Analisi on board Bottas – GP Imola 2021: torpore e scintille

Dopo un terzo posto nel Gran Premio inaugurale (leggi qui l’analisi degli on board) Valtteri Bottas è immediatamente chiamato al riscatto, a migliorare le sue prestazioni per cercare di rimanere incollato al treno che conduce al titolo iridato. Purtroppo per il finnico il week end imolese non inizia per il verso giusto con una qualifica molto deludente. Il 77 scatta in ottava posizione dopo aver pasticciato con la sua W12 tra i cordoli del tracciato che sorge sulle rive del Santerno.

La gara del finlandese sarà tutt’altro che semplice dato che rimarrà imbottigliato – senza esprimere una reazione convincete – a metà gruppo a seguito di una partenza senza mordente. Le operazioni si concluderanno anzitempo con un botto al giro numero 32 con George Russell protagonista; un incidente per fortuna senza conseguenze ma che poteva costare caro al presente e al futuro della Mercedes considerando la velocità e la dinamica dell’impatto. Pericolo scampato ma zero punti in una classifica per il Boscaiolo. Graduatoria che, dopo solo due gare, pare essere già segnata in un’annata nella quale regna sovrano un sostanziale equilibrio.

Bottas corre il concreto rischio di diventare una semplice spalla in una lotta all’iride che al momento vede solo due credibili contendenti: Lewis Hamilton e Max Verstappen che il GP di Imola l’ha vinto in maniera più che autoritaria.

La gara del “77” inizia dai soliti giri di schieramento che stavolta sono particolarmente importanti per la scelta delle gomme visto che l’asfalto, specie nei primi due settori, è abbondantemente bagnato. Come per il compagno di squadra, Valtteri opterà per le intermedie. Riccardo Musconi, come da consuetudine, chiama il conto alla rovescia prima dello start. Ai trenta secondi il finnico innesta la prima marcia e dà gas. Sin dai primi metri è possibile percepire quanto sia scarsa la visibilità a causa dell’acqua alzata dalle vetture che precedono. Una difficoltà ulteriore quando si parte a metà gruppo in condizioni di bagnato.

Concentriamoci sullo start. Quando è nella sua piazzola, Bottas imposta la posizione PLUS 5 per avere la necessaria trazione all’avvio. Come successo per Hamilton, anche il finlandese userà la seconda marcia per lo spunto inziale. Musconi si apre i radio: “Last car is on the grid“. E’ il segnale che sta per partire la procedura di spegnimento dei semafori. I giri motori salgono… Via!

La partenza non sarà brillante. Dopo pochi metri la vettura 77 fa una evidente scodata in trazione che consente a Lance Stroll di mettersi davanti prima del Tamburello. L’incertezza causa anche l’avvicinamento di Carlos Sainz che in uscita dalla suddetta piega si infila all’esterno guadagnando la posizione. All’approccio della Tosa, Valtteri sarà decimo. E’ l’inizio di una sorta di calvario sportivo che avrà il suo epilogo al giro 32 quando ci sarà l’episodio chiave del GP di Imola 2021.

E’ già tempo di compendio. L’ingegnere imolese fa il punto della situazione dopo il negativo avvio e comunica, durante l’ingresso alla prima della Rivazza, che è stata introdotta la Safety Car causata dall’incidente di Nicholas Latifi.

Alla ripartenza Bottas è esattamente a centro gruppo in virtù del decimo posto occupato. Durante i giri dietro la vettura di sicurezza Musconi suggerisce alcune modifiche alla ripartizione di frenata e fa impostare l’ibrido su posizione 5: “HPP position five” è il comando lanciato. Poco prima della ripartenza Bottas viene avvisato di impostare la modalità STRAT 5 per sopravanzare le macchine che ha davanti. In gara è questo il settaggio dell’endotermico che i piloti Mercedes usano quando vogliono più cavalli.

Nei giri immediatamente successivi la visibilità è molto scarsa come testimonia la foto in basso. Il finlandese si tiene lontano dai guai preferendo non stare troppo vicino alla Aston Martin di Lance Stroll. La vettura anglo-canadese sarà una compagna di avventure visto che il finnico farà molta fatica ad abbozzare un attacco concreto. In questa lunga fase di studio l’ibrido viene settato su posizione 4 e l’endotermico, comando STRAT, su 6 o 7. Musconi dà facoltà al pilota di decidere. Le azioni suddette non portano a risultati evidenti poiché il gap da Stroll continua ad essere intorno ai due secondi.

Le comunicazioni radio in questa fase sono ridotte al lumicino. Una cosa abbastanza anomala per il duo Musconi – Bottas che solitamente si scambiano molte informazioni sia sui settaggi di motore consentiti che sulla condizioni del traffico in pista. A rompere il silenzio interviene in maniera improvvisa, al quindicesimo passaggio, Toto Wolff che si apre in radio per motivare il suo pilota che non riesce a chiudere il gap su Stroll: “Come on Valltteri!” arringa il team principal austriaco.

