Mercedes: la caduta degli dei

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Mercedes: la caduta degli dei

Il Pagellone semiserio del Froldi


I miei “venticinque lettori” devono conoscere l’amara verità.

Non c’è niente da fare. E’ la loro indole. Quelli sono fatti così. Se metti insieme tedeschi e inglesi ne esce un mix letale… lapalissiano no?!

Devono essere i primi in tutte le classifiche.

Non volevano subire l’oltraggio di vedersi superati nei pit più disastrosi del campionato fra i top team. Neanche abbiamo fatto in tempo a vedere Vettel accumulare ben undici secondi in due cambi gomme, che quelli della stella a tre punte si sono detti… Cosa?! Ci devono battere in peggio? No. Giammai!

Hanno deciso che non volevano subire questo smacco. Loro vogliono primeggiare ovunque. Essere davanti, ovunque e comunque. Avete presente?

Toto ha così ordinato il capolavoro al contrario. E devo dire che i suoi ci sono riusciti alla grandissima. Si sono infatti inventati un caos con le gomme da Guinness dei primati. Roba che io ricordo di aver visto si e no due o tre volte da quando seguo la Formula Uno. Torno a bomba su un mio “cavallo di battaglia”.

Il dominio Mercedes è qualcosa di unico, tremendo, devastante, asfissiante. Basta che non ci siano quelle due auto nere (prima grigie), e la ridiventa interessante. A mio parere naturalmente. Ma in questo refrain sono in lunga e affollata compagnia.

Badate bene, se sono bravi si meritano di dominare e continuare e farlo. Ma credo non si ripeterà più, in primo luogo per l’eccezionale monotonia e regolarità delle loro vittorie, capaci di annichilire qualsiasi velleità avversaria (e peggio per gli avversari che non ce la fanno, sia chiaro).

Ma, in secondo luogo, non si ripeterà più anche perché, una volta finito questo dominio (e per ora non se ne vede affatto la fine), se in Federazione non sono dei folli amanti dell’eutanasia, faranno di tutto per impedirne uno simile. Come d’altronde avevano sempre fatto nel passato, appena c’erano due anni di superiorità palese da parte di qualche team o qualche monoposto. E questo è un punto.

L’altro è la reazione allergica di alcuni tifosi di Mercedes e Hamilton.

Giustamente e “sacrosantamente” (perdonami Manzoni per questa storpiatura) godono delle vittorie dei loro beniamini.

Ecco, a me non va giù che appena fai notare l’asfissia di questo dominio, attaccano con la nenia: “Era lo stesso con la Ferrari gne, gne!”

Allora tu snoccioli percentuali, vittorie, numeri, statistiche, ma loro continuano a dire: “Uffa, è come dico io e basta gne gne”.

Eppure ci vorrebbe poco, basterebbe fare qualche ricerca su Internet o leggere qualche libro aggiornato sulla Formula Uno. Un dato su tutti. La Ferrari che ha dominato dal 2000-2004, vincendo cinque titoli mondiali consecutivi (la Mercedes dal 2014 ne ha vinti già sette) per due anni ha dovuto sudare sette camicie. Nel duemila è stato un continuo batti e ribatti fra Schumacher e Hakkinen. Si è deciso tutto negli ultimi gran premi. Nel 2003 il kaiser ha vinto con due punti di vantaggio sul secondo, Kimi su Mc-Laren-Mercedes.

Per non dimenticare poi i continui cambi regolamentari in quei cinque anni, tanto che nel 2005 la Ferrari ha vinto una sola, misera gara (ed è meglio non ricordare come). Tu glielo spieghi, ma niente, non capiscono. Eppure è di una chiarezza assoluta. Pazienza. Ce ne faremo una ragione.

Mercedes: la caduta degli dei

Hamilton. Voto: Campione, non farci preoccupare. L’assenza del cannibale si è fatta decisamente sentire. Speriamo di rivederlo presto per la gioia di tutti gli appassionati di Formula Uno.

Russell. Voto: 10 e lode. Lo ammetto: ho tifato spudoratamente per lui. E’ il vincitore morale ed ha annichilito Bottas.

Perez. Voto: Che storia ragazzi. Il pilota senza un sedile, speriamo per poco, che vince una gara e sforna prestazioni eccezionali gara su gara. Una roba da romanzo romantico ottocentesco.

Box Mercedes. Voto: ZERO. Sbagliano raramente, ma quando lo fanno sono fuochi d’artificio.

Bottas. Voto: che botte ragazzi… Ok abbiamo capito che è un ottimo gregario e nulla di più, ma non pensavamo fosse in così grosse difficoltà con un pilota che non aveva mai guidato l’astronave che Valtteri dovrebbe conoscere a memoria…

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Leclerc. Voto: Harakiri. L’apprendistato con errori anche marchiani ci sta. E’ successo anche a Max. Però ho come la sensazione che Charles non faccia tesoro degli errori. Spero di sbagliarmi.

Pit Stop Ferrari. Voto: imbarazzanti. Vi lascio alla grafica che spiega più di tante parole cosa sta succedendo al team. Vorrei far notare a tutti che nell’ultimo gran premio, Vettel ha perso circa cinque secondi in totale (se facciamo una media di 3 secondi a pit) rispetto agli altri. Per la prima sosta ci sono voluti 4, 5 secondi, per la seconda addirittura 6,5.

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Fare pit lenti è diventata una costante della squadra. A capo di questa squadra c’è Binotto, e far lavorare bene la squadra è preciso compito di un TP. O mi verrete a dire che lui non c’entra niente anche in questo caso?

Qualifica di Leclerc. Voto: poesia. Raramente ho visto un giro come quello di Charles durante le qualifiche. Il pilota che diventa predominante rispetto al mezzo che ha. Quando vedi queste gesta sportive, ti viene da pensare che il mondo sia un posto più bello. Poi il nostro ha rovinato tutto domenica…

Vettel. Voto: senza infamia e senza lode. Una gara incolore. Non poteva fare altro. Speriamo che Sebastian possa salutare degnamente la Ferrari con l’ultimo gran premio della stagione. Lo merita lui, lo meritiamo noi. L’ho già detto e pazienza per gli “odiatori” di Vettel: uno come lui lo rimpiangeremo. E come un incallito romantico, non so perché, ma spero che un domani il tedesco possa finire la sua carriera in Ferrari. D’altronde a Maranello di ritorni eccellenti ce ne sono stati tanti…

Dai, forza e coraggio. Questo mondiale da ricordare per la Rossa, a suo modo un mondiale dei record (negativi s’intende), sta per finire. Per qualche mese non avremo gli incubi sulle prestazioni della Ferrari, sui suoi pasticci, sugli errori marchiani, sul peto-motore che viene scartavetrato da tutti.

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Siamo innamorati, la tifiamo comunque e torneremo a tifarla appena ricomincerà il mondiale. Anche più forte di prima. Gli innamorati sono così.

Ma è proprio brutto lo scoramento che ti lascia questa Ferrari made in Binotto. Speriamo che il TP mi possa far cambiare idea e che Binotto-Crozza diventi solo un ricordo lontano. Io, francamente, ne dubito.


Autore: Mariano Froldi – @MarianoFroldi


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