Bottas sta usando Hamilton?

Valtteri Bottas o George Russell? Il finlandese o il britannico? L’usato sicuro e la giovane promessa? Toto Wolff ha dinnanzi a sé il corno del dilemma e sfoglia la margherita per comporre, al più presto, la line-up piloti Mercedes per il campionato del mondo di F1 2022. Nelle scelte che un team principal deve operare entrano molti fattori in gioco. Ed è questa la ragione alla base del mancato annuncio. Wolff non ha ancora deciso.

Non si tratta di un’attesa teatrale, ma di un lungo processo di ponderazione di elementi che non può ancora dirsi compiuto. Da un lato c’è la continuità, dall’altro l’incertezza dovuta alla creazione di una nuova alchimia che potrebbe anche non funzionare. E in Mercedes lo sanno perché il duello fratricida l’hanno vissuto sulla propria pelle fino al 2016. Ma parliamo di un’altra era, di un momento in cui le Frecce d’Argento giganteggiavano senza rivali.

In quella circostanza anche qualche sportellata poteva essere ammessa senza devastanti effetti sulla classifica. Oranon è così, adesso bisogna guardarsi da nemici esterni agguerriti e concreti e non ci si può permettere il lusso di creare una faida interna. A questo starà pensando Wolff nelle sue lunghe meditazioni. O magari starà riflettendo semplicemente su dove allocare Bottas che si è dimostrato uomo-azienda e un fedele scudiero.

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Toto Wolff, Mercedes-AMG F1 TEAM, festeggia assieme alla squadra la vittoria di Lewis Hamilton nel Gran Premio della Gran Bretagna edizione 2021

Nel frattempo settembre è alle porte. E’ stato lo stesso manager viennese ad individuare nel momento di passaggio tra l’estate e l’autunno il mese in cui sciogliere le riserve. Ci siamo quasi ed è quindi possibile che la bruma si stia diradando per poi mostrare l’uomo che siederà nell’abitacolo della W13. O 14, sappiamo quanto i britannici sentano la necessità di stare lontani dal numero 13.

Nel bel mezzo di queste elaborazioni strategiche, arriva, come un fulmine a ciel sereno, Valtteri Bottas. Il finnico, con una apparente ingenuità che cela una una strategica furbizia, ha parlato del suo futuro. E ha tirato in ballo nientepopodimeno che Sir Lewis Hamilton. “Sì, Lewis mi ha detto abbastanza direttamente che vorrebbe che fossi il suo compagno di squadra. Insieme possiamo fare molto bene“.

Boom! “Le parole sono i gettoni dei saggi, che non fanno i conti con essi, ma sono i soldi degli sciocchi” diceva Thomas Hobbes. E visto che non consideriamo Bottas uno scriteriato né tanto meno uno sciocco, è possibile ritenere che dietro questa affermazione ci sia un strategia pressoria nei confronti di Wolff. In parole spicciole: ti faccio capire che puntare su Russell è un salto nel buio, mentre io rappresento la comfort zone di Lewis. Un azzardo verbale che non è detto possa produrre effetti perché il buon Toto non è tipo da lasciarsi convincere se ha preso già una decisione.

A conferma del fatto che Bottas sta “usando” Hamilton arrivano le precisazioni a quanto prima riportato: “Dietro queste scelte c’è una macchina più grande che alla fine prende queste decisioni“. Insomma, lascia intendere che i desiderata di Hamilton non possono da soli stabilire il futuro del team campione del mondo.

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l’unione di intenti rappresentata dallo scatto che vede protagonisti Lewis Hamilton e Valtteri Bottas (Mercedes AMG F1 TEAM)

L’orizzonte temporale entro il quale verrà presa una decisione non è ancora chiaro secondo l’ex Williams che qualcuno vorrebbe in Alfa Romeo al posto del connazionale Kimi Raikkonen: “Al momento non c’è niente da dire. Resta da vedere cosa accadrà. Non credo ci saranno novità a brevissimo, ma le cose si chiariranno. Tutto sta andando nella giusta direzione“.

