Ferrari “sfida” la FIA sui tetti di spesa

Esiste la teoria. E poi c’è la cruda realtà. Quando Liberty Media, FIA e scuderie – dopo un inverno passato a discutere non senza momenti di tensione e creazioni di fratture quasi insanabili – hanno trovato la sintesi sul budget cap sembrava essersi sciolto uno dei problemi più difficilmente risolvibili che il mondo della F1 si era trovato ad affrontare nella sua ultra-settantenaria storia.

L’accordo, di compromesso, aveva stabilito che il tetto di spesa fosse individuato in 145 milioni di dollari; cifra dalla quale tenere esclusi gli ingaggi dei piloti che molto spesso sono plurimilionari. Sulla carta, quindi, erano tutti più o meno felici e contenti. Poi il campionato è iniziato e questioni di cui non si è colpevolmente tenuto conto nel processo di definizione del tetto di spesa sono emerse in maniera prorompente.

I primi a lamentarsi sono stati quelli della Mercedes che, dopo il botto che ha coinvolto a Imola George Russell e Valtteri Bottas, hanno dovuto praticamente rifare daccapo la vettura del finnico. Costi non previsti che hanno messo a rischio l’evoluzione della bizzosa W12. Poi è toccato alla Red Bull che, tra Silverstone e Budapest, si è vista far fuori due vetture intere. Problemi che hanno toccato anche la Haas che di certo non riesce facilmente a racimolare le risorse finanziarie dei top team. Tra questi anche la Ferrari ha avuto di che dolersi per spese extra figlie di incidenti.

F1 -
Charles Leclerc (Scuderia Ferrari) scende dalla sua SF21 dopo l’incidente al via del Gran Premio di Ungheria edizione 2021

In Ungheria Lance Stroll l’ha fatta grossa provocando il ritiro di Charles Leclerc. Come se non bastasse, una serie di circostanze concatenate, ha di fatto causato la rottura della power unit. Danni, beffa e una montagna di soldi da spendere per risistemare il tutto. Mattia Binotto non ci sta e ha espresso parole chiare – e dure – contro la norma che, però, egli stesso ha contribuito a creare: “Come scuderie ci potremo confrontare sui danni causati alle vetture. Se prendiamo come esempio l’incidente di Budapest, è evidente che abbiamo subito parecchi danni. Stessa situazione di Verstappen che, tra l’altro, li aveva subiti anche a Silverstone.

Si tratta di incidenti per cui la FIA ha penalizzato un pilota ritenendolo colpevole“. Questo l’incipit. E poi il cambio di passo verbale: “Se c’è un reo identificato come tale dalla FIA e se io sono riconosciuto come parte lesa, perché in un contesto di budget cap devo subire anche il danno della spesa? Da un calcolo fatto nel nostro team, da inizio stagione ad oggi, abbiamo speso più di due milioni e mezzo di euro per le conseguenze di incidenti. Ovviamente non in tutti i casi la responsabilità era di altri.

Siamo solo a metà stagione, quindi due milioni e mezzo possono realisticamente diventare cinque milioni a fine campionato. Sono spese significative che dobbiamo mettere in preventivo, ma quando c’è un colpevole chiaro identificato dalla FIA, io vittima posso fare in modo che almeno quei danni siano esenti dal vincolo del budget cap?“.

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Mattia Binotto, team principal della storica Scuderia Ferrari, al posto di comando dentro il garage

Poi la chiosa nella quale il team principal di Losanna ha un atteggiamento più pacato e costruttivo: “Ci confronteremo con tutti gli altri team e con la FIA perché questo è un tema di vitale importanza portato alla luce da più squadre. Quindi ritengo che meriti di essere approfondito, anche se non credo ci sia una soluzione banale”.

Le perplessità espresse da Binotto sono lecite. La prassi ha evidenziato in maniera piuttosto brutale che la regola è stata scritta male. E pertanto andrebbe modificata. Magari stanziando un extra budget da attivare nel momento in cui è manifesto che un danno è stato causato da terze parti. Il regolamento non è un dogma fideistico, ma è un qualcosa a cui si arriva dopo una serie di valutazioni. Alcune delle quali, evidentemente, erano fallaci. O, semplicemente, non erano state affrontate come dovevano.

Per quale ragione? Se riavvolgiamo il nastro alla fine del 2020 ci avvediamo che i team erano impegnati a capire come ottenere il massimo, in termini di dividendi economici, dal nuovo Patto della Concordia. Sul quel fronte la lotta è stata parecchio calda. Cosa che, probabilmente, ha distratto le parti che hanno lasciato per strada una questione così importante come quelle emersa nelle ultime gare.

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l’incidente innescato dall’errore di Valtteri Bottas (Mercedes AMG) che ha coinvolto le due Red Bull Honda di Max Verstappen e Sergio Perez durante il giro 1 del Gran Premio di Ungheria edizione 2021.

Una leggerezza fatale per la quale i team, dal battistrada Mercedes al fanalino di coda Haas, sono responsabili. E’ comodo ora mettersi sul trespolo e accusare la FIA. Nel processo di definizione del budget cap, infatti, i team principal sono stati parte attivissima. Questo non vuol dire che il corpus regolamentare debba rimanere così com’è per una sorta di punizione. Il cambio di rotta è più che auspicabile.

Doverono se vogliamo dirla tutta. Ciò che fa sorridere è il maldestro tentativo si scaricare sull’organo di controllo tutte le responsabilità. Sarebbe il caso, in definitiva, che si parlasse di meno in pubblico e si operasse con più solerzia e determinazione laddove le regole si scrivono.

F1-Autore: Diego Catalano – @diegocat1977

Foto: F1 – Ferrari

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