Buona la prima

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Buona la prima

Buona la prima


Finalmente ci siamo… l’attesa è dunque finita. Dopo la consueta e lunga pausa invernale e gli striminziti test (solo sei giorni su un mondiale di 21GP, assolutamente ridicolo a mio parere) riparte il mondiale di F1. Mai come quest’anno le ombre su questo mondiale, all’ultimo anno di applicazione dell’attuale regolamento (in vigore dal 2014), sono cupe e fitte. Oltre al vituperato “accordo segreto” tra la federazione e la Ferrari, cala inesorabile la scure dell’incertezza, data dalla crisi sanitaria mondiale che ci sta affliggendo ormai da da mesi. Allo stato attuale sembra apparentemente tutto ok, soprattutto per le squadre italiane, ed il fatto che il GP si svolga, anche se il buon senso suggerirebbe il contrario è, a mio avviso, una cosa buona e giusta.  

Affermo ciò, non tanto per soddisfare un mero interesse egoistico, quanto perché, ora più che mai, c’è bisogno di normalità. Altrimenti l’essere umano può anche reagire in maniera indesiderata. Il GP d’Australia, oltre a segnare da tempo l’inizio di ogni mondiale, conserva da sempre una certa importanza, in quanto svela tante verità che sono state celate durante i test, scioglie i dubbi di addetti ai lavori e di appassionati e, soprattutto, rappresenta anche il momento del debutto di nuovi piloti. Come quello di Mark Webber e di Felipe Massa

Buona la prima
Mark Webber Felipe Massa debuttano nel Gran Premio d’Australia 2002

Correva l’anno 2002, infatti, e all’epoca la Ferrari era la Mercedes dei nostri tempi (cioè dominava dentro e fuori la pista), i punti venivano assegnati solamente ai primi sei (punti pesantissimi dunque) e la domenica mattina c’era il warm up. Sembra incredibile come queste peculiarità non ci appartengano più. Quando si parla di assegnazione punti ai soli primi sei o addirittura di warm up alla domenica, sembra che si stia parlando dei tempi di Jackie Stewart! Invece era solamente diciotto anni fa! Incredibile ed assurdo come sia cambiata la F1 da allora e soprattutto come si sia involuta. Credo che lo spettacolo ne gioverebbe se fosse reintrodotto il warm up domenicale. Ad ogni modo, il GP australe del 2002, manco a dirlo, venne dominato dalla Rossa in tutte le prove. Al palo partiva Rubens Barrichello che gabbava il blasonato compagno di squadra, complice la pioggia e le bandiere rosse durante il sabato delle qualifiche. La Minardi, capitanata da Paul Stoddart, fece subito parlare di sé. Grazie al suo debuttante Mark Webber si piazzò davanti alle due Jaguar (Eddie Irvine e Pedro De La Rosa non erano esattamente dei pivelli) e al suo compagno di scuderia Alex Yoong.

Buona la prima
la BMW di Ralf Schumacher vola dopo il contatto con Rubens Barrichello

La partenza di quel GP fu un autentico disastro. Barrichello vanificava la sua pole scontrandosi con il fratello di Michaele facendolo letteralmente decollare prima, e atterrare dopo direttamente nelle vie di fuga. Dietro tamponamenti a catena che praticamente dimezzarono il gruppo di piloti partecipanti. Di tutto questo bailamme ne approfittò Michael, imponendo il suo prepotente passo e vincendo cosi il GP inaugurale davanti a Montoya e Raikkonen. E si mise anche in luce il debuttante pilota di casa. Con una modesta Minardi riuscì sapientemente a tenersi lontano dai guai e a sfruttare a suo vantaggio incidenti, guasti meccanici e safety car varie; riuscendo ad arrivare quinto… buona la prima, come si suole dire!

Tanta fu la gioia (vi ricordo che venivano premiati solo i primi sei piloti) per Webber e per il suo team principal (la Minardi non arrivava a punti dal GP d’Europa del 1999), che dopo la premiazione ufficiale salirono sul podio per festeggiare con i tifosi. Per la cronaca l’altro debuttante (il “nostro” Felipe Massa) venne coinvolto nel crash della partenza… non un buon debutto per il brasiliano.

Buona la prima
Michael Schumacher vince il Gran Premio d’Australia 2002

Cosa ci attenderà domenica prossima? La Ferrari purtroppo parte con lo sfavore dei pronostici e, allo stato attuale, per salire sul podio avrebbe bisogno della fortuna e della scaltrezza del debuttante Mark Webber che diciotto anni fa faceva conoscere al mondo il suo nome. Tutto può essere, come si suole dire, solo che la F1 non è fatta di magia o improvvisazione e se c’è una lezione che tutti dobbiamo ricordare è proprio lo “sveglione” che tutti i tifosi della rossa presero proprio l’anno scorso nel GP d’Australia.

Buon inizio di mondiale a tutti voi appassionati.

Autore: Vito Quaranta – @vito1976

Foto: F1

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