Caos Racing Point: terza reprimenda stagionale tra appelli, ricorsi e sentenze…

1
Caos Racing Point
Lance Stroll, Racing Point RP20, stagione 2020

Caos Racing Point: terza reprimenda stagionale tra appelli, ricorsi e sentenze…


No non è un errore di battitura. Il caso che vede coinvolte le vetture di rosa vestite è un vero e proprio caos e il disordine non è cosa buona. Non tutte le persone sono ordinate a questo mondo, e non è detto che essere disordinati sia necessariamente una brutta cosa. Ognuno ci si ritrova un po’ nel proprio disordine, però converrete che se a scombinare le carte è qualcun altro, al di fuori di voi, allora il disordine non viene accettato da nessuno e il risultato che ne consegue è quello di farci allontanare da quella situazione, che può persino procurare una sensazione di malessere interno.

Ecco, la percezione è che il caso Racing Point sia andato un po’ fuori controllo, quindi cerchiamo di fare il punto della situazione e di rimettere al posto alcuni tasselli.

Perché la squadra è stata penalizzata?

Come oramai sappiamo, lo scorso venerdì è arrivata finalmente la sentenza da parte dei giudici sportivi del Gp di Stiria (disputatosi il 12 luglio). La violazione, per cui la squadra è stata sanzionata di 400’000 euro e ha comportato il decurtamento di 15 punti nella sola classifica costruttori, risiede nel regolamento sportivo e non in quello tecnico. Questo perché allo stato attuale delle cose le prese d’aria dei freni sono state inserite, all’inizio del 2020, nella lista delle ‘parti elencate’, ovvero tutte quelle soluzioni tecniche che il team deve provvedere a progettare e realizzare da sé senza avere l’opportunità di sfruttare la ‘proprietà intellettuale’ di un’altra squadra.

Il caos Racing Point
Sospensione anteriore Racing Point

Perché la Racing Point pensa di essere regolare?

La decisione di inserire queste soluzioni nella lista delle ‘parti elencate’ è stata presa da tutti i membri che hanno partecipato alle riunioni di inizio anno svoltesi tra FIA, FOM e responsabili dei team, per far fronte alla crisi economico finanziaria a cui si sta andando incontro a causa del coronavirus. In più la squadra ha ‘progettato’ e realizzato in completa autonomia dette parti prima che tale decisione venisse presa nei mesi di maggio-giugno (il campionato sarebbe dovuto iniziare a marzo). Per questo motivo la Racing Point ha deciso di appellarsi alla decisione presa dei giudici sportivi.

Il team di Lawrence Stroll, inoltre, possiede tali soluzioni già dallo scorso anno, avendole comprate dalla Mercedes (periodo in cui era consentito farlo). Di conseguenza non ha avuto solamente delle fotografie per poter progettare una soluzione identica nei minimi particolari… Aveva proprio il pezzo in fabbrica. Da qui, mettere su un sistema di realizzazione perfettamente efficace è stato anche relativamente semplice. C’è una cosa che però incuriosisce: se i condotti dei freni sono diventati ‘parte elencata’ solamente a maggio-giugno, perché il team, nel corso dell’inverno, avrebbe deciso di progettarsele da solo e non di comprarle come fatto l’anno precedente direttamente dalla casa madre? Bisogna ammettere che è stata una grande intuizione la loro.

Il caos Racing Point
Nico Hulkenberg conquista la teza posizione di partenza (risultato qualifica) per il Gp del 70° Anniversario della F1

Chi protesta e perché continua a farlo?

Sarebbero sei, secondo i ben informati, le squadre che hanno presentato appello contro la sentenza emanata nei confronti della Racing Point: Ferrari, McLaren, Renault e Williams quelle certe. Quest’ultima un po’ a sorpresa essendo motorizzata Mercedes. Forse il team di Grove nutre un po’ di risentimento… Le altre due per esclusione non possono che essere la Haas e l’Alfa Romeo, dal momento che la Red Bull ha deciso di restarsene in una posizione più defilata a fare da spettatore. Le ragioni della protesta sono abbastanza ovvie: essendo i condotti dei freni ‘parti elencate’ non possono essere la copia sputata di quelle Mercedes indipendentemente da chi le abbia realizzate. Il copiato c’è sempre stato in Formula Uno, ma mai un copiato così ben riuscito. In genere durante il copiato si tenta anche di migliorare qualcosa mentre in questo caso, i due compiti sono proprio uguali.

Quindi perché non modificare semplicemente i condotti e farla finita?

La risposta è semplice: non può farlo! Emblematiche le parole che Toto Wolff (team principal Mercedes) ha rilasciato nel corso dei giorni scorsi: “A causa dell’attuale congelamento dello sviluppo, non è più possibile fare cambiamenti. Quindi l’unica sanzione alternativa possibile sarebbe quella di squalificare il team dall’intero campionato! La Racing Point ha le mani legate in questo momento e si trova drammaticamente tra l’incudine e il martello. Non può fare altro che continuare ad utilizzare la ormai nota soluzione, e a ricevere reprimende. L’ultima, arrivata ieri al termine del Gp del 70° Anniversario della F1, si va ad aggiungere a quelle emesse in occasione del Gp d’Ungheria e di Gran Bretagna per un totale di tre nel corso di questa stagione (tra l’altro non è ben chiaro quale sia il massimo numero di reprimende che un team può ricevere prima di un’eventuale sanzione).

La terza reprimenda emanata ieri nei confronti della Racing Point

Per vedere come andrà a finire il tutto bisognerà attendere il verdetto che scaturirà dal Tribunale d’Appello della FIA. Gli scenari comunque non sono belli: 1) completa assoluzione; 2) squalifica dal campionato; 3) inasprimento della precedente sanzione con permesso di utilizzare i condotti dei freni in seguito. Per questo va capito anche il malessere dei fan che stanno perdendo fiducia nella Federazione che dovrebbe essere lì proprio per impedire sul nascere dei disastri simili…

Una buona alternativa, sarebbe quella di sedersi ad un tavolo di nuovo tutti assieme: capi della FIA, F1 e team e mettere mano al regolamento per la stagione 2020-2021 dando l’opportunità, per esempio, alla Racing Point di poter andare a modificare le prese dei freni. Ma poi vi pare normale che se un team volesse cambiare, ad esempio, il musetto della monoposto (in funzione anche del 2021) ha tempo fino a settembre per portare in pista la soluzione e poi qualora non dovesse funzionare non potrebbe tornare ad utilizzare la vecchia specifica? Assurdo.

Questa è Formula Uno? Una ritoccatina al regolamento servirebbe, e il caso Racing Point potrebbe essere una palla da raccogliere al balzo per effettuare i giusti correttivi. Il problema anche qui è che non c’è tempo. Quando lo si fa l’incontro se si corre praticamente tutti i weekend? La situazione è difficile sotto tutti i punti di vista. Per il momento non ci resta che aspettare la sentenza che emetterà il Tribunale d’Appello, poi in base all’esito scaturito vedremo come si deciderà di muoversi. Seguiranno aggiornamenti.


AutoreMarco Sassara – @marcofunoat

Foto: Alessandro Arcari – @BerrageizF1 – Racing Point – FIA

1 commento

  1. quando lo si fa? si vedono ogni settimana per i gp…. altrimenti escludano la squadra visto che l’alternativa è farla correre anche se non è regolare. Forse a qualcuno che conta molto in fia non va di modificare il regolamento, perciò che scelga o una o l’altra soluzione.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui