Luca Del Grosso: Racing Division Manager Imperiale Racing (parte 2)

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Luca Del Grosso

Luca Del Grosso: Racing Division Manager Imperiale Racing (parte 2)


La tecnica mette fortemente piede in questo ambiente. Le modifiche alle vetture di serie sono molteplici e comprendono tutte le zone del veicolo. Inoltre, la differenza tra le auto partecipanti al medesimo campionato viene regolata dalla federazione internazionale tramite il BOP, incaricato di compensare la competitività dei team creando un bilanciamento in pista capace di salvaguardare la bontà della categoria:

“Idroguida, ammortizzatori e sospensioni vengono sostituite con specifiche create ad hoc. Stesso discorso per limpianto elettrico, centralina e motore. Della Lamborghini di serie rimane solo la cellula, in quanto sia il frame anteriore che quello posteriore vengono completamente sostituiti. Per quanto riguarda il bilanciamento di prestazione il concetto è molto semplice: le vetture devono produrre in pista prestazioni simili nonostante la base delle auto sia spesso molto diversa. D’altronde, essendo GT Italiano e GT Open categorie commerciali vanno necessariamente “paragonate”. Di base, una Lamborghini Huracàn andrebbe molto più forte di una Bentley ma, rispettando l’equilibrio creato dalla Balance of Performance, i veicoli vanno alla stessa maniera. Un “male necessario” che agisce sui due fattori specifici: peso e potenza motore. Oltre ai box regolamentari della FIA sopracitati, ne esistono altri tre riguardanti la performance, dovendo costruire la vettura regolamentata da potenza motore ed efficienza aerodinamica già in fase di progettazione. Poi, una volta effettuate le verifiche da parte della federazione, si ottiene la delibera tramite la fiche di omologazione necessaria per gareggiare.”

Luca Del Grosso

Fare la differenza. Ogni gruppo di lavoro dev’essere capace di spostare gli equilibri utilizzando tutte le risorse umane disponibili. Nel mondo del Motorsport i fattori utili sui quali agire sono molteplici, impegnandosi a fondo per migliorare sé stessi. Ogni singola parte del team può cambiare le cose dando il proprio contributo verso l’obbiettivo comune. Lasciare il segno, tenendo presente il sistema BOP impiegato nella categoria: 

“Il nostro desiderio è quello di avere un bilanciamento equo e rigoroso tra le differenti vetture. Solo così potrà essere enfatizzato “l’extra” che ogni team può mettere per ottenere prestazioni migliori. Al contrario, se la possibilità di incidere viene annichilita da una politica “soffocante” beh… tutto risulterebbe molto frustrante. Sotto questo aspetto il lavoro del pilota è basilare, potendo influire notevolmente sul rendimento. Un vero e proprio mestiere. Ovviamente, l’importanza di chiudere il gap utilizzando i dati a disposizione provenienti dalla telemetria, risulta altresì fondamentale. La differenza tra un talento ed un professionista risiede nella capacità del pilota di lavorare a stretto contatto di gomito con l’ingegnere, comunicandogli le sensazioni di guida ottenute in pista. Mettendosi a disposizione come “uno strumento di misurazione della catena”. Quanto più affinato sarà questo strumento, più il team sarà capace di fare la differenza. Andare molto forte senza saper trasmettere il “know how” appreso in pista, non fornisce gli strumenti necessari alla squadra per lavorare al meglio. Il talento aiuta senza dubbio, ma i professionisti veri soni quelli capaci di leggere la guida per conoscere le necessità in ogni punto del tracciato. Uno scambio di informazioni bidirezionale, basato sulla fiducia reciproca ingegnere-pilota, essenziale per rendere al meglio. 

“Malgrado sia il pilota a salire sul podio per agitare il trofeo, l’ingegnere di pista occupa un posto determinante sotto questo aspetto, recitando il ruolo di “capo macchina” e affiancato dal lavoro fondamentale del performance/data engineer, meccanici e gommista. Il team manager invece coordina un po’ tutto. Io dico sempre che il mio lavoro finisce il venerdì. Prima di approcciare il fine settimana di gara infatti, tutti dobbiamo aver chiaro i nostri compiti. Il mio consiste anche nel far rispettare le procedure, gestendo tutti i reparti a 360°, cercando di tenere le fila della squadra più unite possibili. Senza una gestione attenta del box, imprescindibile per creare il flusso di informazioni corretto tra i componenti della squadra, il team non funziona. Ecco perché la comunicazione ricopre un ruolo fondamentale in questo ambiente. Anche se in maniera più complessa, visto il numero molto più elevato degli “attori” partecipanti, in Formula Uno vale la stessa regola. Inoltre, un elemento da tenere in forte considerazione, nel quale incidere è possibile più di quanto si possa pensare, riguarda il montaggio delle parti. Da aerodinamico, ho potuto constatare differenze enormi montando un fondo nella maniera corretta. Realizzare tutti i check delle altezze, pertanto, risulterà decisivo. Sotto questo aspetto, la qualità del lavoro sarà cruciale per massimizzare il potenziale della vettura.”

Luca Del Grosso

Il futuro è già qui. Sebbene diverse realtà nel mondo del Motorsport non lo considerino ancora preponderante, il simulatore riveste un ruolo decisivo in parecchie categorie. Accelerando notevolmente i processi di apprendimento, abbatte i costi e produce molteplici vantaggi.

L’altra faccia del test. Così possiamo definire l’utilizzo dei simulatori al giorno d’oggi. Esattamente come la galleria del vento o la CFD, si tratta di uno strumento molto importante che va compreso e calibrato prima dell’utilizzo, ricordando come alla fine il riscontro sia sempre la pista. Personalmente posso definirmi un grande fan del virtuale, giudicandolo come strumento determinante per presente e futuro. Grazie alla nostra collaborazione con un simulatore a Monza, abbiamo sviluppato un modello tramite i dati raccolti in pista, cercando di correlare il più possibile lo strumento. Calibrando i parametri si riesce step by step ad avvicinarsi al modello reale. I benefici sono molteplici. Oltre a far conoscere ai piloti tracciati sui quali non hanno mai corso, o magari aiutarli a comprendere il funzionamento degli pneumatici, siamo facilmente in grado di accedere a differenti scenari virtuali in tempi ridotti, abbassando notevolmente le spese. Avere la possibilità di cambiare in pochi minuti parametri quali grip, temperature e assetti, senza dover necessariamente fronteggiare tempi morti, porta alla squadra innumerevoli vantaggi. All’interno del nostro team abbiamo un ingegnere di pista Sim racer che funge da “collaudatore”, in grado di supportare i piloti nelle analisi per correlare i dati tenendo presente che, sintonizzare il proprio corpo utilizzando il simulatore come una vettura, non sempre risulta semplice. Ma d’altronde il lavoro dell’ingegnere è un mestiere infinito. Chi si ferma è perduto…

Un ringraziamento speciale a Luca Del Grosso, Racing Division Manager Imperiale Racing nonché docente del Master Race Engineering di Experis Academy,


AutoreAlessandro Arcari – @BerrageizF1

Foto: Imperiale Racing


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