Il coronavirus si abbatte sulla F1: stop forzato, rinviati anche Bahrain e Vietnam, a quando l’inizio?

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Il coronavirus si abbatte sulla F1: stop forzato, rinviati anche Bahrain e Vietnam, a quando l’inizio?


Andiamo a fare il punto della situazione dopo l’annullamento dell’intero weekend di gara australiano. La F1 oggi avrebbe dovuto accendere i motori e dare il via alla stagione 2020. Purtroppo, e non solo per la massima categoria del motorsport, ci si è dovuti fermare e fare i conti con un nemico ostico contro cui tutto il mondo si appresta a lottare.

Melbourne: all’inizio della settimana sembrava procedere tutto per il meglio. Nella giornata di mercoledì però (la stessa in cui l’OMS ha dichiarato pandemia l’epidemia causata da Covid19), 5 addetti ai lavori (quattro membri del personale Haas e unodella McLaren) si sono messi in autoisolamento e nella giornata di giovedì uno di questi è risultato positivo al coronavirus. L’unico facente parte del team di Woking. La squadra appresa la notizia, ha repentinamente comunicato che non avrebbe partecipato al Gp e da lì sono iniziate tutte le procedure che hanno portato la F1, la FIA e l’Australian Grand Prix Corporation ad annullare il Gp.

Cosa succede adesso in McLaren e gli altri team?

Attualmente, sono 14 le persone all’interno del personale britannico (presente in Australia) ad essere stati messi in quarantena, perché entrati in contatto con il caso risultato positivo. Questi adesso si trovano a Melbourne, chiamati a rispettare una quarantena di 14 giorni all’interno dell’albergo nel quale stavano soggiornando. Il team resterà in contatto con loro per tutta la durata del periodo, al termine del quale faranno ritorno in Gran Bretagna dove dovranno rispettare un ulteriore quarantena prima di poter riprendere a lavorare.

Lando Norris e Carlos Sainz, piloti del team McLaren (Melbourne 2020)

Non solo. In via del tutto precauzionale, tutto il personale McLaren, in ritorno da Melbourne, dovrà a sua volta osservare 14 giorni di quarantena prima di ricevere l’ok per il rientro in fabbrica. Così da non correre rischi inutili. Inoltre, secondo ‘Auto Motor und Sport’, tutte le squadre si sarebbero autoimposte un periodo di quarantenache dovrebbe terminare il 29 marzo. Da come avrete capito, il campionato non inizierà a breve, anzi bisognerà attendere ancora un bel po’… Ma ci arriveremo.

Stop forzato: le dichiarazioni di Carey e Brawn

Lo spettacolo andato in scena nel corso di questa mattinata a Melbourne ha avuto dell’incredibile. C’è stato un momento in cui si poteva apprendere che il Gp sarebbe andato avanti come da programma, assieme a voci (poi rivelatesi essere vere) che narravano di una F1 verso lo stop. Il tutto avente come cornice i fan che hanno atteso ai cancelli il loro ingresso in pista finché, intorno alla mezzanotte Italiana (le 10 Australiane, il pubblico è iniziato ad arrivare la mattina presto con l’apertura prevista per le 08:45) è stato finalmente ufficializzato l’annullamento dell’evento.

Queste, le parole rilasciate da Chase Carey (CEO della Formula1, arrivato in mattinata dal Vietnam) nel corso di una conferenza stampa (riportata da ‘Motorsport.com’) effettuatasi in uno spazio aperto interno al paddock: “C’è stato un accumulo di eventi che ha portato alla decisione finale. Certamente la positività del tecnico McLaren è stata cruciale, ma in realtà la situazione era già iniziata a cambiare molto rapidamente. Se torniamo indietro e valutiamo la situazione di quattro giorni fa, vediamo che nel mondo c’era un panorama differente, sia in Europa che negli Stati Uniti”.

Il coronavirus si abbatte sulla F1: stop forzato, rinviati anche Bahrain e Vietnam, a quando l’inizio?
Jean Todt e Chase Carey

Il coronavirus è stato sicuramente sottovalutato. Noi ci stiamo facendo i conti e oramai sappiamo bene con chi abbiamo a che fare, tuttavia se ripensiamo anche solamente ad un mesetto fa, non eravamo pienamente consapevoli dei reali rischi. Credo che questo sia uno dei pochi alibi di cui i vertici della categoria possono farsi carico: “Col senno di poi si vede tutto in modo diverso, ma quando i contesti cambiano così rapidamente come in questo caso, non resta che decidere in tempo reale. Ieri sera abbiamo analizzato tutte le informazioni che arrivavano in continuazione, è stata una decisione congiunta tra la FIA, noi, i nostri partner australiani e i team, che hanno messo sul tavolo le differenti opinioni. Non è stato semplice ma siamo giunti ad un accordo”.

Non molto diverso il punto di vista di Ross Brawn (direttore generale sportivo della categoria), il quale attraverso una videointervista rilasciata per il sito ufficiale della F1 ha dichiarato: “Da cosa sono stati causati i ritardi? Chase Carey stava arrivando dal Vietnam, è stato un periodo molto stressante. Tutto è andato bene considerando che abbiamo risolto la questione in 12 ore. La F1 deve funzionare, dobbiamo farla funzionare”. Per quanto ami la categoria, adesso la cosa importante è pensare alla salute della popolazione mondiale. Una volta riusciti a debellare questo fastidioso nemico invisibile (come lo chiamano alcuni), penseremo al portafoglio e a divertirci. Ora è necessario mantenere la calma ed affrontare un problema alla volta sennò ho paura che non ne usciremo mai.

