Analisi Ferrari SF21: più potenza e stabilità. Sara sufficiente?

Analisi Ferrari SF21: più potenza e stabilità. Sara sufficiente?


Partiamo da un presupposto chiaro. Magie non se ne fanno in F1. Soprattutto quando viene deciso di congelare gran parte delle componenti. Concedendo un paio di gettoni simbolici da spendere per agire su determinate aree altrimenti off limits. Che bel quadretto eh? Ma non temete… è solo l’inizio della rivoluzione a stelle e strisce. Guidata da una figura conosciuta e rispettabile come Domenicali. Scambiato per il salvatore della patria, per chi ancora non se ne fosse reso conto, il buon Stefano non assumerà mai sembianze profetiche. Al contrario, abbracciando in toto le volontà statunitensi con nonchalance, l’ex ferrarista ha preso onori e oneri di questa categoria. Sempre più spettacolare ma vuota nell’anima. Eh si… indietro non si torna. Il processo di “americanizzazione” è iniziato. E purtroppo, niente e nessuno potrà cambierà le cose.

Excursus terminato, torniamo a parlare di Ferrari. E magari anche di pista. Partiamo da un presupposto, forse banale, ma necessario al ragionamento: migliorare una vettura come la SF1000 non doveva essere poi così difficile. Non si tratta di una battuta, ma di una semplice constatazione. Con tutti i problemi che aveva, rendere più competitiva la versione “B” di una delle peggiori vetture della storia Rossa, la “famigerata” SF1000, era d’obbligo. Non riuscirci, avrebbe mandato immediatamente gambe all’aria l’intero eforato italiano.

Analisi Ferrari SF21

Il lavoro svolto nella tre giorni bahreinita ha senz’altro portato risultati soddisfacenti. Lo testimonia l’evoluzione in pista attraverso le varie sessioni, con il rendimento delle due vetture migliorato poco a poco. Dei test così “sbrigativi” rispetto al passato, hanno di fatto cambiato i programmi. Per questa semplice ragione, una delle priorità dei tecnici di Maranello era quella di sfruttare al massimo il poco tempo a disposizione, focalizzandosi su di un punto chiaro: cercare di capire, quanto più possibile, il comportamento della nuova monoposto.

Tale obiettivo, fortunatamente, è stato centrato in pieno. Qualche problemino di sottosterzo, dovuto non solo alle nuove mescole Pirelli, è ancora lì. Presenza indesiderata. Ma d’altronde, il telaio ereditato dalla SF1000 non ha subito alcun tipo di modifica. D’accordo… l’affidabilità forse non è stata del tutto ineccepibile, ma dando un’occhiata in giro c’è chi ha vissuto momenti decisamente peggiori in questi test. Pertanto, definire comunque positivo il lavoro svolto non è affatto sbagliato.


Analisi Ferrari SF21: Power Unit

Il vero tallone d’Achille della scorsa stagione non esiste più. Per fortuna, il tanto sperato e chiacchierato passo in avanti c’è stato. La nuova unità 0655/6 è tutt’altra cosa. Ascoltare la sua voce non più affaticata lamentarsi lungo le rette è ora possibile. A tal proposito, secondo informazioni raccolte direttamente da Formulo Uno Analisi Tecnica, oltre ai lavori svolti sul motore a combustione interna, turbo e alimentazione, l’update sulla parte ibrida ha sbloccato un ulteriore piccolo potenziale, in grado di fornire una performance superiore alla SF21 sulla totalità del giro.

Analisi Ferrari SF21

La conferma arriva attraverso gli on board stessi, in grado di fornirci un esempio tangibile della progressione che il propulsore possiede in fase di accelerazione. Mantenendo la velocità per tutta la durata della retta senza quella spiacevole mancanza di potenza un centinaio di metri prima della staccata.


Analisi test Ferrari SF21: telemetria

Diamo ora un’occhiata alle prime telemetrie della stagione. In questo caso mettiamo a confronto i dati di Sainz e di Leclerc, esaminando i giri più veloci realizzati dagli alfieri della Rossa durante la tre giorni di test bahreinita. C’è da dire che non possiamo fare una vera e propria analisi, considerando la differenza di mescole, così come le condizioni della pista certamente non uguali visto lo scarto orario tra le tornate prese in esame.

Analisi Ferrari SF21

Detto ciò, sembrerebbe che la vettura dello spagnolo avesse un carico maggiore. Lo si deduce dalla velocità: leggermente più alta in curva e più bassa alla fine dei rettilinei. Inoltre, osservando la curva degli rpm molto più ripida, possiamo dire che anche la mappatura utilizzata dai ferraristi era dissimile. Durante la stagione scopriremo poco a poco le differenze scaturite dallo stile di guida dei piloti.

Analisi Ferrari SF21

Un piccolo assaggio lo possiamo notare nella rapida successione composta dalle curve 5-6-7. L’approccio del madrileño consiste nel portare una velocità d’entrata superiore, scalando un marcia in meno rispetto a Leclerc. Questo li consente di mantenere una velocità in percorrenza superiore.


Sotto il profilo squisitamente aerodinamico, la cura dei dettagli fa ben sperare. Le diverse novità analizzate (clicca qui per saperne di più) sono sembrate molto interessanti, aggiornando la vettura in varie zone. Lo scopo era quello di migliorare la gestione dei flussi e correggere il comportamento non soddisfacente della SF1000. Ma qui arriviamo al punto. Alla domanda fatidica. L’interrogativo che tortura i tifosi ferraristi. Gli sforzi che il team di Maranello ha profuso su più fronti saranno sufficienti per tornare in alto? Saranno in grado di ridare gloria a una scuderia azzoppata? La domanda è di quelle toste lo so…

Analisi Ferrari SF21

In tanti si aspettano molto dalla Ferrari. È inutile negarlo. Ma come detto all’inizio del pezzo, formule magiche da adottare nella massima categoria del motorsport non ce ne sono. La voglia di tornare a lottare per i posti che contano esiste. È tangibile. Questo è un punto fermo dal quale ripartire. Il low profile adottato dagli uomini in Rosso non nasconde grandi trucchi ma solo una certezza: tanto lavoro e pochi proclami. Dalle info in nostro possesso, la visone ottimistica della dirigenza italiana dipinge una monoposto in grado di lottare al vertice del midfiled. “The best of the rest“, come recitano i cittadini del Regno Unito. L’attesa sta per consumare le proprie forze. Lascerà spazio all’azione nel giro di una settimana. Solo allora scioglieremo i dubbi sul rendimento della SF21


Autore: Alessandro Arcari – @berrageiz 

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