Norris, il sapore di un campione in divenire

Norris, il sapore di un campione in divenire

Dal paradiso all’inferno e ritorno: in estrema sintesi, questo il weekend di Lando Norris. Un felice epilogo tutt’altro che scontato, dato che al venerdì,  di McLaren non era pervenuta traccia nelle posizioni di vertice. L’inglese, però, ha tratto dalla prima giornata di libere le giuste indicazioni, ponendo solide basi su cui costruire, con una guida maiuscola, un fine settimana italiano da incorniciare.

I primi segnali erano giunti in FP3 con il secondo miglior crono della vettura numero 4 e avevano trovato conferma in una super qualifica, con la Q3 conclusa clamorosamente in seconda piazza, ad un battito di ciglia (43 millesimi) dietro al poleman Lewis Hamilton. Una gioia fulgida quanto fugace: tempo immediatamente cancellato per track limit alla curva 9, la Piratella. Regola contestata e contestabile, assurda su un circuito come Imola in cui se sbagli paghi insabbiandoti o finendo in barriera (chiedere a Tsunoda) e in cui, di certo, non guadagni in quel modo. Il viso fra le mani di Andrea Stella, racing director del team di Woking, di fronte all’inevitabile applicazione della norma, ha plasticamente rappresentato lo stato d’animo di ogni appassionato di fronte allo scempio di un’ingiustizia sportiva. Lando si qualifica, così, in settima piazza, dietro il compagno di squadra Ricciardo: il sogno pare andato in pezzi, in lucide schegge difficili da rimettere insieme il giorno dopo.

Eppure, la reazione vincente inizia da qui: nessuna polemica o parola stonata che avrebbe anche potuto suonare legittima, data la discutibilità della regola infranta ma, al contrario, l’ammissione via social dell’errore, accompagnata sì da una comprensibile frustrazione, ma unita al desiderio di guardare, e da subito, avanti. 

Ed eccoci alla corsa-gioiello del giovane britannico, la cui chiave è stata il non commettere alcun errore (cosa riuscita a pochi in condizioni di pista dinamiche, in continua evoluzione fra bagnato, umido ed asciutto) e il costante ottimo ritmo. Dopo sei tornate, Lando è in nona piazza a causa di una non buona partenza ma, due giri dopo, realizza un brillante sorpasso che resterà fra gli highlights della gara. Manovra “a tre” che si apprezza ancor di più dall’onboard della sua McLaren: preparata sin dall’uscita della Rivazza e portata a termine in condizioni di scarsa visibilità dopo il rettilineo di partenza ai danni di Sainz, che supera all’interno sulla destra e, per poco, anche a quelli di Gasly. (Che comunque passerà al giro successivo, portandosi in sesta posizione). 

Altra fase interessante del GP di Norris è quella intorno al 15esimo passaggio, quando si trova appena dietro al compagno di squadra, Daniel Ricciardo. Dalla radio arriva l’ordine di scuderia verso Honey Badger a favore di Lando “E’ più veloce”. Il numero 5 esegue e lascia strada al teammate: il distacco immediatamente inflitto dall’inglese a Ricciardo, otto secondi e mezzo in sei giri,sentenzia la legittimità della decisione e fotografa anche l’attuale divario fra i due driver McLaren. Daniel di certo sta scontando un fisiologico adattamento ad una nuova vettura e squadra, questo fine settimana reso ancor più ostico dal guidare la MCL35M per la prima volta su un circuito diverso da quello di Sakhir. Al netto di ciò, però, la sensazione di questo avvio di stagione è quella di un Norris in grande ascesa, il cui processo di consolidamento complessivo pare stia subendo un’accelerazione significativa e potenzialmente decisiva per la futura parabola della sua carriera. 

Anche alla ripresa della corsa, dopo la bandiera rossa dovuta al devastante impatto fra Russell e Bottas, la musica per Lando non cambia: sfruttando la gomma soft, passa subito Leclerc (che paga l’assetto da bagnato in quel momento superato dalle condizioni meteo e del tracciato), portandosi in seconda piazza e ad un secondo e mezzo da Verstappen, che poi tornerà ad allungare. Dietro, la rimonta di Hamilton, dopo l’errore in doppiaggio alla Tosa che lo fatto precipitare in ottava posizione, è furiosa e, a sei giri dal termine, raggiunge Norris. Anche qui, l’alfiere McLaren, evidentemente su un mezzo inferiore, fa il suo, riuscendo a tenersi dietro Lewis per tre tornate. 

Finisce con il terzo posto ad Imola (così come nel mondiale piloti) e tanta felicità: meritata, rincorsa, (ri)costruita su una pista che da sempre esalta i piloti dal miglior “manico” e che Lando ha saputo interpretare egregiamente. Non l’exploit di una gara fortunata, quindi, ma il risultato di un disegno graduale partito in sordina il venerdì e scolpito da talento, determinazione, capacità di messa a punto della vettura, adattamento a condizioni estremamente variabili e costanza di ritmo alto in ognuna di esse.  Tutti aspetti che non hanno niente di estemporaneo, ma il sapore di un campione in divenire. 


Autore:Elisa Rubertelli – @Nerys__

Elisa Rubertelli
Le parole creano universi e io ci vivo immersa, in precario equilibrio sul filo del tempo. Il mio ossigeno è di carta. Bookblogger, SMM Festival del giornalismo Culturale, Ayrton Senna Sempre, in love with F1 since 1984, Radio addicted, tennis lover.

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