Candidatura velata di Montezemolo: Ferrari, posso fare il CEO…

Candidatura velata di Montezemolo: Ferrari, posso fare il CEO…


Trovandoci nel pieno dell’attività dell’ultimo Gp stagionale, la notizia dell’addio Louis Carey Camilleri è passata un po’ in “secondo piano”. Se ne è ovviamente parlato nel corso del weekend, però forse non gli è stata data la giusta importanza. L’oramai ex amministratore delegato del Cavallino avrebbe deciso di dimettersi mosso da motivi personali… Secondo rumors, il dirigente maltese, dopo aver contratto il coronavirus avrebbe vissuto una fase di recupero piuttosto particolare. Da qui la decisione di rinunciare a degli impegni per restare più a contatto con la propria famiglia. All’interno della Ferrari, non appena entrati a conoscenza del volere di Camilleri, si è deciso di delegare tutte le sue mansioni ad interim al presidente John Elkann, e nel frattempo il Consiglio di Amministrazione ha avviato l’iter che porterà all’identificazione del suo successore.

Raggiunto dai microfoni di ‘Rai Radio 1’, a Luca Cordero di Montezemolo (lui che quel ruolo l’ha già ricoperto dal 1991 al 2006, mentre ne era anche il presidente, nell’ultimo caso fino al 2014) è stato chiesto di esprimere un suo parere sulla vicenda, e di rivelare se ci fosse anche qualche possibilità in merito ad un suo possibile coinvolgimento. Tornare in Ferrari? Non dovreste chiederlo a me” esordisce schietto l’imprenditore bolognese. A me nessuno ha chiesto niente. Tuttavia credo di conoscere quali possano essere i possibili problemi interni all’azienda e saprei come risolverli. La squadra sta attraversando un momento difficile e sono sinceramente preoccupato. Quella attuale è una Ferrari molto diversa dalla mia: ora si presta molta più attenzione al mercato azionario con la produzione di auto che è stata aumentata. Inoltre, la leadership non conosce abbastanza la Formula Uno”.

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Luca Cordero di Montezemolo

“Spero che venga scelta bene la nuova figura che andrà a ricoprire il ruolo di CEO per il post-Camilleri. C’è una squadra da rafforzare. Certamente un’idea sulla persona adatta a ricoprire quel ruolo, l’ex presidente della Ferrari ce l’ha, ma sfortunatamente… risulta già impegnata. Credo che Stefano Domenicali (dal 1° gennaio 2021 nuovo CEO della Formula Uno) sarebbe stata la persona perfetta per guidare la Ferrari. Tuttavia sono sicuro che sarà in grado di fare molto bene anche nella nuova posizione assegnatagli.” Raccolto l’assist fornito dalla precedente risposta, gli intervistatori a questo punto chiedono quali siano i problemi più grandi su cui bisognerebbe agire per permettere al team di risollevarsi nel più breve tempo possibile. “Cercherò di essere il più obiettivo possibile senza creare problemi o inutili polemiche, ma… Il fatto che la Ferrari non sia riuscita nemmeno a fare un giro al comando di una gara del mondiale mi preoccupa”.

Le cause non sono semplici da ricercare: sono problemi che provengono da lontano, ma che minano anche il lavoro futuro. Se guardiamo ai numeri, dal 2014preso come riferimento, proprio perché si tratta dell’anno in cui Luca Cordero di Montezemolo è stato rimosso dall’incarico di presidente, “la Ferrari non solo non è stata capace di vincere un mondiale, né piloti né costruttori, ma non è stata mai nemmeno messa in condizione di giocarselo fino all’ultima curva del campionato…. Per di più, in certi anni, si sapeva già che non sarebbe stata in grado di farlo già dalla prima gara in calendario”. Montezemolo è stato da sempre fortemente legato alla squadra e non aveva certo preso bene la decisione che lo aveva tagliato fuori dai piani di FCA. Dunque è normale ci tenga a sottolineare certi fatti, anche scarsamente opinabili.

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John Elkann (presidente Ferrari) a colloquio con Mattia Binotto

“Ciò potrebbe essere stato determinato da due tipi di problemi ha proseguito l’attuale presidente del consiglio di amministrazione Telethon. In primo luogo dal tipo di struttura organizzativa utilizzata: la struttura ‘orizzontale’ non è fatta per la F1. Scegliere di operare in questo modo è tipico di chi non conosce lo sport e forse non ha neanche l’umiltà di adeguarsi all’organigramma delle migliori squadre o di andarsi a vedere quale fosse l’organizzazione presente all’interno della Ferrari nell’epoca del grande dominio o quando ad esempio nel 2012, arrivammo a perdere il mondiale con Alonso a circa metà dell’ultimo Gp. Fernando è stato con noi 4 anni e con lui abbiamo perso il mondiale in due occasioni diverse sempre all’ultima gara (2010 e 2012). Scenario che non si è mai presentato a Vettel, ragazzo serio e talentuoso, con cui io stesso parlai per primo della possibilità di venire in Ferrari”.

Il secondo problema continua Montezemolo “è che mancano figure in grado di fare la differenza. Bisogna assumere gente che abbia le competenze e capace di portare aria fresca e nuova all’interno della squadra. Enzo Ferrari, ai tempi, ad esempio, assunse John Bernard e Harvey Postlethwaite. Io avevo messo su una squadra di cui ancora adesso vado orgoglioso con Jean Todt direttore sportivo e Stefano Domenicali suo braccio destro, Ross Brawn direttore tecnico e Rory Byrne capo del telaio. Una squadra fortissima, se consideriamo anche che con la parte commerciale, assieme a Felisa e ai suoi collaboratori, siamo stati premiati come miglior posto di lavoro e qualità della vita”.

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Luca Cordero di Montezemolo, Michael Schumacher e Jean Todt

Dopo aver passato al vaglio tutte le criticità, arriva inevitabile anche una domanda sull’attuale team principal del Cavallino: “Ritengo che Binotto, soprattutto all’inizio, sia stato lasciato troppo solo. C’erano sempre un presidente e un CEO alle sue spalle, ma questi non avevano la conoscenza, la competenza e la passione necessaria per dare il massimo supporto a chi ogni giorno come Binotto stava in trincea. Nel 2022 assisteremo all’introduzione di regolamenti completamente nuovi sui quali bisognerà lavorare bene sin da ora. Vedo un futuro pieno di incognite… Binotto porta un fardello molto pesante selle spalle e spero che il nuovo CEO possa aiutarlo a sorreggerlo”.

A chiudere una domanda su Mick Schumacher (giovane appartenente al programma FDA), figlio del Kaiser che tante gioie ha dato alla Rossa, che dal prossimo anno sarà impegnato in F1 al volante della Haas: Mick è un ragazzo serio: è riuscito a migliorarsi con costanza… Non era così forte due anni fa. Ovviamente sono felice di vedere uno Schumacher in pista, anche se non è il nome a definire un campione. Sarà chiamato a dimostrarlo in pista e con tanta pressione addosso. La Ferrari ha preso una saggia decisione proponendolo alla Haas. Ripeto, è un ragazzo intelligente e che sa stare al suo posto. Un grande in bocca al lupo da parte mia per l’inizio di questa avventura”.


AutoreMarco Sassara – @marcofunoat

Foto:  F1 – Ferrari

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