Al messaggio incitante non v’è risposta. Nè l’ingegnere di pista fa commenti. Seguono almeno tre giri in cui non c’è una singola parola tra i due finché Musconi non chiede indicazioni al suo pilota sul bilanciamento della vettura e sulle condizioni della pista. In una comunicazione abbastanza disturbata arriva la risposta del finnico:

Alla ventiduesima tornata si ferma Vettel per montare gomme slick. La cosa viene comunicata prontamente dal muretto. E’ evidente che si vogliano osservare le mosse del tedesco per capire se la strategia pagherà. Intanto il distacco da Stroll diminuisce lentamente e nel mentre seguono comunicazioni confuse dalle quali si evince che Vettel sta perdendo treno con la mescola media da asciutto.

Al venticinquesimo giro la situazione è immutata: la gara di Bottas fino a questo momento è un anonimo barcamenarsi alle spalle di Stroll senza provare un attacco credibile. Le condizioni della pista nel frattempo migliorano drasticamente e si inizia a concretizzare l’idea di una sosta per cercarie di avere strada libera anche per capire quale possa essere il reale passo della vettura 77. Due tornate dopo è il canadese a rompere gli indugi: entra ai box e pronto arriva il messaggio di Musconi che invita a spingere forte. Poche curve dopo la chiamata perentoria: “Box, box, box“. Contestualmente il tecnico italiano avvisa di prestare massima attenzione all’asfalto nuovo posato in pit lane. La cura del dettaglio per non lasciare nulla al caso.

la sosta fila via rapida e senza intoppi. Musconi avvisa del sopraggiungere di Stroll che si troverà nuovamente in lotta con Bottas. Importante indicazione viene data sulle gomme. Si fa esplicito riferimento alla difficoltà a mandarle in temperatura. Cosa che conferma che i problemi in tal senso non sono arrivati solo per Hamilton. Quella delle temperature è materia critica per Brackely. Il divieto di utilizzo del DAS si fa sentire, specie in situazioni di pista fredda e bagnata. Il Dual Axis Steering, modificando l’angolo di convergenza delle ruote anteriori, aumentava o diminuiva l’attrito dello pneumatico in base alle esigenze. Con relativo incremento o decremento delle temperature. La W12 oggi patisce nelle fasi di partenza e di ripartenza proprio perchè non può contare sul rivoluzionario sistema.

Il pilota viene avvertito che ci sono bandiere blu per consentire a Max Verstappen di effettura il doppiaggio. Poco dopo viene avvisato che Hamilton è scivolato in settima piazza per l’errore alla Tosa.

Sono i momenti che precedono l’incidente. l’ing. Musconi preannuncia che Russell è ormai arrivato e che è più veloce. Alla Rivazza Bottas viene avvisato che il britannico è ad appena mezzo secondo. L’utilizzo del DRS è cosa sicura. In questa fase la regia indugia sulle telecamera posta sull’ala anteriore della monoposto 77, quindi, per avere una visuale migliore dei fatti, ci spostiamo sulla vettura di Russell che ci dà un punto di vista privilegiato sull’accaduto.

Bottas tiene l’interno mentre si approccia al Tamburello. Non fa evidenti cambi di direzione, la sua condotta è pulita. Russell succhia tutta la scia e si avvicina minaccioso. La pista piega leggermente verso sinistra e il talentino della Williams vede un pertugio tra Bottas e l’erba nel quale pensa di potersi infilare. Evidentemente sbaglia la valutazione degli spazi e della velocità e impatta la vettura anglo-tedesca. Parte una carambola impazzita che fa sbattere Bottas prima sulla sinistra per poi tagliare la pista e fermarsi sulla parte opposta. E’ stato stimato che il primo impatto di Valtteri col guard rail sia arrivato a circa 303 km/h. Se i piloti sono usciti illesi è solo per i passi da gigante fatti sul frangente sicurezza. Ricordiamo che nello stesso punto si consumò il dramma di Ayrton Senna.

L’ingegner Musconi chiede subito conto delle condizioni del suo pilota che rispionde col tono provarto e con parole non proprio oxfordinae. Cosa assolutamente comprensibile data la situazione.

Le conversazioni terminano con l’invito ad abbandonare la macchina una volta capito che il finlandese non ha bisogno dell’intervento del medico.

Si chiude così un week end di gara da dimenticare per Bottas che ha avuto un inizio campionato molto complicato, il peggiore da quando è in Mercedes. Il distacco dal compagno di squadra è già molto importante e potrebbe configurarsi sin da subito un ruolo da spalla senza velleità di titolo. Brackely, per la prima volta dopo anni, si trova nell’inedita situazione di avere una concorrenza molto agguerrita. La Red Bull pare essere ancora leggermente avanti o quanto meno alla pari della W12 di Hamilton. Wolff lo sa ed è ben conscio che perdere punti lasciando libertà di duellare ai suoi alfieri è una manovra troppo rischiosa in questa fase.

L’incidente ha solamente suggellato una prova scialba fatta da una qualifica pasticciata e da una gara condotta in maniera sparagnina, senza mordente. L’intervento motivante in radio di Wolff è quasi un inedito. Una sorta di segnale che si pretende molto di più da un pilota che, alla quinta stagione in AMG, sta dimostrando una preoccupante regressione. L’auspicio è che si tratti solo di una fase negativa e che a Portimao possiamo vedere il miglior Valtteri.

Autore: Diego Catalano – @diegocat1977

Foto:F1TV

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