Machiavelli, Hamilton, Vettel e Leclerc.

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Machiavelli, Hamilton, Vettel e Leclerc.


Machiavelli, nel suo “Principe”, spiega che la fortuna (intesa come accidente, casualità etc etc) può determinare metà delle cose che ci accadono. Ma l’altra metà dipende da noi. Se il principe (e in senso lato l’uomo politico) è previdente (e qui sta la sua “virtù”) non si farà travolgere da fatti inaspettati e, talvolta, potrà trarne pure un vantaggio. Sintetizzo, ovviamente.

Che c’entrano Hamilton, Verstappen, Leclerc e Machiavelli?

C’entrano, c’entrano. Perché il culo lo hai se fai in modo di averlo. Bottas perde l’attimo in partenza dove è sin troppo arrendevole, per questo lui è Bottas e non Hamilton, e si trova, nei fatidici ultimi due giri del gran premio, a forare nel momento peggiore arrivando a prendere zero punti. Se fosse stato davanti magari gli accadeva quello che è successo ad Hamilton che, nonostante la foratura, è riuscito a terminare la gara e a vincerla.

Verstappen ha corso oltre la sua monoposto, e si è preso un secondo posto insperato perché non ha mai mollato. Ma certo, se magari non avesse fatto l’ultima sosta…

Anche Leclerc, che ha corso con il solito trattore, sopperendo ai tanti deficit della sua rossa, è arrivato all’insperato gradino più basso del podio.

Strategia Merceders. Voto: 0. L’errore grave, come argomenta bene Luca Dal Monte (ascolta qui il podcast), l’ha fatto Toto o chi per lui, nel far strapazzare le bianche Pirelli (per così tanti giri) ai due alfieri Mercedes che si sfidavano a colpi di giri veloci. Gomme che avrebbero dovuto durare molto, moltissimo. Forse troppo.

Hamilton. Voto: 10. Tutto perfetto per re Lewis, anche nella totale imperfezione.  Arriva al traguardo su tre ruote vincendo:  resterà negli annali di questo sport.

Bottas. Voto: 0 punti.

Mattiacci Arrivabinotto. Voto: 5. Ha “impiccato” la Ferrari in una situazione devastante e senza vie d’uscita (due anni di nulla); dice cose, quando intervistato sui “progressi” della monoposto, a cui neanche lui crede. La mediocrità sportiva e politica, per ora, è quanto ha portato in Ferrari da Team Principal. In questa sua Ferrari, vorrei ricordare. Quando Todt prese il timone aveva davanti macerie (luglio1993). Piano piano la Ferrari crebbe e non passò, da un anno all’altro, con stabilità regolamentare, a beccarsi un secondo e mezzo dai leader e ad avere il peggior motore. Hai tempo a dire 2022. Ovvio che il mix letale di norme congelate e superiorità della concorrenza non da alcuna speranza in questo biennio. Il problema è che non c’è alcuna certezza che l’attuale Ges possa indovinare la monoposto giusta. Non regalateci sogni che poi diventano incubi…

Petomotore Ferrari.  Voto: scoreggia.

Vettel. Voto: 5. Sebastian ha diverse attenuanti, ma il suo è stato un fine settimana davvero opaco.

Mercedes Rosa. Voto: scomparsi. Secondo me lo hanno fatto apposta. Ora che c’è questa fastidiosa Renault a metterli sotto la lente di ingrandimento, all’improvviso questi tornano a fare il catorcio… (scherzo eh!)

Verstappen. Voto: 9. Il DNA paterno per fortuna influisce sempre meno. Ah, se avesse una monoposto più performante…

Spia power unit Ferrari. Voto: cosa non darei per sputtanarne il nome… Non si tratta di mettere alla gogna qualcuno, ma semplicemente di mostrare, finalmente, come la Ferrari sia divisa in fazioni armate l’una contro l’altra, e a cui poco importa di vincere. E magari, sgamato uno, ci pensano cento volte prima di rifarlo…

DT Ferrari. Voto: boh. E se l’annuncio di non essere più DT fosse esso stesso il nuovo DT? Questa roba mi pare tanto il gioco delle tre carte. O fare una puntata al Casinò. Il banco vince sempre…

Ora, vorrei capire con voi una cosa. Binotto,  mi pare poco prima della gara, durante un’intervista concessa all’emittente tedesca RTL, spiega che non è più il direttore tecnico, ma solo TP. D’improvviso ne parlano tutti come di una novità. Però, il nostro, non è più DT dal 2019!Basta perdere qualche minuto a googlare; tanto che, nell’organigramma Ferrari, non esiste proprio la figura del direttore tecnico. Dunque, alla fine della fiera non c’è alcuna novità…

Laurent Mekies. Voto: Addetto stampa. Abbiamo finalmente capito a cosa serve Mekies. Non a studiare il regolamento sportivo, stupidini… ma a fare l’addetto stampa! E bravo D’Artagnan!

Pirelli. Voto: perplessità. Attendo di sapere, prima di pronunciarmi, come mai diversi pneumatici della P lunga abbiano avuto défaillance potenzialmente molto pericolose.

P.S.1: a proposito del “Principe”, per riprendere il discorso di inizio pagellone: ecco, magari urgerebbe una lettura approfondita del piccolo trattato da parte di Binotto, soprattutto nei rapporti con la FIA e nel costruire alleanze con gli avversari.

P.S. 2: Mentre già disperavo (per me è un appuntamento imperdibile)… a ruote ancora fumanti è arrivato il consueto messaggio sdilinquente di monsieur Todt versus Mercedes. Sipario.


Autore: Mariano Froldi – @marianofroldi

1 commento

  1. Con bottas sei stato troppo duro, è sempre stato più che competitivo per tutto il weekend, se alla prima curva insisteva e si toccavano, altro che fortuna, il ‘culo’ glielo faceva toto.

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