Ovviamente è concreto il rischio che il pilota di Nastola debba trovarsi un altro team per il quale prestare i suoi servizi. Anche su questo aspetto Valtteri è criptico: “Non posso dire con chi parleremo e cosa sta succedendo. Ma le cose sono in divenire. L’obiettivo è di trovare l’opzione migliore per la prossima stagione“.

Che Hamilton possa preferire Bottas come compagno di squadra è un fatto scontato. Non ci sarebbe nemmeno bisogno di spendere parole per spiegare un concetto. La storia è piena zeppa di pluricampioni che hanno fatto pressione o non si sono strappati le vesti quando hanno appreso di avere un compagno più debole o messo in condizioni di non operare al meglio.

Senna, dopo le tensioni con Prost, volle compagni più “comodi”, da Berger per finire ad Andretti che fu sua esplicita richiesta. Schumacher, in Ferrari, non dovette mai avere il patema di vedersela con un pilota che potesse avvicinare la sua grandezza. Due soli casi, ma se ne potrebbero citare decine.

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il gesto di intesa tra Lewis Hamilton e Valtteri Bottas (Mercedes AMG F1 Team) al termine delle qualifiche del Gran Premio di Ungheria edizione 2021

Hamilton non è pertanto un caso deviante. Quindi, se ha una infinitesimale possibilità di condizionare il board di AMG F1, lo farà. E spenderà il nome di Bottas che è alla quinta stagione in Mercedes. Il finnico ha un rapporto consolidato con gli uomini del team e con il suo collega col quale non ha mai avuto un momento di tensione. 

Valtteri è l’amico che vorresti avere in ogni avventura: solido, fidato, capace di intervenire solo quando serve. Un uomo che agisce quasi dietro le quinte senza rubare la scena al protagonista assoluto di cui egli stesso riconosce lo status. Un professionista molto solido in qualifica ma che in gara ha conosciuto qualche passaggio a vuoto. Ed è questo il motivo per il quale la sua posizione è in bilico. E lo è soprattutto se la supremazia tecnica del mezzo a disposizione diventa un lontano ricordo.

George Russell, dal canto suo, ha le stimmate del campione. Con una vettura ai limiti della presentabilità ha fatto intravedere sprazzi di driving eccelso in F1. Nella categorie inferiori dominava con una tale superiorità sportiva da sembrare arrogante. Caratterialmente sembra essere una roccia. Determinato e feroce quando punta la preda, a volte può risultare pericoloso per eccesso di foga come insegna l’incidente di Imola 2021.

Il potenziale dell’inglese, prima o poi, deve essere lasciato libero di esprimersi, di sfogarsi. E quale miglior team se non la Mercedes che ne controlla direttamente il cartellino? La componente inglese di AMG spinge affinché il ventitreenne di King’s Lynn si accasi a Brackley. Il precedente del GP del Bahrain in versione ovale ha convinto tutti. Appena calatosi dell’abitacolo della W11 di un Hamilton appiedato dal Covid-19 ha subito messo in chiaro le cose. E se non ha portato a casa il GP è stato solo per un problema ai box.

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il giovane talento ventitreenne britannico George Russell (Williams F1 Team) pensieroso durante uno scatto della stagione 2021

Da quale lato la si giri e la si volti ci sono dei pro e dei contro in ognuna delle due strade che Wolff, Kallenius (quota Daimler AG) e Ratcliffe (quota INEOS) sono obbligati a percorrere. La line-up piloti perfetta non esiste. Ma bisogna provare ad avvicinarsi il più possibile. E’ un lavoro da alchimista che soppesa con cautela e precisione ogni singolo elemento che intercorre alla creazione della ricetta magica. I cui effetti si vedranno solo in pista.

In ogni caso, comunque andrà a finire, registriamo un Valtteri Bottas nell’inedito ruolo di fine stratega. Una posizione che non quasi non ti aspetti da una persona così mansueta. Ma c’è in ballo il suo futuro e Mercedes, seppur con la presenza ingombrante di Hamilton, è e continua ad essere l’opzione migliore per un pilota che intimamente cova la speranza di laurearsi campione del mondo.


F1-Autore: Diego Catalano – @diegocat1977

Foto: Mercedes

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