Gp Francia 2021 – analisi strategica: Verstappen e Leclerc su due soste, ma per ragioni diverse

Il settimo appuntamento del mondiale di F1 2021 viene condizionato pesantemente dalla gestione degli pneumatici Pirelli e soprattutto dal graining. La pioggia caduta al mattino e le temperature più basse portano ad alterare i valori visti nel corso del weekend. La situazione però ovviamente non può essere sintetizata solamente tramite una semplice considerazione, quindi oggi, in questo nostro percorso, cercheremo di vagliare tutti gli aspetti che potrebbero aver portato, specialmente Ferrari a mostrare un livello prestazionale al di sotto delle attese. Come di consueto, procederemo facendo uno step alla volta.


Gp Francia 2021 – analisi strategica: Pirelli

Max Verstappen (Red Bull) è riuscito a vincere il Gran Premio di Francia, dopo aver ripreso il comando un giro prima della bandiera a scacchi, grazie ad un’insolita strategia a due soste. Primo stint su Yellow Medium, secondo su White Hard e poi nuovamente su Medium. L’olandese è stato anche l’unico pilota nel gruppo di testa a effettuare questo tipo di strategia. Lewis Hamilton (Mercedes) era riuscito a prendere la testa della corsa alla prima curva, ma quando Verstappen ha effettuato la sua seconda sosta ha scelto di restare fuori e di puntare sulla tattica ad un solo pit: Medium-Hard. La stessa utilizzata dalla maggior parte dei piloti. L’altro, oltre a Verstappen ad aver effettuato due soste è stato Charles Leclerc su Ferrari, classificatosi 16°.

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Gp Francia 2021: tutte le strategie di gara

La maggior parte dei piloti, compresi i primi in griglia, ha optato per una partenza su pneumatici Medium. Solo i due dell’Aston Martin, assieme a quelli Alfa Romeo, ad Esteban Ocon (Alpine) e a Nikita Mazepin (Haas) hanno scelto di utilizzare le mescole Hard. Nessuno ha invece adottato la Soft in gara. I primi otto classificati sono tutti partiti con pneumatici a mescola Medium, mentre Sebastian Vettel (Aston Martin) è stato il pilota che si è classificato meglio tra coloro che hanno adottando la mescola Hard alla partenza. Vettel ha fatto uno stint di apertura di 37 giri su pneumatico a banda bianca, prima di passare al Medium e terminare la gara nono davanti al compagno di team che ha scelto la medesima strategia.

Le temperature sono state notevolmente più fresche rispetto ai due giorni precedenti. La pioggia caduta in mattinata si è asciugata in tempo per la gara, ma ha pulito la superficie dalla gommatura. Mentre la temperatura ambiente è rimasta intorno ai 27°C, la temperatura della pista è scesa a circa 37°C: quasi 15 gradi in meno rispetto alle prove libere e alle qualifiche.

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Gp Francia 2021: alcuni dati sugli pneumatici

Queste le considerazioni di Mario Isola, responsabile F1 e car racing, rilasciate al termine del Gp: “La gara si è trasformata in una battaglia strategica intensa ed emozionante. La pioggia caduta al mattino ha creato una serie di incognite: la pista ha subito un reset e le temperature asfalto si sono abbassate. Questi, assieme al vento sono stati dei fattori determinanti in quello che è stato l’esito finale della gara. Aspetti che hanno contribuito ad un aumento del graining in particolare sull’anteriore sinistra“.

Di conseguenza” prosegue il manager italiano, “anche se ci si aspettava una sosta, si è creata anche la possibilità di effettuare due pit, scelta decisiva per Red Bull e Max Verstappen. Le strategie a una o a due soste si sono rivelate molto simili, come tutti hanno potuto vedere, e ci è voluto molto impegno per sfruttarle entrambe al meglio. Congratulazioni a Max Verstappen e alla Red Bull per il capolavoro strategico di oggi. La lotta al vertice ha tenuto tutti con il fiato sospeso fino all’ultimo giro”.


