Formula 1

Ferrari, l’orizzonte degli eventi

Ferrari, l’orizzonte degli eventi

Non c’è limite a peggio. Il chiaro esempio di ieri. Una batosta digerita a fatica non solo o non tanto per i punti ufficialmente cari a Binotto, quanto per aver vanificato alla terza curva un lavoro da cui gli ingegneri sarebbero dovuti partire per trovare qualche spunto positivo. L’impegno è stato massimo, ma non è bastato, né all’atto pratico è servito. C’è crescente nervosismo. Devo dire che comincia ad apparire molto tirato anche il volto del team principal. Ci si aspettava andasse male, non malissimo. Non sarà una settimana facile, non tanto perché i piloti non si siano più o meno chiariti (parlando poi di una lotta nelle retrovie brucia poco). Leclerc si è scusato un po’ con tutti. Ma perché astronomicamente parlando ci si sente “sull’orizzonte degli eventi”.

Per chi non sapesse di cosa si tratta, per dirlo alla buona, è quel confine teorico che, se passato, fa cadere in un buco nero senza possibilità di ritorno. Per lo meno con questa gestione di cose. Senza farla troppo tragica, certamente il momento non è bello. Occorrerà tempo per cambiare le cose (e la vettura). Lucidamente credo si debba parlare in GES delle priorità a porte chiuse (oggi di moda purtroppo). E le priorità sono tecniche. Qualcuno ha ricordato il 1992 ma non credo sia paragonabile perché li c’erano problemi economicamente seri da mettere in atto. Non è questo il caso.

Il propulsore della Ferrari SF90

Andiamo per gradi perché c’è bisogno di fare ordine. Mi sono chiesto perché, malgrado le reiterate lamentele di varie scuderie, nel 2019 non sia arrivata nessuna protesta ufficiale indirizzata alla FIA sulla Power Unit Ferrari, tanto contestata a chiacchiere persino dal barman sotto casa. Sono convinto che partendo da lì e dal fatto che il 2020 fosse l’ultimo anno di queste vetture, si sia ampiamente sottovaluto una possibile direttiva tecnica, puntualmente arrivata a fine anno.

La SF1000 logicamente era pronta, da qui l’impossibilità di fare modifiche sostanziali verso i test. Arriva il Covid-19 e tutto è tutto rimandato al 2022, con l’introduzione prossima della budget cap e il sistema token per sviluppare le parti congelate per la stagione 2021. Una mossa eccezionale a livello strategico per “vanificare” completamene il progetto SF1000. A quel punto è mission impossible. Insomma una serie di eventi che neanche Fantozzi. La prima gara va come va. Con fortuna. Ferrari visto il gap imbarazzante e inevitabile, anticipa gli upgrade. Ieri non si è potuto capire, per colpa dell’ingenuità di Leclerc, se almeno qualche effetto benefico lo abbiano portato.

Mattia Binotto, team principal Scuderia Ferrari

Si apre una settimana di grande pressione, mentre il Circus si sposta in Ungheria. Se non posso aspettarmi miracoli almeno spero in una pronta riscossa con orgoglio. Un weekend più decente in attesa di Silverstone dove avremo modo di parlare di alcune novità. Un segnale che trasmetta la presenza concreta di una direzione tecnica. Altrimenti, prima che sia tardi anche per il 2022, ci si deve affidare a persone di indubbia caratura. A Maranello comunque il lavoro va avanti e sembrerebbe pronta per il GP di Spagna una versione totalmente aggiornata della SF1000. In tutto ciò una cosa dobbiamo dirla nettamente: è giunto il tempo che Ferrari accontenti i suoi tifosi e non più solo i suoi clienti…


Autore: Giuliano Duchessa – @giulyfunoat

Foto: Alessandro Arcari – @BerrageizF1 

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Giuliano Duchessa