Il Pagellone “energizzante” del Froldi: quando una bibita ti mette le ali…

Il Pagellone “energizzante” del Froldi: quando una bibita ti mette le ali…


Sarò sincero: farei pure un patto con il diavolo per veder perdere i neri ex grigi (l’attuale livrea tra l’altro è bellissima), anche se ne riconosco le qualità e la legittima supremazia. Non ha alcun senso fingere un’oggettività, almeno nel pagellone, che non sono tenuto ad avere o mostrare.

Così, domenica, dopo il gran premio, mi sono bevuto una Red Bull. Non mi piace molto, ma dovevo simbolicamente festeggiare una vittoria diversa. Uno strappo che indica, forse (e è un grande forse) un’inversione di tendenza.

E poiché sapete quanto io sia stanco di vedere vincere “quelli là”, anche Verstappen mi diventa simpatico… per disperazione.

E meno male che abbiamo questi della Red Bull, che mette le ali allo spettacolo e ci dà finalmente una squadra che può degnamente insidiare la Mercedes. Quello che alla Ferrari è capitato forse per due anni (2017-18). Ma la sensazione è che la Red Bull abbia tutto per lottare sino alla fine, visto che di norma sono quelli che più progrediscono nello sviluppo della monoposto durante il mondiale. Tuttavia non è detto che basti.

Metto subito le mani avanti. Sarà durissima per la Red Bull. Tenendo conto dello squadrone praticamente perfetto che hanno contro e del fatto che Hamilton è ancora al suo massimo, credo sia più probabile che alla distanza vincano ancora “quelli là”.

Ma se dovesse accadere, putacaso, che nell’anno del Signore duemilaventuno gli anglo-tedeschi siano finalmente detronizzati, sarebbe qualcosa di epico, da scrivere negli annali della storia di questo sport. E allora prometto solennemente che berrò per un mese intero, con chissà quali conseguenze sul mi peso forma, la nota bevanda energizzante.

Il Pagellone “energizzante” del Froldi: quando una bibita ti mette le ali…

Mad Max Verstappen. Voto: 10 e lode. Ha azzannato l’avversario subito. O la va o la spacca. E ha gestito la gara in modo perfetto. Quando c’era da allungare lo ha fatto, quando c’era da gestire idem. Perfetto.

Red Bull. Voto: 10. Hanno indovinato tutto. E la “teoria” delle due punte contro una ha funzionato alla grande. Quando sono partiti, mettendosi a ventaglio uno da una parte e uno dall’altra, con al centro del sandwich Hamilton, hanno fatto capire che se l’erano preparata, eccome. Ma il punto fondamentale della gara è stata la chiamata ai box per Max. Nel momento giusto. Questo fa un team che aspira a vincere il mondiale.

Hamilton. Voto: 9. Anche lui sbaglia, ma mentre di solito uno resterebbe piantato nella ghiaia e amen, il nostro fa una retromarcia che ho trovato pericolosa (ma pare siamo in pochi a pensarla così), riparte e, poco dopo, gli astri propizi con il mega scontro Russel-Bottas gli spianano la strada per la bandiera rossa. Il resto lo fanno la sua auto e il suo talento. E alla fine della gara, da nono è secondo. Mettiamo insieme le cose: è un campionissimo. La Fia di solito con lui è particolarmente indulgente (questione annosa) e, se ancora non bastasse, arriva la benevolenza degli dei. Sarà pure vero che la fortuna aiuta gli audaci, ma qui siamo all’accanimento terapeutico!

Mercedes. Voto: 8. Sotto pressione dunque, anche loro possono sbagliare. Vedi pit stop di Hamilton.

Bottas. Voto: 3. Un pilota che è sembrato completamente allo sbando, in ombra. Come se avesse incassato un destro micidiale da KO tecnico.

Scontro Bottas-Russel. Voto 50/50. A mio parere c’è un concorso di colpa da parte di entrambi: la foga del giovane e “l’accompagno” del gregario (domenica imperfetto) che un pochino allarga la traiettoria.

Il Pagellone “energizzante” del Froldi: quando una bibita ti mette le ali…

Dichiarazioni di Toto (non in italiano credo) su Russel. Voto: opache (nella sostanza e della forma).

Non puoi pretendere che un tuo futuro pilota sia già ora ai tuoi ordini. E Russel non è un Ocon qualsiasi (quello che, in un altra scuderia, parlava di Toto come del suo “boss”).

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Binotto. Voto: 6 meno. Per la prima volta l’ho sentito parlare come un team principal. Eureka.

SF21. Voto: bicchiere mezzo vuoto. Qualcuno ha parlato di bicchiere pienissimo e esagerando, straripante. Siamo sempre lì: dipende dalla prospettiva. Se guardiamo alla povera carretta SF1000 siamo in paradiso. Se guardiamo ai valori assoluti siamo quarti. E non ci sono molti margini per migliorare (per il regolamento, fondamentalmente).

A voi va bene una Ferrari ai piedi del podio? A me no.

Leclerc. Voto: 6 1/2. A mio parere si è fatto un poco sorprendere nella ripartenza. Per il resto non poteva fare molto di più.

Sainz. Voto: 6 più. Ha commesso molti errori. Scusante il fatto che i geni della Fia hanno deciso soli tre giorni di test premondiali, che impediscono al pilota che cambia scuderia di prendere confidenza con una monoposto e procedure che non conosce. “Viva la sicurezza!” urlano a squarciagola. E poi… Sgeni.

Masi. Voto: a che gioco stiamo giocando?

Ho capito che se mescoli le carte e cominci a cambiare continuamente le regole crei confusione e lo chiami spettacolo, ma ha senso dire ai piloti, a poche curve dal via, il tipo di partenza che avranno? Sono basito. Viva la sicurezza-bis!

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Norris. Voto: 9. Davvero un gran pilota. Darà molto filo da torcere nella rincorsa della Ferrari al terzo posto…


Autore: Mariano Froldi – @MarianoFroldi

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