L’altro alibi, forse l’ultimo rimastogli a disposizione, è quello di ritrovarci tutti in una situazione che nessuno di noi ha mai affrontato prima. Elemento portato alla luce dallo stesso Brawn: “Non credo che nessuno abbia mai vissuto nulla di simile. Ho attraversato una crisi economica, drammi, ma la portata di questo evento è enorme. Stiamo prendendo appunti sulla situazione e su ciò che abbiamo imparato da questo fine settimana. Sono stato sveglio tutta la notte. Avevamo tanti problemi da risolvere. Abbiamo dovuto riunire nuovamente le squadre e tenere una riunione. C’è voluto del tempo. Non è un’autocrazia. Penso che abbiamo fatto un ottimo lavoro nel raggiungere le giuste conclusioni con così tante parti interessate”.

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Ross Brawn, direttore sportivo della Formula Uno.

Oramai comunque, con tutta la gente presente all’Albert Park in questi giorni, se c’era l’eventualità di fare qualche danno grosso lo si è fatto sicuro. Però per come la vedo io, spero che tutto il mondo si renda conto della gravità del problema e che vengano presi i giusti provvedimenti il prima possibile. Solo così ‘forse’ saremo capaci di uscirne tutti insieme in tempi brevi. Questa potrebbe essere l’occasione per dimostrare un livello di compattezza senza eguali. Tutta la popolazione mondiale deve essere unita in questa lotta, perché per come la vedo io, non saremo effettivamente fuori finché l’ultimo caso sulla terra non sarà debellato. Tuttavia, restiamo concentrati sulla Formula1 (sto divagando, la solitudine gioca brutti scherzi a volte).

Rinviati anche Bahrain e Vietnam, a quando l’inizio?

Eh, bella domanda… Quasi quasi me la faccio un’altra… Ecco a voi il comunicato rilasciato dalla Formula1 a seguito dell’ufficialità dei rinvii di Bahrain e Vietnam: Vista la continua diffusione globale del COVID-19 e dopo continue discussioni con la FIA, il Bahrain International Circuit, la Bahrain Motor Federation, il Comitato del popolo di Hanoi, la Vietnamese Motorsports Association e la Vietnam Grand Prix Corporation, è stata presa una decisione da parte di tutte le parti coinvolte di rinviare entrambe le gare che si sarebbero dovute svolgere il 20-22 marzo in Bahrain e dal 3 al 5 aprile in Vietnam. A seguito dell’annuncio della cancellazione del Gran Premio d’Australia questa settimana e della natura fluida e continua della diffusione del COVID-19a livello globale, la Formula 1, la FIA e i promotori hanno preso queste decisioni al fine di garantire la salute e la sicurezza del personale viaggiante, dei partecipanti al campionato e dei fan, che rimane la nostra principale preoccupazione”.

Come si apprende dal comunicato, le parti in causa cercheranno di riposizionare gli eventi in altre date, con la volontà di far iniziare il mondiale in Europa alla fine di maggio:La Formula 1 e la FIA continuano a lavorare a stretto contatto con gli organizzatori delle gare in Bahrein e Vietnam e con le autorità locali per monitorare la situazione e impiegare il tempo necessario per studiare la fattibilità di potenziali date alternative per ciascun Gran Premio più avanti nel corso dell’anno se la situazione dovesse migliorare. Di conseguenza, la Formula 1 e la FIA prevedono di iniziare il campionato in Europa alla fine di maggio, ma dato il forte aumento dei casi COVID-19 in Europa negli ultimi giorni, questa opzione verrà regolarmente monitorata.

Il coronavirus si abbatte sulla F1: stop forzato, rinviati anche Bahrain e Vietnam, a quando l’inizio?

Mondiale 2020, che stando a quanto dice il comunicato, potrebbe vedere assegnati i suoi primi punti al termine del Gp di Monaco (previsto in data 24 maggio). Non male come cornice per il primo evento stagionale… Avrebbe il suo fascino. Tuttavia bisognerà vedere quale situazione troveremo in Europa con Covid19 in tale periodo. A questo punto, conoscendo anche quanto riportato da Roberto Chinchero su ‘Motorsport.com‘ questa mattina, la F1 dovrebbe andare verso il rinvio del Gp d’Olanda (3 maggio), mentre potrebbe optare per la cancellazione del weekend spagnolo al Montmelò (10 maggio).

L’idea, al momento sarebbe quella di rinunciare alla pausa estiva e far slittare Abu Dhabi a metà dicembre così da avere più date utili dove poter ‘infilare’ Bahrain, Vietnam, Cina e Olanda. Così facendo si avrebbe un calendario composto da un totale di 20 appuntamenti, a cui mancherebbero, ripetto al programma originario, i soli Gp di Australia e SpagnaOvviamente, tutto dipenderà da quanto l’Europa se non il mondo intero impiegheranno a debellare Covid19 da tutti gli stati coinvolti.

Nel frattempo, impegniamoci a rispettare le direttive emanate dal governo. Se faremo tutto ciò che ci viene chiesto non solo torneremo alla normalità, ma lo faremo anche presto!

Autore: Marco Sassara – @marcofunoat

Foto: FIA – Formula1 – Mercedes – McLaren – F1 Vietnam Grand Prix

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