e sebbene alcune modalità saranno automatiche, il fulcro dei provvedimenti resterà saldamente in mano ai conducenti. In tal senso è interessante osservare come, l’energia dei propulsori V6, dovrà essere calibrata in ogni singola parte della pista per avere sempre a disposizione il supporto ibrido.

Da tutto questo deriva la necessità della Rossa di accorpare e semplificare le funzioni al volante, nella sua parte centrale, con le solite ghiere rotative. Una soluzione per agilizzare i passaggi riducendo il numero di input richiesti. Tenendo presente le tante novità, era importante rendere il lavoro del pilota quanto più semplice possibile, migliorare la memoria manuale e lasciare tanto spazio all’interpretazione della guida.
Ferrari 2026, ergonomia, aerodinamica attiva e sistema ibrido: il contributo dei piloti col volante
In tempi non sospetti, Lewis Hamilton aveva detto che il volante della Ferrari era assai complicato: troppe manopole, tasti, manettini e toggle. Un layout sul quale l’inglese ha perso tante energie per imparare a usarlo. Le F1 2026 sono più piccole e, di riflesso, anche il volante della Rossa è stato ridimensionato nelle sue misure, con un’ergonomia più centrata e maggiore spazio di manovra dentro un abitacolo sempre più stretto.

A differenza di quanto si pensi, quindi, non erano modifiche per favorire Lewis, ma bensì per adattarsi al meglio, con ambedue i piloti, a tutte le nuove esigenze che il prossimo ciclo normativo pretende. Ci sono tante fasi all’interno di un Gran Premio, o nelle qualifiche, dove l’attenzione dev’essere massima verso la guida. Momenti in cui si deve però pure agire sul volante per ottimizzare il rendimento.
I ferraristi hanno concorso allo sviluppo del volante, che a quanto abbiamo capito è ancora in grande fase di evoluzione, benché la base sia ormai definita. Senza dubbio, le prove su pista nei pre-season test saranno cruciali in tal senso, per confermare o meno la praticità di questa importante componente che, dal prossimo anno, dovrà facilitare quanto più possibile il compito agli alfieri di Maranello.
Ecco perché, dopo le quattro giornate in Catalunya, verrà avviato uno studio per capire se tutte le modifiche apportate rispondono al meglio in pista, per poi prendere una decisione su eventuali ulteriori modifiche al layout prima del Bahrain. In ogni caso, la questione rimarrà aperta per gran parte del campionato, perché, come detto, nella F1 2026 il volante della Ferrari vuole essere un elemento che permetta di massimizzare il lavoro dei piloti.

Che poi non si tratta solamente di hardware, ma anche di software, sempre con l’obiettivo di ottimizzare il lavoro del pacchetto pilota/vettura. Sarà quindi interessante osservare che tipo di conclusioni potranno emergere dalle prime sgambate stagionali, tenendo presente che la Ferrari, per il nuovo ciclo normativo, ha l’intenzione di curare ogni minimo dettaglio senza lasciare nulla di intentato.
Autori e rendere: Zander Arcari – @berrageiz – Niccoló Arnerich – @niccoloarnerich
Immagini: Scuderia Ferrari – F1Tv
