Wolff: “Non possiamo permetterci di fornire Red Bull…”

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Nella foto le tre personalità più rappresentative Mercedes, Markus Schafer (Chief Operating Officer), Toto Wolff (team principal) e Ola Kallenius (CEO gruppo Daimler), Gp dell'Eifel 2020

Wolff: “Non possiamo permetterci di fornire Red Bull…”


Con l’addio annunciato dalla Honda (lascerà la Formula Uno al termine del 2021), il team Red Bull si appresta a rivivere lo scenario vissuto negli anni 2016/2017. Periodo intenso di contrattazioni, in cui nessun costruttore sembrava volerle fornire un motore, finché poi Honda non riuscì a convincerla del proprio progetto. Gli austriaci decisero così di tentare questa nuova strada nella speranza di ottenere maggiori vantaggi rispetto quelli forniti da Renault. Dopo i successi maturati nel quadriennio 2010-2013, per Red Bull e il costruttore della losanga gli ultimi tre anni di collaborazione (2016-2018) furono un vero incubo.

Soprattutto per i francesi, che dovettero subire anche l’umiliazione di vedere la propria unità motrice ri-brandizzata Tag Heuer. Questo perché Red Bull era così scontenta delle prestazioni fornite dall’unità di potenza, che aveva allestito una propria equipe di motoristi per lavorare sul lato software della PU. Sicuri poi di condurre un lavoro migliore della casa madre, decisero di togliere il marchio Renault dall’unità. Per tale ragione non dobbiamo essere stupiti se vi siano ancora degli attriti tra Cyril Abiteboul, Helmut Marko e Christian Horner.

Wolff: “Non possiamo permetterci di fornire Red Bull…”
Toto Wolff, team principal Mercedes, venerdì Gp Eifel 2020

Il 2016, comunque per la Red Bull fu un anno molto stressante sul lato delle trattative: ad un certo punto sembrava esser arrivata vicino anche ad un accordo con Mercedes. Collaborazione però poi sfumata, per ragioni ricordate da Toto Wolff (team principal della casa di Stoccarda) in una recente intervista rilasciata a ‘Motorsport.com’: “In quel frangente, avevamo visto l’opportunità di lavorare assieme a livello di marketing. La piattaforma fornita dalla Red Bull poteva sicuramente offrire dei vantaggi in quanto marchio cool e innovativo in tutte le attività che svolge. Questo è ciò che avevo proposto a Christian in quel momento. Abbiamo cercato di studiare una giusta modalità per poter unire le forze, avevamo coinvolto anche il consiglio Daimler, ma poi non se ne fece più nulla”.

Dopo aver parlato del passato, al manager della casa teutonica è stato chiesto se ci fosse una chance di vedere una Red Bull spinta da un propulsore Mercedes nel prossimo futuro. Domanda a cui Wolff ha risposto con un ‘no’ categorico: “Non possiamo semplicemente per un problema di capacità. Le unità di potenza odierne sono molto complicate e noi non possiamo permetterci di espanderci, soprattutto se parliamo di noi come Daimler. Dal punto di vista finanziario e logistico non possiamo permetterci di fornire un propulsore alla Red Bull. E anche guardando la cosa sotto l’aspetto del marketing, i fornitori ad oggi non è che abbiano ottenuto dei grandi vantaggi dalle collaborazioni con altri team”.

Wolff: “Non possiamo permetterci di fornire Red Bull…”
Power unit Mercedes W 11

Leggendo e riflettendo sull’ultima frase, sinceramente forse si troverebbe qualcosa da ridire. Allo stato attuale, Mercedes possiede due squadre clienti (Williams e Racing Point), che diventeranno tre nel 2021 con McLaren (4 in tutto comprendendo anche il team campione del mondo). Più che l’impossibilità di ampliarsi, c’è anche da sottostare alle norme imposte dal regolamento: nessun costruttore può equipaggiare più di 4 scuderie.

Iniziare una partnership con gli austriaci significherebbe molto probabilmente rinunciare a due delle sue attuali forniture. Presumibilmente Red Bull vorrà trovare un’unità di potenza da poter montare anche sulla sorella minore AlphaTauri, tuttavia dal momento che non godrebbero più dell’esclusività (avuta ad esempio con Honda), non è escluso che si possa anche di arrivare a patti con due motoristi differenti. Ma questa è un’altra storia…

Wolff: “Non possiamo permetterci di fornire Red Bull…”
La RB16 di Max Verstappen

Tornando a Toto Wolff, il team principal Mercedes resta convinto della sua affermazione spiegandola ulteriormente: “Questa è sostanzialmente la ragione per cui abbiamo deciso di competere con una squadra tutta nostra smettendo di essere semplicemente dei fornitori. Avere un proprio team” chiosa ponendo così fine all’intervista “fornisce maggiori vantaggi e credo che ne stiamo raccogliendo i frutti. Fornire motori non è la nostra priorità. Li costruiamo con l’intento di utilizzarli sulla nostra auto. Avere dei clienti ci aiuta soltanto a rifinanziare i costi”.

Con Ferrari in crisi, il sold-out Mercedes, e Renault senza alcun cliente dal 2021 a seguire, tornare ad usufruire della power unit francese sembra l’unica opzione concreta per Red Bull. Gli austriaci però starebbero anche prendendo in seria considerazione l’ipotesi di realizzare un propulsore in casa propria, sfruttando il know-how che Honda le metterebbe a disposizione, ma in questo caso ci sarebbero alcuni nodi regolamentari da risolvere (Marko e compagni sarebbero disposti ad avventurarsi in questa nuova sfida solo se le attuali motorizzazioni fossero congelate).

Quando si parla di Red Bull e di power unit, la soluzione non è mai semplice… E difficilmente è anche la più ovvia.


AutoreMarco Sassara – @marcofunoat

Foto: Alessandro Arcari – @BerrageizF1 – Mercedes – Red Bull – Formula Uno

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