Mercedes ha ricreato una sorta di “doppio diffusore”…

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Mercedes ha ricreato una sorta di “doppio diffusore”…


Il successo Mercedes nell’era turbo-ibrida V6 ha segnato diversi record e il 2019 è stata una delle sue stagioni migliori. Il team anglo tedesco ha vinto le prime otto gare della stagione, 15 in totale su 21 gran premi, accumulando la bellezza di 739 punti. Con una vettura ancora migliorabile in due aree soprattutto: l’efficienza aerodinamica e il raffreddamento dell’unità motrice. E’ nata da qui la W11, chiara evoluzione della macchina pluri vincitrice nella scorsa stagione. Concentriamoci sulla prima macro caratteristica.

Sulla W11 è stato trovato molto carico dal corpo vettura, tanto da potersi permettere specifiche di ali posteriori con un livello in meno di carico rispetto a quanto utilizzato la scorsa stagione, garantendosi così ottime velocità sul dritto pur mantenendo i corretti livelli di carico aerodinamico per affrontare le curve veloci tra il secondo e terzo settore. Come? Lavorando con particolare attenzione sulla parte centrale e posteriore della monoposto, in principal modo nella zona delle pance e in quella della sospensione posteriore per massimizzare il flusso passante al di sopra del fondo. Maggior flusso in quella zona, maggiore è la differenza di pressione quanto scorre al di sotto, nel diffusore; ciò significa maggior aria aspirata e quindi maggior carico aerodinamico generato.  

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Il cono antintrusione superiore installato ad inizio pance è stato abbassato per spostare gli ingressi di raffreddamento nella parte alta copiando il concetto introdotto dalla Ferrari sulla sua SF70-H 2017; con importanti benefici aerodinamici visto che così facendo è stata liberata la parte inferiore, quel “sottosquadro” dove il flusso d’aria può scorrere liberamente verso il retrotreno vettura.

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Sono state poi completamente riviste le pance, ora particolarmente inclinate nella parte esterna per richiamare più flusso d’aria sempre sulla parte alta del fondo vettura, con una cura ossessionata nei dettagli sia della fluidodinamica interna che in quella esterna. Ma il fiore all’occhiello è nella parte posteriore della W11 e si vede poco a occhio nudo. Sono state infatti apportate modifiche radicali alle geometrie della sospensione posteriore, con lo scopo di sbloccare una serie di guadagni aerodinamici durante l’inverno e con gli sviluppi stagionali

E’ stata completamente rivista la posizione del triangolo inferiore della sospensione. Sia il braccio anteriore che quello posteriore sono stati spostati all’indietro con quest’ultimo che non è più posizionato all’interno della carenatura che conteneva anche il semiasse. Ma non solo: è stato modificato, riducendolo, l’angolo tra i due bracci inferiori, con importanti problematiche strutturali, sia dei bracci stessi che della trasmissione a cui è collegato l’anteriore (il posteriore è infulcrato alla struttura crash test posteriore).

Mercedes ha così ricreato una sorta di “doppio diffusore”, con effetto certamente minore rispetto a quanto visto nel 2009 sulla Brawn GP, grazie ad un non convenzionale posizionamento delle parti della meccanica che vanno a interagire con l’aerodinamica della monoposto.  


Autore: PG Tech – @smilextech

Autore: Alessandro Arcari – @BerrageizF1

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