Gp Spagna 2020-Analisi Ferrari: con sosta unica Leclerc poteva essere quarto…

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Gp Spagna 2020-Analisi Ferrari
Charles Leclerc durante il week end spagnolo

Gp Spagna 2020-Analisi Ferrari: con sosta unica Leclerc poteva essere quarto…


La Rossa esce dal Gp della Spagna con le ossa rotte. Il settimo posto non può salvare un fine settimana dove la SF1000 ha sofferto terribilmente sia in qualifica che in gara. Abbandonati i positivi esperimenti aerodinamici utilizzati nelle due gare britanniche, le SF1000 versione Montmelò sono scese in pista con la classica, e già utilizzata in Ungheria, configurazione da alto carico. All’anteriore si è optato per la specifica montata in Austria, mentre al posteriore si è aumentato il grado di incidenza del main flap per generare più downforce. Confrontando il setting con gli altri team, la monoposto italiana era tra le vetture più scariche. Una scelta che gli ingegneri sono costretti a fare per compensare la mancanza di cavalli. Sotto questo aspetto si è cercato di minimizzare il tempo perso negli allunghi sacrificando parte del carico utile nel secondo e terzo settore. Ma come abbiamo detto più volte la coperta è troppo corta, costringendo i tecnici italiani a scendere a compromessi per limitare i danni.

La Rossa, se osserviamo gli onboard, è parsa una monoposto bilanciata ma terribilmente lenta. La scelta dell’assetto ha minimizzato il tempo perso nel primo settore ma, nel secondo dove serve tanta downforce, pur usando meno ala rispetto ad altri team la SF1000 si è ben difesa pagando appena 1 decimo scarso dalla Red Bull RB16. Questo dimostra che il corpo vettura riesce comunque a generare un discreto carico aerodinamico. Il terzo settore è sicuramente quello dove la vettura di Maranello ha sofferto maggiormente. Piuttosto carente a livello telaistico e meccanico già dal 2019, questa caratteristica la riscontriamo anche sulla monoposto 2020. Questi fattori che abbiamo elencato hanno influito molto in qualifica complicando terribilmente le performance in gara di Leclerc e Vettel.

Partito undicesimo, Vettel ha raccolto il massimo risultato possibile anche grazie alla strategia che gli ha permesso di concludere la corsa con un solo pit. Inizialmente erano previsti due stop, come testimonia l’utilizzo della soft usata anziché montare la nuova, durante quella che doveva essere la prima sosta. La decisione di cambiare i piani in corsa è nata quasi per caso quando Vettel ha alzato il suo ritmo dal giro 46 al 48 pensando di fermare a breve per il pit stop. Il muretto Ferrari attendeva la pioggia attorno al giro 50 e per questo ha cercato di andare lungo con lo stint del pilota tedesco.

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Quando hanno capito che non ci sarebbe stato nessun acquazzone era ormai troppo tardi per fare il pit stop e, su suggerimento di Sebastian, hanno cercato di andare fino in fondo. Scelta che, alla fine, ha pagato nonostante il passo del pilota tedesco non fosse così performante. In basso potete leggere il passo dei piloti durante i vari stint di gara. Anche a causa del traffico le due Rosse non hanno mai potuto far vedere il loro reale ritmo. Nella prima fase di gara, Leclerc a parità di gomme ha girato ad 1,6s da Hamilton mentre, Vettel, con le medie è stato più lento di quasi 2s al giro

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Il grafico in basso, relativo al primo stint, dimostra la differenza che c’è stata nei tempi sul giro tra il terzetto di testa e i due piloti della Ferrari.

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Nel secondo stint le cose sono leggermente migliorate per Vettel, riuscendo a girare a 1,4 s da Hamilton pur gestendo il set di gomme Soft usate che gli ha permesso di arrivare fino alla bandiera a scacchi. Trascurabile il ritmo gara di Leclerc, costretto al ritiro dopo aver usato il compound medio per pochissimi giri. Il pilota monegasco ha portato la sua vettura ai box per un problema elettronico che lo ha mandato in testacoda sull’ultima chicane. La gara del pilota monegasco, senza il ritiro, poteva portare ad un risultato migliore rispetto a quello di Vettel. Il monegasco, secondo il piano originale deciso durante il breafing, doveva effettuare un solo pit stop e, questa strategia, secondo Ferrari, lo avrebbe portato a raggiungere la bandiera a scacchi al quarto posto.

Emblematiche le parole di Binotto al termine della gara: “Ci siamo complicati la vita nelle qualifiche. Siamo partiti troppo indietro rispetto al potenziale di questa monoposto, anche se non è in grado di lottare per la vittoria. Poi qui difficilmente si supera. Siamo convinti che il nostro potenziale sia superiore a quello mostrato oggi. Senza il problema di affidabilità di Charles avremmo avuto la possibilità di chiudere quarti”.

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Per le prossime gare, come ha ammesso Binotto, non dobbiamo aspettarci delle grosse novità tecniche sulla SF1000. Verranno portati degli adattamenti della monoposto al circuito, visto che si andrà a correre su piste da basso carico come Spa e Monza: “Continuiamo a sviluppare questa macchina, non l’abbiamo mai abbandonata. Stiamo continuando a lavorare su tutti i fronti cercando anche di sviluppare la vettura dell’anno prossimo. Porteremo quest’anno ancora sviluppi. Non nelle prossime gare. Abbiamo portato un pacchetto aerodinamico e uno scarico in Inghilterra, porteremo un pacchetto a basso carico per Spa e Monza che abbiamo preparato appositamente per quelle gare e che secondo noi sarà un buon pacchetto, sempre considerando i nostri problemi attuali. E poi porteremo ulteriori sviluppi che saranno utili anche per l’anno prossimo”.


Foto e grafici e analisi: Cristiano Sponton – @csponton 

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