GP Spagna 2020-Analisi Red Bull: Verstappen raccoglie più di quello che la RB16 permette

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GP Spagna 2020-Analisi Red Bull
Max Verstappen, Red Bull Racing

GP Spagna 2020-Analisi Red Bull: Verstappen raccoglie più di quello che la RB16 permette


Alla vigilia di Barcellona il team Red Bull era convinto di potersela giocare con Mercedes, dopo quello che era successo agli pneumatici della W11 durante il Gp 70° Anniversario. Ma le cose sono andate come il team anglo-austriaco si aspettava visto che, Mercedes, non ha avuto nessun tipo di problema. Anzi, proprio loro, hanno sofferto maggiormente con le gomme rispetto al team anglo-tedesco. Max, secondo alla bandiera a scacchi, ha ottenuto molto di più rispetto al potenziale dell’auto che, prestazionalmente, era da terzo posto. Fondamentale è stata la partenza dove è riuscito a scavalcare Bottas e questo gli ha permesso di terminare la corsa al secondo in posizione 2. Non è stato un fine settimana brillante per Red Bull, che ha dovuto affrontare dei problemi tecnici rilevati al termine delle qualifiche.

Problemi di natura elettronica alla power unit che hanno provocato mancate accensioni del motore endotermico. Per questa ragione si è deciso di ricorrere alla specifica numero 1. Questo fatto è costato a Verstappen qualcosa a livello prestazionale, perché la specifica 2 garantiva una maggior potenza per un numero di giri maggiore. Potenza che non sarebbe comunque bastata a Max per lottare ad armi pari con Hamilton, vista la netta superiorità che la W11 ha dimostrato di avere in condizioni di gara. L’olandese già nel primo stint aveva capito di non avere nessuna chance per vincere. Quando Hamilton ha incrementato il ritmo Verstappen non è riuscito a rispondere, essendo già in crisi con i compound. Max ha chiesto al suo ingegnere il cambio gomme al giro 18, ma è stato richiamato ai box solamente 3 giri più tardi.

La Red Bull ha ritardato a sosta per due ragioni:

  1. I tecnici di Milton Keynes hanno richiamato il pilota olandese al cambio gomme quando aveva la giusta finestra per entrare in pista davanti a Racing Point. Racing Point che non spaventava Verstappen in quanto, con gomme nuove, avrebbe potuto scavalcarla senza perdere troppo tempo.
  2. Red Bull voleva vedere il ritmo di Alexander Albon visto che al pit stop aveva montato le gomme dure. Scelta fatta per provare un compound che non era stato usato nelle prove libere da Red Bull e che non era piaciuto ai piloti di altri team durante le Free Practice in quanto la vettura tendeva a scivolare molto con questo compound. Albon non ha saputo fornire dati interessanti agli ingegneri Red Bull in quanto era finito nel traffico.

Non avendo dati sufficienti per prendere una decisione, il muretto ha scelto una strategia conservativa montando a Verstappen un set di pneumatici medi. Mercedes ha risposto quasi immediatamente al pit stop della Red Bull, nonostante il pilota inglese stesse girando ancora su ottimi tempi. A dimostrazione che, fin dal briefing pre-gara, il team anglo-tedesco aveva pianificato una gara a doppia sosta.

Verstappen si è fermato ai box per primo anche nel secondo stint, ma questa volta non a causa degli pneumatici. Bottas stava rimontando su di lui e si era portato ad un gap preoccupante (1,6 s). Quindi, per proteggersi da un’eventuale undercut, il pilota olandese è stato richiamato ai box dove gli è stato montato un altro set di medie visto che le hard, su Albon, non avevano dato dei buoni risultati.

Cosi facendo hanno “blindato” il secondo posto visto che, in pista, Bottas non aveva sufficiente velocità per scavalcare la RB16 di Verstappen.

Red Bull, se escludiamo il doppio ritiro nella gara inaugurale della stagione, sta raccogliendo punti pesanti in questo mondiale 2020. Sebbene la RB16 guidata dal pilota olandese valga il terzo posto, è riuscita ad ottenere piazzamenti migliori grazie all’eccellente lavoro che Max ed il team stanno facendo. Per competere con la W11 la vettura deve crescere parecchio perché, allo stato attuale, la differenza prestazionale tra le due monoposto non è da imputare solo alla power unit.


Grafici e analisi: Cristiano Sponton – @csponton 

Foto: Red Bull

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