Il necessario step di Max

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Verstappen scaramantico: “Non mi considero il favorito…”
Max Verstappen, Red Bull Racing

Il necessario step di Max


Il talento cristallino del giovane olandese è pari solo alla foga delle sue azioni. Max non mi è mai stato simpatico. Al contrario, per usare un eufemismo, mi sta un po’ “sulle palle”. Non è una novità per chi mi conosce. Troppo facile riempirsi la bocca con le solite frasi fatte, erigendolo a idolo incontrastato solo perché sfugge alle regole. “Verstappen o si ama o si odia” – “È cosi…prendere o lasciare” – “Genio e sregolatezza”.

Concetti, quelli appena espressi, più consoni ad uno “scrittore maledetto” oppure ad un musicista rock dalla vita sregolata, soliti, per esempio, affogare nell’alcol le loro pene, si dice, utili alla parte creativa. Insomma, situazione adatta ad un artista. Max, per me, non crea proprio niente. Spinge maledettamente in pista perché e dotato di un dono smisurato. Quindi non mischiamo le due cose. Inoltre, mentre un artista con i suoi eccessi al massimo fa del male a se stesso, la guida esuberante e sbarazzina di Verstappen potrebbe mettere in pericolo l’incolumità degli altri. Correre a 300 all’ora assottiglia fortemente la distanza tra sicurezza e pericolo.

Analisi personale a parte, sarebbe inopportuno non riconoscere i meriti dell’olandese, capace di raggiungere obbiettivi superiori rispetto a quelli offerti dalla performance della sua vettura. La RB15,“in combutta” con il motore nipponico, ha sicuramente messo in piedi una relazione credibile. Molto più di quando previsto. Però, il quid in più sfoderato da Max è palpabile. Ripetutamente tangibile. 

Il necessario step di Max
la Red Bull RB15 di Max Verstappen durante il Gran Premio del Messico 2019

Si dice che la verità spesso sta in mezzo. Nel caso specifico spinge fortemente verso l’olandese, sempre quando “l’insolenza al volante” non sopravanza la  guida.

La mia migliore stagione in F1” commenta giustamente Verstappen facendo presente il suo pensiero: “L’esperienza acquisita nelle ultime stagioni ha aiutato. Non potevamo lottare da subito per la vittoria. Poi abbiamo iniziato a progredire. Speriamo di essere più competitivi l’anno prossimo. Ed essere dall’inizio. Vogliamo lottare per il titolo. Non sarà facile, ma faremo di tutto per raggiungere l’obiettivo”.

La voglia di essere il migliore, sommata al desiderio che tutti lo riconoscano, rimbalza nella testa di Verstappen. Necessaria performance a parte, indispensabile per la lotta al titolo, l’ultimo step mentale di Max è “doveroso”. Vincere un mondiale, come ci insegna Lewis, significa non sprecare la più piccola opportunità massimizzando il risultato, anche quando il weekend gira storto. Figuriamoci gettare alle ortiche un fine settimana come successo in Messico

Autore: Alessandro Arcari @BerrageizF1

Foto: Red Bull

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