Ferrari impara dai propri errori, forse

È inutile girarci troppo attorno: il fine settimana di F1 Gran Premio del Belgio 2021 ha mostrato una Ferrari in estrema difficoltà. Sebbene il primissimo approccio nelle Fp1 non fosse sembrato poi così negativo, con una macchina che pareva comportarsi “decentemente” su di un circuito di certo non amico, nella sessione pomeridiana le cose sono iniziate a peggiorare. Malgrado gli sforzi profusi i piloti non sono stati capaci di migliorare le prestazioni della vettura. A poco e niente, la notte del venerdì, sono servite le simulazioni e lo studio incrociato sui dati. Quando la monoposto italiana è tornata in pista, all’indomani, le medesime difficoltà hanno bussato alla porta.

I cambi aero-meccanici di messa a punto, effettuati all’anteriore, si sono dimostrati inefficaci. Lo abbiamo raccontato, in dettaglio, sulle pagine di FUnoAnalisiTecnica (clicca qui per dare un’occhiata). L’assetto scarico al posteriore “easy to overtake” scelto come base di partenza per il week end, indotto da un gap motoristico sui top team che tuttavia pesa come un macigno sui sogni di gloria targarti Cavallino Rampante, ha complicato le cose, è evidente.

La necessita di scaricare la vettura per contenere le perdite nel T1 e nel T2, dati alla mano, ha prodotto una configurazione aerodinamica che ha creato scompensi nella parte centrale del tracciato, settore dove le tante curve in appoggio hanno messo in difficoltà la Rossa. Lo hanno detto i piloti, lo confermano i team radio e il comportamento in pista della F1 italiana. Proseguire sulla strada intrapresa il venerdì, convinti che tale approccio potesse dare i propri frutti domenica pomeriggio dalle 15 in poi, era la teoria abbracciata. E a quanto pare, due giorni più tardi, tale convinzione continua ad aleggiare nella mente di chi ha l’ultima parola sulle decisioni Ferrari. Quella di Mattia.

F1
il monegasco Charles Leclerc (Scuderia Ferrari) si lancia con la sua SF21 verso l’Eau Rouge Raidillon durante le qualifiche del Gran Premio del Belgio 2021

L’atteggiamento persistente verso un assetto poco redditizio ha compromesso totalmente la qualifica della Ferrari. Asserire il contrario sarebbe illogico alla luce dei fatti. Soprattutto quando nella fase calda, in Q3, sessione alla quale le Rosse non hanno nemmeno partecipato, una Williams ha perso la pole per un soffio. E parliamo della modestissima FW43B eh? Non la velocissima FW15C che ha stra-dominato il mondiale 1993 con Alain Prost grazie alle molteplici innovazioni tecniche.

Davvero Binotto pensava che nell’ipotesi in cui la gara di F1 si fosse disputata sul bagnato, ma evidentemente con meno acqua, le cose sarebbero andate in maniera differente? Dico questo perché i piloti non è erano affatto conviti di tale argomentazione. Tant’è vero che ad alcune lamentele di Charles va sommata una chiara domanda di Carlos Sainz. Esposta in radio, sulla griglia di partenza, nelle fasi che hanno preceduto il formation lap, ipotizzando una red flag che di lì a poco sarebbe poi effettivamente arrivata, lo spagnolo ha chiesto se potevano sostituire l’ala posteriore con una decisamente più carica sulla numero 55.

F1
lo svizzero Mattia Binotto, team principal della storica Scuderia Ferrari, osserva le condizioni meteorologiche dall’interno del box durante il Gran Premio del Belgio edizione 2021

Lo spilungone occhialuto è un ottimo ingegnere. Ha passato quasi metà delle sua vita in Ferrari e alle sue parole, pertanto, va riconosciuto valore e merito. Mi sembra il minimo. Tuttavia, in questo caso, ricordare che le somme si tirano alla domenica e che a Maranello, con il senno di poi in tasca e le smentite evidenti degli stessi protagonisti, restano tutt’ora convinti che avrebbero potuto disputare una buona gara beh… non sembra l’esempio di quella che potremmo definire un genialata.

Si parla molto spesso (sopratutto Mattia) della crescita che l’attuale gruppo sta effettuando in F1. Una necessaria curva di apprendimento, una traiettoria “iperbolica” appropriata verso la gloria che tutti i vincenti hanno affrontato per raggiungere l’Olimpo. Non sappiamo quanto tempo impiegherà (leggi qui per i dettagli) l’attuale team a raggiungere la vetta. Sempre se ci riuscirà, sia chiaro. Ma nel frattempo, credo che un week end del genere debba necessariamente insegnare qualcosa. Al di là delle tante e forse troppe parole profuse, speriamo lo abbia fatto. 


F1-Autore: Alessandro Arcari – @Berrageiz

Foto: Scuderia Ferrari

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