martedì, Giugno 25, 2024

Stop alle gallerie del vento dal 2030: la proposta scuote i team principal

Stop alle gallerie del vento dal 2030: la proposta scuote i team principal


Alla fine della scorsa stagione, la F1 Commission ha discusso, mediante l’utilizzo di un voto esplorativo, della possibilità di vietare del tutto l’utilizzo della galleria del vento entro il 2030 a favore dei moderni mezzi di simulazione: il CFD (Computational Fluid Dynamics – Fluidodinamica Computazionale). Al termine del ‘sondaggio’, secondo ‘Autosport,’ 8 team su 10 si sono dichiarati a favore sostenendo i principi alla base della proposta: riduzione dei costi e impatto ambientale. Fattore quest’ultimo che lega la proposta all’obiettivo che FIA e F1 si sono poste nel voler diventare del tutto carbon neutral entro tale data.

I tunnel richiedono dei grandi quantitativi di energia elettrica per essere messi in opera, con costi stimati in 1 milione di sterline annui per ogni singola squadra. Valore che avrebbe già portato diversi team a cercare di ridurre le spese ricorrendo all’utilizzo di fonti ad energia rinnovabile.

Stop alle gallerie del vento dal 2030: la proposta scuote i team principal
Christian Horner, team principal Red Bull Racing

Tra le squadre a favore di una sua introduzione troviamo la Red Bull, con Adrian Newey, responsabile del progetto, andato a definire senza mezzi termini i wind tunnel come antiquati. Mentre il suo team principal, Christian Horner ha cercato di articolare meglio la sua posizione: “La galleria del vento offre un test non molto efficiente e per questo non molto rispettoso nei confronti dell’ambiente. Il mondo del CFD si sta evolvendo molto rapidamente e se si pianifica tutto nel modo giusto, credo che tra 10 anni si possa fare a meno di questi enormi dinosauri, facendoli diventare così un lontano ricordo. La F1 dovrebbe essere all’avanguardia della tecnologia ha sentenziato.

Chi invece ha deciso di mantenere una posizione un po’ al limite è il team principal della Ferrari, che pur essendo a favore ha ammesso di ritenere essenziale in tutto questo le tempistiche per una sua approvazione: “Penso che tutte le squadre siano aperte alla discussione e disponibili ad accettarla come decisione finale. Soprattutto perché è un qualcosa che non ci riguarderà nell’immediato. Il discorso sarebbe diverso qualora questa decisione avesse un impatto diretto sui prossimi regolamenti”.

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Mattia Binotto, team principal Ferrari

Non siamo ancora pronti a rinunciare alla galleria del vento ha però avvertito Mattia Binotto. “Il lavoro dei tecnici negli ultimi tempi si è sempre suddiviso in simulazione e test fisico. Credo che i test siano ancora molto importanti, indipendentemente da cosa si vada ad esaminare. Se il suo utilizzo venisse vietato di colpo oggi, allora si dovrebbe ricorrere a dei test su pista, e questo farebbe lievitare ulteriormente i costi. Non credo che i tempi siano maturi per prendere una decisione simile”. Ha concluso il manager italiano.

Perché allora se ne è cominciato a parlare? L’idea sembrerebbe aver preso piede negli ultimi tempi quando i tecnici delle squadre sono accorsi in aiuto della FIA nella definizione delle normative 2022 proprio mediante l’utilizzo dei sistemi CFD. Un potente ed efficace strumento che sta sopperendo bene alle già imposte limitazioni all’utilizzo della galleria del vento in base alla classifica iridata (maggiori info qui). Sfruttando questo principio si potrebbe man mano procedere ad una costante riduzione delle ore da trascorrere all’interno del wind tunnel fino ad assistere alla sua definitiva scomparsa.

Ovviamente, ritrovatesi anche a fare i conti con il budget cap, le squadre hanno compreso che qualora riuscissero a sbarazzarsi della galleria del vento, le casse ne avrebbero giovato non poco.  Prima si è parlato solamente delle spese riguardanti il costo dell’energia elettrica, al quale però vanno anche aggiunti quelli di gestione (personale, materiali, macchinari) e di progetto (modellistica). Per contro, l’utilizzo di supercomputer così sofisticati, adatti alla rapida elaborazione di dati, non è certo a costo ed impatto zero, ma si può affermare che le cifre non sono neanche lontanamente paragonabili tra loro.

