C’è una guerra “strisciante” tra Red Bull ed Aston Martin

Da un lato un team di F1 emergente, ambizioso, che non difetta in capacità finanziaria. Dall’altro lato una scuderia che, dopo anni di sofferenze e di vani tentativi di ritornare al vertice, si sta imponendo come il gruppo che potrebbe spezzare la lunga egemonia della Mercedes. Aston Martin contro Red Bull. Lawrence Stroll contro Dieter Mateschitz. Otmar Szafnauer conto Chris Horner. Un battaglia che si conduce “in background” perché in pista, al momento, non c’è storia. Ma l’obiettivo più o meno dichiarato dell’ambiente che fa riferimento al magnate canadese è quello di trionfare, in quella guerra, soprattutto in pista. E per farlo servono competenze. Che si possono ottenere essenzialmente in due modi: formandole o comprandole.

La prima strada è più lunga, tortuosa e dal finale non scontato. La seconda è più semplice e genera immediatamente due effetti evidenti: fa accrescere il know-how di chi acquisisce date competenze ed indebolisce chi viene depauperato di un capitale tecnico. Le due scuderie di F1 con sede in Inghilterra sono protagoniste di un tira e molla su un nome pesante. Szafnauer prova ad accelerare i tempi di un ingaggio già definito con contratti e firme; Horner tenta di modificare il corso dell’acqua con argini che, alla lunga, sono destinati ad implodere.

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Dan Fallows, Red Bull Racing

Al centro di questo sommovimento c’è Dan Fallows, capo degli aerodinamici della scuderia con sede a Milton Keynes. I fatti stanno così: il contratto che lega l’ingegnere alla Red Bull scadrà alla fine del 2023. In Aston Martin ci sono persone sveglie e, conoscendo la situazione, si sono fiondate sul brillante professionista offrendogli garanzie tecniche e, possiamo immaginare, un bel pacco di soldi.

In F1 spesso ci si lascia ammaliare dal mercato piloti. Giorni a discutere del nuovo contratto di Lewis Hamilton. Mesi, forse anni, a disquisire del futuro di George Russell piuttosto che di un altro driver, quasi dimentichi che dietro le quinte si disputa una vera e propria corsa ad accaparrarsi gli ingegneri migliori. Ne sa qualcosa Mercedes il cui reparto powertrains è sotto assedio dalle lusinghe – e dai danari – della Red Bull che si sta costruendo la sua fabbrica di power unit dopo l’addio di Honda.

Szafnauer, per non farla troppo lunga, sta provando ad anticipare l’approdo a Silverstone, sede della ex Racing Point, del quarantasettenne ingegnere britannico. Horner da questo orecchio non ci vuole sentire e ribadisce che il tecnico resta dov’è essendo parte attiva della progettazione delle vetture 2022 e 2023. Un tira e molla che potrebbe protrarsi nei mesi successivi con un esito imprevedibile.

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Otmar Szafnauer, team principal Aston Martin F1

Non ho ancora pianificato nulla, ma quando avremo più tempo, questo è certo, accadrà. Queste per noi sono state settimane intense” ha riferito Szafnauer alludendo a Fallow. Pronta la replica dello “Spice Boy“: “La nostra posizione rispetto a Dan è molto chiara. Sta lavorando alla macchina di quest0anno e e anche a quella del prossimo anno. Ha ancora una notevole quantità di tempo da passare con noi. Il contratto che le legherà con AM è stato siglato alla fine dello scorso anno, quindi c’è tanto tempo prima che arrivi la metà del 2023. Naturalmente lo terremo impegnato con noi per il resto del suo contratto“.

Bisogna soffermarsi sull’ultima parte delle dichiarazioni di Horner, su quel “Lo terremo impegnato con noi per il resto del suo contratto. E’ chiaro che i contratti abbiano un peso, ma è pur vero che affidare le chiavi dello sviluppo ad un tecnico che inizierà un’avventura presso un competitor ambizioso non è una mossa proprio vincente. Un ingegnere con una posizione così centrale è una miniera di segreti, conoscenze, procedure che una squadra vuole tenere quanto più nascoste.

La sensazione è che Fallow, man mano che lo sviluppo della RB16B verrà congelato – e non manca molto prima che avvenga – possa essere altrettanto esser messo in ghiacciaia con compiti marginali. Una sorta di gardening interno per proteggere una tesoro fatto di segreti tecnici.

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Sebastian Vettel a bordo della AMR21

Ecco perchè non v’è certezza. Paradossalmente, a Red Bull potrebbe convenire liberare prima Fallow per evitare di fargli mettere mano massicciamente al progetto 2022. Perché di queste monoposto, a livello concettuale, ben poco si potrà travasare sulle vetture di nuova generazione. Ovviamente sul frangente aerodinamico. Che è l’area di specializzazione dell’ingegnere.

Aston Martin resta alla finestra continuando, più o meno silenziosamente, a far pressione sui rivali per ottenere il via libera all’ingaggio anticipato. E c’è la sensazione che Szafnauer e Stroll non abbiamo finito di lanciare sguardi ammiccanti a Milton Keynes: “Ci sono ancora lavori in corso e ci sono alcune posizioni che stiamo cercando di riempire – ha spiegato il direttore operativo di Aston MartinAlcuni ruoli sono stati coperti, altri andremo ad annunciarli prossimamente. Altre ancora arriveranno nel corso delle prossime settimane“.

Parole che suonano quasi come minacce per gli avversari. Ormai è chiaro che l’appeal della compagine anglo-canadese sia forte. Il team viene percepito dai tecnici delle altre squadre come un’entità in ascesa. C’è un progetto valido, c’è passione, ci sono soldi. Ingegneri di livello assoluto sono stati ingaggiati. Condizioni che fanno venire l’acquolina alla bocca a chi vuole provare una sfida nuova che potrebbe essere vincente in pochi anni.

F1-Autore: Diego Catalano – @diegocat1977

Foto: F1, Red Bull, Aston Martin

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