GP Austria 2020: Analisi Mercedes

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GP Austria 2020: Analisi Mercedes


La W11 si è confermata la vettura da battere. A livello prestazionale il margine che ha sugli avversari è molto elevato e sembra essere aumentato rispetto al 2019. La scorsa stagione la principale antagonista del team anglo-tedesco era la Ferrari che, almeno in qualifica, ha beffato più volte Hamilton e Bottas

In questo 2020, almeno in questa prima parte di stagione, è la Red Bull che può mettere pressione ai due piloti Mercedes e sarà interessante vedere la prossima gara per capire quale sia il vantaggio in configurazione di gara che hanno nei confronti del team di Milton Keynes

La gara di domenica non ci ha dato dei dati interessanti a causa del ritiro anticipato di Verstappen che è stato costretto a parcheggiare ai box la sua RB16 al giro 11. Nelle prime batture la W11 è sembrata essere la vettura più veloce in pista ma, Verstappen, partito con gomme medie ha girato con un ritmo superiore di circa 150 millesimi. Quella austriaca non è una pista che esalta le caratteristiche della W11 che, solitamente, ha sempre sofferto su questo circuito.

La gara per il duo Mercedes è stata piuttosto agevole perché, dopo il ritiro di Verstappen, hanno potuto abbassare le prestazioni del motore e quindi hanno prevenuto possibili problemi di surriscaldamento. Surriscaldamento che non preoccupa più di tanto gli ingegneri anglo-tedeschi che si sono presentati in qualifica ed in gara con una vettura molto chiusa per spremere al massimo le potenzialità della vettura. Questa settimana, nonostante un clima più fresco, è possibile che optino per delle aperture maggiori per salvaguardare l’affidabilità. Questo comporterà una perdita di performance ma con il vantaggio che sembrano avere se lo possono anche permettere. 

Quello che ha fatto veramente preoccupare gli ingegneri è stata l’elettronica del cambio che ha sofferto di problematiche ai sensori dovute principalmente al passaggio dei piloti sui cordoli. A fine gara, gli ingegneri hanno spiegato alla stampa che erano molto al limite con il cambio. I problemi erano più di natura elettronica che meccanica e per questo, durante la corsa, avevano suggerito ai piloti di tenersi lontano dai cordoli. Wolff alla bandiera a scacchi ha tirato un bel sospiro di sollievo: “Eravamo vicini al ritiro con entrambe le macchine”.

Toto Wolff, team principal della Mercedes

Anche a livello strategico il muretto non è stato reattivo. Ottima la chiamata ai box di entrambi i piloti nella prima safety car non altrettanto nella seconda dove hanno preferito lasciare in pista Bottas ed Hamilton con gomme hard. Questa scelta poteva costargli la gara. Se Albon avesse superato Hamilton avrebbe potuto, grazie alle soft, mettere tanta pressione a Bottas

Considero un piccolo errore anche la gestione dell’ultima parte di gara. Con Albon fuori gioco nessuno poteva impensierire la vittoria di Bottas, Per questo il muretto poteva ordinare uno switch di posizione tra il numero 77 e ilo 44 permettendo ad Hamilton di spingere al massimo per cercare di recuperare i 5 s di penalità inflitti al campione del mondo per il contatto con Albon. Con questa mossa, Hamilton, poteva terminare la sua gara in seconda o in terza posizione. Invece, si è dovuto accontentare di una P4. 


Autore e Grafici: Sponton Cristiano – @spontonc

Foto: Mercedes

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