Stop alle gallerie del vento dal 2030: la proposta scuote i team principal
Marcin Budkowski, direttore Alpine

Tuttavia c’è anche chi, cavalcando il tema sollevato da Binotto, vede più rischi che benefici. Tra questi il direttore dell’Alpine, Marcin Budkowski, il quale ha sottolineato che: Vietare del tutto l’utilizzo della galleria del vento farebbe probabilmente perdere ai tecnici la correlazione dati con la pista. Il rischio sarebbe elevato”. Tuttavia, al contempo ha anche riferito di ritenere possibile un cambiamento del genere da qui ai prossimi 10 anni, e quindi questo lo pone sostanzialmente dalla parte dei favorevoli.

Dunque, una volta visionati i pareri dei sostenitori, non ci resta che sollevare le questioni dei contrari, che sorprendentemente vengono incalzate da Aston Martin e Mercedes. “Quando si va a sviluppare un’auto di F1 entrano in gioco così tante variabili che neanche i moderni mezzi di simulazione sono in grado di risolvereha affermato Otmar Szafnauer. “Facendo a meno della galleria del vento, sicuramente ci si ritroverà sempre a fare dei conti con elementi in macchina che non rispecchiano esattamente quello che si vuole realizzare. Quando userai quel componente per la prima volta e ti renderai conto che non funziona a dovere, poi sarai costretto ad accantonarlo e provarne un altro. Non si farà atro che trasferire la spesa dalla galleria alla pista”.

Stop alle gallerie del vento dal 2030: la proposta scuote i team principal
Otmar Szafnauer, team principal Aston Martin

Il manager della squadra di proprietà Stroll ovviamente tende anche un po’ a tirare acqua al proprio mulino dal momento che il team sembrerebbe essere in procinto di costruire una propria wind tunnel. Qualora la proposta dovesse essere approvata, si avrebbero solamente pochi anni a disposizione per ammortizzare l’investimento fatto: “E’ vero. Ci stiamo organizzando per procedere alla ostruzione di una nuova galleria del vento. Credo che avere una galleria del vento di proprietà sia ancora un grande elemento di differenziazione nel nostro sport. È per questo che stiamo seriamente considerando la costruzione del tunnel e probabilmente la inizieremo presto. La sfida sarà costruirla in un paio d’anni, così da poter usufruire di essa per un periodo abbastanza decente qualora questa dovesse essere davvero abolita nel 2030”.

A sostegno della tesi di Szafnauer, anche Toto Wolff, il quale ritiene tale proposta una minaccia per la sicurezza dei piloti: “Visti i presupposti, credo che entro qualche anno la proposta si concretizzerà. Tuttavia è un cambiamento normativo così massiccio da andare a coinvolgere anche alcuni aspetti di sicurezza: non dobbiamo dimenticare che quelle a cui lavoriamo sono le auto più veloci di tutto il pianeta. Il carico aerodinamico che sono capaci di generare è enorme e di certo non vogliamo che siano i piloti a sperimentare per primi le soluzioni uscenti dai calcoli del CFD”.

Stop alle gallerie del vento dal 2030: la proposta scuote i team principal
Toto Wolff, team principal Mercedes, siede accanto ad Andreas Seidl (TP McLaren) e Christian Horner (TP Red Bull)

Era inevitabile che tale proposta sollevasse un simile dibattito. Obbligare le squadre a fare a meno della galleria del vento non è un qualcosa da prendere sotto gamba e, scherzi a parte, abbiamo visto come ci sia una nota di preoccupazione anche in coloro che attualmente parrebbero disponibili ad accettare una sua approvazione. Affrontare dei test reali e non solo virtuali è sempre stato importante e determinante, proprio come sottolineava Wolff, nel mantenere un certo livello di sicurezza in pista.

Vero è che il traguardo è posto molto in là con il tempo. Si parla di 2030. Quasi un decennio in cui la tecnologia, già adesso arrivata a fornire dei risultati straordinariamente affidabili, potrebbe e dovrebbe fare dei passi avanti ancora più sconvolgenti. La situazione va monitorata e affrontata per tempo. Le discussioni sono in corso e non termineranno certamente a breve.


Autore: Marco Sassara – @marcofunoat

Foto: Formula Uno – Ferrari – Mercedes – Red Bull Aston MartinAlpine

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