Gp Francia 2021 – analisi strategica: graining assoluto protagonista di giornata

Prima di iniziare a parlare dei tatticismi domenicali è giusto ricordare la definizione del fenomeno che ha condizionato la gara e il conseguente risultato. Il graining si manifesta sugli pneumatici a causa di un elevato stress a fatica. Si presenta generalmente in condizioni di pista sporca o non gommata e con temperature ambientali piuttosto basse. Una delle ragioni più comuni che porta ad avere graining all’anteriore è l’utilizzo di un assetto non opportunamente bilanciato che produce sottosterzo e il conseguente scivolamento della vettura.

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Nell’immagine, oltre al sorpasso di Verstappen su Bottas, si può notare del graining, in questo caso sull’anteriore destra di entrambe le monoposto.

Con queste parole Mario Isola, in passato, aveva lui stesso dato una spiegazione del fenomeno: “Il graining tende generalmente ad innescarsi nella prima fase di utilizzo degli pneumatici, quando questi vengono molto sollecitati prima di aver raggiunto le condizioni ottimali di temperatura. La superficie della gomma troppo fredda non riesce a fornire il grip richiesto e scivola, comportando dei fenomeni di abrasione tra mescola e asfalto. Si formano così dei riccioli di mescola sul battistrada che ne accelerano usura e degrado”.

Data la definizione da ‘manuale’ andiamo a ricercare similitudini con quanto avvenuto ieri. Al mattino aveva piovuto con la pista ha subito un reset in termini di gommatura. Questo potrebbe essere il fattore che ha contribuito maggiormente all’innesco del fenomeno assieme alle temperature che sono state più basse di 15°C rispetto alle precedenti sessioni del weekend. Tuttavia queste due evidenze non sono sufficienti per permetterci di dire che siano stati esattamente questi i fattori scatenanti.

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Gp Francia 2021: il sorpasso agile di Norris (McLaren) su Charles Leclerc (Ferrari)

Perché diciamo questo? La risposta è abbastanza semplice. Ad Imola, per esempio, secondo appuntamento della stagione 2021, abbiamo avuto condizioni climatiche anche più avverse di queste. La gara italiana è iniziata sul bagnato per poi terminare sull’asciutto. Le temperature del tracciato in tale circostanza si sono attestate attorno ai 17°C sotto la pioggia iniziale. Gomme utilizzate in occasione del Gp del Made in Italy: le stesse avute ieri in Francia, ovvero Hard C2, Medium C3, Soft C4. Nessuno però ha lamentato problemi di graining in Italia.

Allora però da cosa può essere dipeso? Sicuramente il tracciato più sporco e l’abbassamento di temperatura hanno influito, ma il tutto deve essere stato aggravato dalla scelta fatta a livello di set-up dai team. Leclerc ad esempio, già al termine delle qualifiche di sabato aveva ammesso di non esser riuscito a massimizzare la prestazione in qualifica a causa del comportamento troppo sottosterzante della SF21. La vettura ha continuato a manifestare quest’attitudine anche in gara e non a caso possiamo indicare nella persona di Charles il pilota che ha sofferto maggiormente l’usura degli pneumatici ieri.

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Mattia Binotto, team principal Ferrari

La situazione è molto più complicata di quello che possa sembrare. Inoltre, a fine gara anche il team principal della Ferrari, Mattia Binotto, seppur non lanciandosi in un’analisi più approfondita, è parso comunque voler attribuire le cause del problema più a ragioni di set-up piuttosto che a quelle ambientali: “Quando uno parla di graining fa riferimento anche allo scivolamento della ruota sull’asfalto e alle temperature delle gomme, forse, troppo elevate. Lo vedremo dalle analisi. Tra le ipotesi c’è il surriscaldamento delle stesse”. Come detto il sottosterzo causa scivolamento, che a sua volta tende ad innalzare le temperature delle coperture facendole schizzare oltre il range ottimale di funzionamento.

La Ferrari non è stata comunque l’unica a soffrire di questo fenomeno. Quasi la totalità dei piloti ha dovuto fare gli straordinari in termine di gestione delle coperture ieri. Purtroppo i piloti della SF21 sono quelli che ne hanno pagato il prezzo più alto. Gara compromessa dalle gomme anche quella di Carlos Sainz Jr che però, almeno, riesce a sopravvivere e raggiungere un risultato più dignitoso del compagno di squadra anche se comunque fuori dalla zona punti. Tra coloro, invece, che hanno risentito meno del graining troviamo le Red Bull, Norris con la McLaren e le due Aston Martin.


Gp Francia 2021 – analisi strategica: il graining non influenza le scelte dei team

Nonostante sia stato evidente come il fenomeno del quale abbiamo discusso finora, abbia avuto un impatto abbastanza importante sul ritmo dei piloti, il pensiero della quasi totalità dei team è stato inamovibile. Si era deciso di terminare la gara con un pit stop e così è stato fatto. Gli unici ad andare sulle due soste sono stati, seppur per ragioni molto diverse Verstappen (Red Bull) e Leclerc (Ferrari). Tuttavia, con Charles è stato abbastanza chiaro che chi aveva seri problemi nella gestione delle gomme avrebbe molto probabilmente dovuto effettuare 4 soste per esser in grado di mostrare un passo competitivo in tutti i propri stint. Per il monegasco, che si trattasse di Hard o di Media non v’era alcuna differenza, il suo ritmo è stato competitivo solamente nel corso dei primi 10 giri di ogni suo run per poi morire definitivamente in torno al 14° passaggio.

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Charles Leclerc, Ferrari, effettua la prima sosta montando mescole Hard (14° giro)

Ovviamente i quattro pit erano una battuta, ma non credo sia sbagliato pensare che se solo Charles avesse avuto un ulteriore set di Medium o di Hard in cascina avrebbe potuto effettuare benissimo 3 soste ieri. La ragione per cui è stato autore di uno stint centrale su gomma Hard così lungo (24 tornate), nonostante lo scarso livello di competitività mostrato nello stesso, è da affibbiarsi soltanto al numero di set rimasti a disposizione del pilota. Un unico treno di Medie che poi verrà montato nel finale, guarda caso, proprio a 14 giri dal termine. Tornate che non saranno nemmeno sufficienti ad avere la meglio dell’Alfa Romeo di Giovinazzi, raggiunto nel corso del 45° dei 53 giri previsti, ma mai superato. 16° Charles al traguardo.

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Charles Leclerc, Ferrari, monta un secondo treno di Medie per affrontare il tratto finale del Gp.

Per tutti quelli che hanno deciso di andare su un’unica sosta, a differenza di pochi eccezionali casi, si è trattata di una gara di sofferenza nel tentativo di limitare quantomeno i danni. Impresa riuscita perfettamente a Ricciardo e Alonso, visti andare in difficoltà diverse volte nel corso della gara. Per Hamilton, che riesce anche in un momento a ripulire le gomme Hard dal graining accumulatosi sopra le sue coperture anteriori, per poi essere costretto nel finale a cedere il passo all’arrembante Verstappen, forte della mescola Media montata a 20 giri dal termine.

Nessuno monta la mescola Soft. Ritenuta critica già nel corso delle prime giornate del weekend, nessuno se l’è sentita di sperimentare il comportamento di questo compound alla domenica.


Gp Francia 2021 – analisi strategica: premio gestione gomme a Perez, Norris, Vettel e Stroll

Perez (Red Bull) e Norris (McLaren) costruiscono il proprio risultato finale curando brillantemente la gomma Media nel corso del loro stint iniziale. 24 le tornate effettuate per entrambi su questo compound (10 in più di Leclerc). Questo allungo permetterà a Checo di agguantare il podio ai danni di Bottas nel finale, mentre al giovane britannico di giungere 5° al traguardo nonostante sia stato autore di un brutto avvio di gara che lo aveva visto arretrare fino alla decima posizione. Avere gomme Hard più nuove degli avversari nel corso del secondo stint ha certamente fatto la differenza.

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Sergio Perez arriva sul terzo gradino del podio superando Valtteri bottas nei giri finali

Discorso simile per Vettel e Stroll. Anche per loro si è rivelata cruciale la gestione della mescola nel primo stint che però nella circostanza a differenza della maggior parte dei piloti, era una Hard (su questa strategia, al pari delle due Aston Martin, anche Ocon, Giovinazzi, Raikkonen e Latifi; Gp non particolarmente brillante il loro). Sebastian allungando la prima parte fino al 37° giro riesce a guadagnare 3 posizioni, concludendo in P9 subito alle spalle di Fernando Alonso, mentre Stroll, montando la Media al 34° passaggio riesce a risalire dalla 19° alla 10° posizione finale.

Questi sono anche gli unici 4 piloti che hanno voluto e saputo sfruttare al meglio l’overcut.


Gp Francia 2021 – analisi strategica: Verstappen vince su due soste

In conclusione diamo uno sguardo a quella che è stata la strategia vincente della gara. Verstappen dopo aver perso la posizione su Hamilton, a causa di un errore al via, condizionato anche dall’ingresso ai box di Valtteri Bottas, decide di effettuare anche lui la sosta riuscendo a riprendersi la testa della gara con un ottimo undercut nei confronti del pluricampione britannico. Bottas, uno dei pochi piloti a non esser riuscito a superare il proprio avversario tramite undercut. Se vi fosse riuscito forse si sarebbe assistito ad uno scenario ben diverso. Hamilton ha pagato il fatto di aver atteso un giro di troppo prima di andare ai box. In Mercedes non credevano che Max sarebbe riuscito a recuperare 3 secondi (il gap che separava i due prima della sosta) in un solo giro. Evidentemente si sbagliavano. Fermarsi un giro dopo Bottas avrebbe forse portato Max a cercare di allungare la prima parte di gara e difficile dire come sarebbe potuta finire.

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Lap Chart Gp Francia 2021

Fatto sta che Verstappen, riuscito a riprendersi la leadership (19° giro), decide questa volta di non commettere lo stesso errore fatto in Spagna e di andare dunque ai box prima dell’avversario per mettere gomma Media (32° passaggio). Il risultato è lo stesso visto a Barcellona ma a parti invertite, anche in questo caso, la seconda sosta ha permesso al pilota che l’ha adottata di vincere la gara. Tuttavia, dobbiamo dire che in termini di tempo totale, le due tattiche a una e due soste sono state molto simili tra loro. Max riuscirà a superare nuovamente Lewis solamente nel corso del 52°esimo giro dei 53 previsti.

Forse visti i problemi di graining sofferti dalle Frecce Nere (comportamento peggiore rispetto alle Red Bull), ha ragione Bottas nel dire che nel loro caso la strategia a due soste sarebbe potuta essere migliore. Stavolta a Valtteri va almeno dato il beneficio del dubbio. Piccolo appunto finale in merito al giro veloce del Gp. In tanti si sono chiesti le ragioni per cui Valtteri, oramai battuto dal messicano della Red Bull, non abbia deciso di rientrare ai box nel finale per tentare di rubare il punto addizionale a Max Verstappen (1’36”404). Come ha spiegato il finlandese, la direzione gara in quel frangente aveva aperto un’investigazione nei propri confronti e di quelli di Perez. Per cui era importante restare vicini alla vettura #11 nel caso venisse penalizzata (possibile irregolarità al momento del sorpasso). I commissari riveleranno la propria decisione solamente pochi istanti dopo la bandiera a scacchi, liquidando la faccenda con un ‘no further action‘.


Autore: Marco Sassara – @marcofunoat

Foto: Formula Uno – Mercedes – Ferrari – Red Bull – Pirelli

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