Anteprima GP Emilia Romagna 2020: Ferrari per confermarsi terza forza

0
Ferrari SF1000, Sebastian Vettel

Anteprima GP Emilia Romagna 2020: Ferrari per confermarsi terza forza


Archiviato il weekend del Portogallo è già tempo di introdurre il prossimo appuntamento, il terzo quest’anno a svolgersi su suolo italiano. Si va dunque in Emilia-Romagna, a spolverare un tracciato resosi protagonista di alcuni capitoli importanti, belli e brutti, della storia della F1. Tra quest’ultimi senz’altro la fatale tre giorni del 1994 (29 aprile – 1 maggio) in cui al venerdì si assistette allo spaventoso incidente di Rubens Barrichello (al suo secondo anno in F1 in Jordan Hart, ne uscì fortunatamente con una frattura al naso, più alcune contusioni riportate ad una mano e alle costole), a cui seguì, prima la scomparsa di Roland Ratzenberger (Simtek Ford) durante le qualifiche, poi quella di Ayrton Senna (Williams Renault) in gara.

Eventi tragici quanto importanti per la categoria, perché innescarono quella ricerca maniacale nei confronti della sicurezza, in grado di garantire ai piloti di oggi di poter salire in macchina senza elaborare troppi pensieri riguardo a ciò che gli potrebbe accadere nel corso del weekend…

Guardando all’appuntamento di quest’anno, ad Imola si assisterà al ‘debutto’ del format di gara corto (di cui si è avuto già modo di sperimentare gli effetti in anteprima al Nurburgring, causa maltempo). Avremo un’unica sessione di prove libere di 90 minuti al sabato mattina con il venerdì che diventerà la giornata dedicata alle interviste di apertura. Ma perché si è deciso di rinunciare alle sessioni del venerdì? La Formula Uno lo sappiamo, è da tempo che vuole saggiare nuovi format che le permettano di incrementare il numero di gare in calendario per raggiungere il traguardo dei 25 eventi stagionali.

Anteprima GP Emilia Romagna 2020: Ferrari per confermarsi terza forza
Autodromo Enzo e Dino Ferrari

Il test emiliano, oltre ad essere voluto, si è reso necessario per ragioni logistiche. Dovendo contare su un trasporto basato prevalentemente su ruote, le tempistiche non avrebbero permesso ai camion di raggiungere Imola, partendo da Portimao, in tempo per allestire le vetture prima delle libere del venerdì. Ciò ha dato l’opportunità di unire l’utile al ‘dilettevole’ (in quanto esperimento) e i vertici della categoria non se la sono fatta di certo sfuggire.

Per questo fine settimana Imola si stava preparando ad accogliere circa 13 mila persone, elettrizzate dalla possibilità di assistere all’evento dal vivo. Tuttavia la seconda ondata della pandemia si è rivelata essere più critica del previsto e non ha lasciato altra scelta al governo che quella di far disputare l’evento a porte chiuse (qui la notizia).


Anteprima GP Emilia Romagna 2020: Orari e Televisione

Anteprima GP Emilia Romagna 2020: Ferrari per confermarsi terza forza
Programmazione Gp Emilia Romagna 2020

Anteprima GP Emilia Romagna 2020: Layout

Il circuito intitolato ad Enzo e Dino Ferrari, è collocato poco fuori dai confini di Imola, comune appartenente alla regione Emilia-Romagna, situato a circa 40 chilometri a sud di Bologna e a 20 chilometri da Faenza (città quartier generale della Scuderia AlphaTauri). L’ultima volta che la Formula Uno corse su questo tracciato fu nel 2006, anno in cui ebbe inizio (a novembre) un importante progetto di riqualificazione ed ammodernamento conclusosi nel settembre del 2007 (lavori coordinati dal noto architetto Hermann Tilke). La zona più colpita fu l’area dei box, totalmente ricostruita, con il layout che vide l’eliminazione della storica Variante Bassa.    

Per tale ragione, trovandoci in presenza di un layout diverso da quello utilizzato in passato, abbiamo deciso di non riportare i vecchi riferimenti cronometrici (nell’immagine presente nel paragrafo ‘orari e televisione’). Posto a circa 50 metri sul livello del mare, il tracciato Enzo e Dino Ferrari è il primo delle tre piste stagionali ad essere percorso in senso antiorario (Imola, Turchia e Abu Dhabi). Ha una lunghezza di 4909 metri e si compone di 19 curve (9 a destra e 10 a sinistra). Il primo, è il settore più veloce: formato da due allunghi (quello principale, anche se presenta alcune ondulazioni, sarà l’unico tratto in cui si potrà fare uso del DRS) e dalle Varianti del Tamburello (4°/5° marcia a circa 180 Km/h) e Villeneuve (in 4° a 175 Km/h).

Emilia_Romagna_Circuit.png
Layout Autodromo Enzo e Dino Ferrari, Imola

Il tratto centrale invece è il più lento, grazie alla Tosa (curva-7, da affrontare in 2°/3° marcia a 115 Km/h) e alle curve delle Acque Minerali: si giunge in curva -11 in settima marcia dopo aver affrontato il bellissimo tratto della Piratella (la veloce curva-09 a scollinare), si toglie il piede dall’accelerazione e poi si frena inserendocisi a destra in curva-12 ed eseguire un cambio di direzione imposto dalla 13. Così si arriva nel T3, non molto più rapido rispetto al precedente T2. La Variante Alta è di nuovo abbastanza lenta (3° marcia a circa 130 Km/h) per poi allungare arrivando sino in 7°/8° marcia prima di affrontare la Rivazza (la prima delle ultime due curve a sinistra da fare in 3°/4° marcia, si entra alla 17 a 145 Km/h per uscire poi dalla 18 a circa 180 Km/h). Curva-19 è una piccola piega a destra che i piloti faranno in pieno cercando di passare il più vicino possibile al muretto dei box.


Anteprima GP Emilia-Romagna 2020: Aerodinamica e DRS

Pista composta da un insieme di curve più lente che veloci, determinerà l’utilizzo di una configurazione aerodinamica da medio-alto carico. Non godendo di un vero e proprio rettilineo (l’unico quello principale che presenta diverse ondulazioni), avere una discreta velocità di punta non sarà la caratteristica principale da curare questo fine settimana. Sarà essenziale invece avere una vettura perfettamente bilanciata (dato l’alto numero di cambi di direzione da effettuare) e una buona trazione da sfruttare all’uscita dei curvoni lenti come la Tosa, le Acque Minerali e la Variante Alta.

Anteprima GP Emilia Romagna 2020: Ferrari per confermarsi terza forza
Charles Leclerc, Ferrari SF1000

I piloti avranno la possibilità di usufruire del dispositivo mobile esclusivamente sull’allungo principale. Tuttavia in questo caso, essendo tale parte della pista caratterizzata da diverse pieghe, fattore che non condizionerà la velocità delle vetture, che però dovranno fare attenzione a seguire la corda giusta, si pensa sarà più difficoltoso provare a incentrare gli attacchi in questo tratto rispetto a circuiti più tradizionali. Questo non vorrà dire che sarà impossibile sorpassare, ma che sarà soltanto più complicato e sicuramente più bello da vedere dall’esterno. Puntando su delle ali da alto carico infatti, il DRS garantirà senz’altro un bell’incremento della velocità di punta e sicuramente porterà ad assistere a delle belle sfide alla Variante del Tamburello, che assieme alla Tosa e alla Variante Alta credo sarà una delle principali zone nevralgiche della pista.


Anteprima GP Emilia-Romagna 2020: Power unit e trasmissione

Trattandosi di un layout sul quale la Formula Uno non ha mai corso con motorizzazione ibrida, purtroppo non siamo in possesso di dati reali per l’evento. Possiamo comunque dire che anche su questa pista il tempo in cui la farfalla risulterà completamente aperta sarà comunque abbastanza elevato: oltre il 70% dell’intera durata del giro. Le frenate, come vedremo a seguire, non saranno così impegnative come ad esempio quelle avute nel passato weekend in Portogallo, ma saranno 8, con 4 delle quali che impegneranno i dischi per oltre un secondo.

Questo fa supporre che l’MGU-H sarà l’elemento da cui ci si aspetta un recupero dell’energia maggiore, con anche l’MGU-K che farà senz’altro la sua parte. La trasmissione invece non risulterà particolarmente sollecitata: con le sue 2850 cambiate previste in gara (45 al giro su una distanza di 63 tornate), il suo impegno si attesta su valori simili, se non pressoché identici, a quelli che si hanno a Barcellona (circuito dove i paddle dietro al volante scattano per 2900 volte).


Anteprima GP Emilia-Romagna 2020: Impianto frenante

Secondo le simulazioni condotte dalla Brembo, l’Autodromo Enzo e Dino Ferrari rientrerebbe nell’insieme dei circuiti classificati come mediamente impegnativi per i freni, assegnandogli un indice di difficoltà pari a 3 su una scala di valori che va da 1 a 5 (lo stesso del Mugello, mentre di uno step meno aggressivo rispetto a Monza). Nota: durante le simulazioni, l’azienda italiana ha tenuto conto di un numero maggiore di curve rispetto quelle riportate ufficialmente da Formula Uno e FIA, per tale ragione guardando ad esempio la consueta gif, che alleghiamo all’interno del paragrafo, si potrebbe andare un attimino in confusione (noi faremo riferimento al layout ufficiale sopra riportato).

Gif riepilogativa Brembo, Gp Emilia Romagna 2020

Sul tracciato emiliano, i piloti saranno chiamati a fare affidamento sul loro impianto frenante per il 13% del tempo sul giro, ovvero per circa 9 secondi e mezzo (da questo dato si evince un riferimento cronometrico intorno al 1’13’’). Pur essendo composto di 19 curve, i freni saranno utilizzati soltanto in 8 di queste e per un periodo sempre al di sotto di 2’’, con spazi di frenata in nessun caso superiori ai 100 m. Elevati invece i carichi sul pedale del freno: al termine della gara il pilota avrà compiuto uno sforzo pari a 58 tonnellate e mezzo (20 in più se paragonato al Mugello).

Delle 8 frenate, 4 possono essere classificate come altamente impegnative, 2 di media intensità e 2 light. La più dura è la Rivazza (Curva-17), in cui arrivando in 7°/8° marcia ad una velocità prossima ai 310 Km/h, esercitando un carico di 137 Kg sul pedale del freno si riesce, in soli 96 metri e subendo una decelerazione di 5,6 g, a scendere intorno ai 145 Km/h e affrontare così la piega a sinistra.


Anteprima GP Emilia-Romagna 2020: Gli obiettivi Ferrari

La Ferrari arriva ad Imola con una carica d’ottimismo. La SF1000 grazie alle migliorie introdotte tra Russia, Germania e Portogallo, ha compiuto dei passi avanti considerevoli pensando al livello prestazionale avuto nelle precedenti tappe iridate. Tra le colline dell’Algarve, Leclerc non solo è riuscito a qualificarsi quarto, ma anche a mantenere la posizione alla domenica, mostrando un buon passo e terminando la gara in solitaria (a 31 secondi dal terzo posto di Verstappen e con 32 di vantaggio sull’AlphaTauri di Gasly). Cosa che assieme alla decima posizione di Seb, ha permesso al team di risultare la terza forza dell’appuntamento portoghese. Se la Rossa riuscisse a ripetere tale livello di competitività anche sul tracciato emiliano, si potrebbe dire che l’operazione recupero sarà stata ultimata con successo.

Molti sicuramente storceranno il naso nel leggere quest’ultime parole, ma guardando ai fatti, dalla Ferrari quest’anno non si può chiedere di più. Quando al Mugello si toccò il fondo, nessuno credeva che attraverso un piccolo processo di migliorie la SF1000 sarebbe potuta tornare ad essere terza forza del mondiale, anche solamente in ancune occasioni. Al momento in classifica è sesta, lo sviluppo parrebbe essere ultimato, e con sole 5 gare al termine del campionato, è dura riuscire a rimontare 33 punti di svantaggio sulla Racing Point (squadra di riferimento nella lotta al terzo posto costruttori assieme a Renault e McLaren). Impresa ardua ma non impossibile se le prestazioni portoghesi venissero confermate anche su suolo italiano.

Immagine
Sebastian Vettel, Ferrari SF1000

Certo, affinché il recupero sia rapido e realizzabile, occorrerebbe anche veder tornare Vettel nella parte alta della classifica. Il tedesco ha sofferto per tutto l’anno la mancanza di feeling con la monoposto, arrivando ad ammettere la sua difficoltà, a differenza di Charles, nel trovare il giusto assetto in vista di qualifica e e gara. La Ferrari deve continuare a supportare il tedesco. Sebastian in Portogallo ha sicuramente pagato una partenza troppo arretrata, ma in gara ha dimostrato anche lui, una volta avuta pista libera di avere un discreto ritmo di gara, anche se un po’ più discostante rispetto al proprio compagno.

A prescindere dal fatto che il terzo posto sia raggiungibile o meno, la squadra non deve arrendersi e restare motivata. Avere un obiettivo, per reale o irraggiungibile che sia, è determinante per ottenere sempre il massimo da sé stessi. Bisogna crederci.

Mercedes e Red Bull, invece, continueranno nella loro battaglia per aggiudicarsi la vittoria dell’evento. In Portogallo, la scuderia austriaca ci aveva un po’ illuso, con Verstappen autore di un’ottima qualifica, che la gara sarebbe stata molto combattuta, con l’olandese che avrebbe venduto cara la pelle. Purtroppo però non è stato così: a salire sul gradino più alto del podio è stato ancora una volta Hamilton con 25,5 secondi su Bottas e 34,5 secondi su Max.

Le caratteristiche di Imola stavolta però potrebbero giocare un ruolo importante in questa sfida: con i suoi cambi di direzione e curve a medio-lenta percorrenza, dove Red Bull attualmente è diventata il nuovo riferimento (leggi qui), Max potrebbe avere una delle ultime più grandi chance da qui alla fine del mondiale (restano Turchia, doppio Bahrain e Abu Dhabi). Ci sarà solo un ostacolo da superare: si chiama Hamilton.


AutoreMarco Sassara – @marcofunoat

Foto: Ferrari – F1 – Brembo


Anteprima GP Emilia Romagna 2020: Ferrari per confermarsi terza forza

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui