Vettel e Leclerc hanno vetture uguali ma settaggi differenti

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Vettel e Leclerc
Sebastian Vettel e Charles Leclerc, Scuderia Ferrari

Vettel e Leclerc hanno vetture uguali ma settaggi differenti

Sebastian non è un pilota così diverso dal 2017 o dal 2013, solo per citare due anni in cui a livello di pilotaggio si trovava alla perfezione col veicolo. Probabilmente, già dalla seconda parte del 2018 con la SF71-H la direzione di sviluppo si allontanò dalla sua confort zone. Basti ricordare come Raikkonen, in uscita da Maranello, durante gli ultimi Gp stagionali sembrava, anzi dimostrava, molta più consistenza del tedesco. Non voglio prenderla troppo da lontano, d’altra parte quello che vediamo oggi, quest’anno, è figlio di quanto visto con la SF90. E “nipote” di quel “dopo Monza” di due anni fa. Per certi aspetti gli aggiornamenti sulla SF71-H non funzionarono più per il tedesco da Singapore in poi. Il contrario esatto (sembra assurdo) di quando capitato l’anno scorso, in coincidenza con l’ultima vittoria della Ferrari e di Sebastian fino ad ora in F1. Lì ritrovò qualcosa in auto, confermandolo, al di là del risultato, nella gara di Sochi e in qualifica a Suzuka.

Il nodo però fu sempre lo stesso. Sulla Ferrari 2018 ad un certo punto si perse il filo dello sviluppo sul retrotreno, con un numero incalcolabile di fondi provati, scartati e poi riproposti. Nessuno dei quali regalò stabilità extra al posteriore come chiede Vettel. Arriviamo alla SF1000, studiata sulla falsariga della SF90 lavorando con ancora più carico.
E ricordiamo che al momento della definizione del progetto, pre Covid-19, (un altro mondo fa), Seb non era stato affatto scaricato e le sue prestazioni importavano ancora… eccome.

Per le note vicende legate alla direttiva FIA la Ferrari resta senza cavalli e di conseguenza senza ala posteriore per compensare. Guardatevi i profili 2020/2019 e ne riparliamo. Entra in un circolo vizioso, un tunnel. Serve un mare di tempo e tante ore per provare a migliorare ciò che si può, ma a quel punto l’investimento va fatto solo in virtù del 2021. Sacrificando dei mesi.

Vettel e Leclerc

“Le due vetture sono assolutamente identiche. Non si devono avere dubbi su questo. Spero che Vettel possa essere autore di una buona qualifica ad Imola. La sua capacità di guida è indiscutibile, deve soltanto riuscire a partire più avanti per metterla in luce. Charles sicuramente sta facendo un gran lavoro, ma ci si aspetta di più da una seconda guida…“

Binotto al di là delle polemiche sul “secondo pilota”, chiarisce che le vetture sono identiche, la cosa importante è che Vettel non ne dubita. Poi magari c’è qualcuno che indirizza a piacimento ogni sillaba dell’uno o dell’altro.

Da quel che so le vetture sono uguali. Ciò che cambia attualmente sono dei settaggi specifici in relazione al turbo compressore, nettamente più aggressivo per Leclerc. Il monegasco riesce produttivamente a gestirlo mentre il compagno di squadra, al contrario, fa fatica con l’instabilità congenita ed ereditata sulla SF1000, accontentandosi di una erogazione più prudente. Il che in gara gli permette solitamente una buona gestione gomme sulle posteriori in tracciati rear limited diversi da Portimao. Chiaramente il tutto non si nota poiché ormai da mesi Seb in gara vive nel traffico, come in tangenziale.

In pochi hanno invece notato una nuova ala anteriore (@smilextech) introdotta in Portogallo. Più scarica, relativamente, rispetto ai profili da alto carico utilizzati da tutti. È un buon segnale, che conferma alcuni punti di DWF trovati altrove, magari nella zona bargeboards. Il risultato è una migliore performance generale, più efficienza, vista con Leclerc, anche grazie alle caratteristiche di Portimao. Tracciato molto impegnativo e tecnico in curva ma senza allunghi ripetuti, privo di cambi direzione a velocità medio alte che penalizzano troppo la SF1000 soprattutto quando è costretta a girare senza ala.

Vettel e Leclerc

Dobbiamo poi rilevare come Leclerc abbia migliorato il suo rendimento in gara, sulle gomme e sul “dosaggio” dell’aggressività. In questo momento è arrivato a un livello molto alto e continuo giro dopo giro. Certo, la numero 16 è arrivata a oltre un minuto da un Hamilton sempre più eccezionale, ma relativamente a quel che passa il convento quest’anno, rileviamo che rispetto ai precedenti Gp non sia stata una Safety Car ad azzerare i distacchi e che Charles abbia avuto più fasi: la prima con ritmo controllato dopo essersi liberato di Sainz (consumi) la seconda con ritmo davvero buono quasi se non pari a quello di Verstappen, impegnandolo seppur a distanza. La terza, in piena gestione e risparmio vettura, 2sec al giro più lento, quando ha capito che la gomma Medium di Max non mollava più. Un passo avanti si è visto, non tanto nella stabilità della vettura, laddove ci fosse lo vedremmo subito con Vettel, ma nella espressione generale del potenziale del pacchetto. Con il solo Leclerc in grado di estrarlo appieno per i motivi spiegati…


Autore: Giuliano Duchessa – @giulyfunoat

Foto: Formula Uno – Ferrari

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