GP Russia 2020: analisi Telemetrica FP2

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GP Russia 2020: analisi Telemetrica FP2

GP Russia 2020: analisi Telemetrica FP2


Belgio, Spa-Francorchamps e Mugello. Un trittico, l’ennesimo della stagione, utile a ribadire ancora una volta lo strapotere Mercedes. Poi una settimana di pausa nella quale riflettere. Prendere fiato. Studiare i dati per lanciare la sfida alla prima della classe. A quanto pare, dopo la prima giornata di prove libre del Gran Premio di Russia, le cose non sono affatto cambiate. Al contrario, il dominio delle Frecce Nere sembra ancor più schiacciante. Il team di Brackley ha saputo forgiare una vettura davvero formidabile, capace di adattarsi ad ogni pista con una facilità estrema. Quella che doveva, secondo la miriade di auto proclami reiterati nel tempo, essere la squadra antagonista nella lotta al pazzo mondiale 2020, ha poco a poco abbassato la cresta. Accontentandosi di ricoprire un ruolo da comprimario. Problemi a parte, Red Bull dovrebbe poter recitare anche a Sochi lo stesso copione. Malgrado gli aggiornamenti montati sulla SF1000, peraltro di minore identità, Ferrari non sembra poter fare un balzo in avanti. Tuttavia, senza fissarsi troppo sul cronometro, il bilanciamento delle Rosse sembra buono…


GP Russia 2020: Bottas, Verstappen, Leclerc

Grazie al grafico telemetrico seguente, si evince con chiarezza come negli allunghi la W11 disponga di una velocità di punta maggiore rispetto ai propri competitors. Osservando le linee che compongono i due rettilinei, si nota facilmente un delta di quasi 10 km/h se confrontato con il dato della scuderia italiana.

GP Russia 2020: analisi Telemetrica FP2

Prendendo invece in esame la velocità di percorrenza, possiamo constatare come Ferrari riesca a produrre uno spunto superiore nelle curve del primo e del secondo settore, perdendo poi questo vantaggio nel terzo. La forbice di velocità rilevata nel grafico precedente, potrebbe essere causata dalla differente mappatura utilizzata dai team. Infatti, osservando con attenzione la telemetria dei giri motore, si evidenzia come le rivoluzioni del propulsore tedesco di Bottas siano molto più alte. Questo dato ci spinge a pensare che Mercedes abbia testato diversi tipi di mappature. Lo scopo è quello di avere un quadro generale più chiaro, per poi poter scegliere con esattezza la configurazione più consona per affrontare il resto del weekend.

Controllando la telemetria ricavata dall’utilizzo dell’acceleratore, emerge un uso della tavoletta del gas molto simile tra la Mercedes del finlandese e la vettura austriaca di Verstappen. Al contrario, Charles tende a non rilasciare mai l’acceleratore, cercando di parzializzare quanto più possibile. Il grafico del freno torna parecchio utile nel terzo settore, mettendo in evidenza il diverso stile di guida che Leclerc deve necessariamente adottare in curva 16. La mancanza di spinta verticale prodotta dal corpo vettura della SF1000, obbliga il ferrarista a premere il pedale del freno, “portando” a centro curva una velocità inferiore rispetto agli avversari. Il terzo settore svela altresì come Bottas vada ad anticipare la frenata, probabilmente per affrontare le curve in maniera più aggressiva.

Restando sulla guida del finlandese segnaliamo un utilizzo del cambio differente. La telemetria ci svela come in curva 2 e 15 Valtteri prediliga una marcia in meno rispetto ai giovani compagni, preferendo una vettura più reattiva. Al contrario, dobbiamo constatare come nel secondo settore Bottas preferisca affrontare curva 9 e 10 inserendo la settima marcia.


GP Russia 2020: Analisi Ferrari

Come detto in precedenza, nonostante le piccole evoluzioni presentare dal team di Maranello, le prestazioni delle due SF1000 non sembrano poi cosi differenti in termini cronometrici. Ciò malgrado, il bilanciamento delle monoposto italiane è parso da subito molto più gestibile per entrambi i piloti Ferrari.

GP Russia 2020: analisi Telemetrica FP2

Per la prima volta in stagione, il tedesco di Heppenheim è sceso in pista con una vettura ben impostata. La numero 5 ha infatti soddisfatto sin dai primi giri Sebastian, impegnatosi parecchio nel cerare di massimizzare al meglio il pacchetto a disposizione. Più nervosa la vettura di Charles, autore comunque di un buon venerdì. Il monegasco ha remato parecchio con il volante, specialmente nel terzo settore, alla ricerca di un assetto ottimale che tuttavia non sembra aver ancora trovato. Al contrario degli ultimi appuntamenti, confrontando i dati telemetrici ricavati dalla seconda sessione di prove libere, il carico delle monoposto italiane risulta molto simile. Nei primi due settori le velocità sono pressoché identiche mentre nel terzo, complice il traffico, Charles non è riuscito ad estrarre il massimo rendimento.

Esattamene come Bottas, anche Sebastian preferisce scalare marcia tra curva 9 e 10, facendo lo stesso anche nel terzo settore prima di entrare in curva 17. Resterà da capire, durante le FP3 di domani, se si tratta di una scelta di guida o semplicemente si è trattato di un comportamento dettato da una piccola sbavatura alla guida del tedesco. Come già notato ed analizzato in altri articoli, a differenza del monegasco Vettel tende a rilasciare completamente l’acceleratore in percorrenza curva per poi riprenderlo. Questo fatto risulta evidente in quasi tutte le curve, come svelano i piccoli “spike” presenti nel grafico telemetrico. L’approccio del tedesco alle due chicane risulta differente, preferendo rallentare la vettura in anticipo. L’intenzione di Sebastian di accelerare prima in uscita curva per godere di una trazione minore maggiore in uscita.

Durante le Fp2 sono state fatte differenti prove sulla mappatura dell’endotermico. In particolare va segnalato un dato se vogliamo insolito. Sebastian, dopo il primo tentativo durante il run con le Soft, ha chiesto di poter spostare il manettino del motore su di una posizione più spinta, evidentemente per testare il comportamento della vettura con una configurazione differente. Stesso discorso per l’utilizzo della parte ibrida dove, entrambi i piloti, hanno sperimentato manualmente l’utilizzo della potenza derivante dai generatori di energia cinetica in diverse zone della pista. Solamente durante le Fp3 capiremo le scelte adottate sotto questo profilo per qualifica e gara. In conclusione, interessante notare l’utilizzo del freno da parte dei ferraristi.


Autori: Alessandro Arcari – @BerrageizF1 –  Luca Bettiol – @BettiolLuca

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